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Roberta Lombardi: “Questo Pd parla la nostra lingua. Chiamateci innovatori”

La capogruppo M5s in Regione Lazio: "Per le prossime Regionali non dobbiamo avere tabù: bisogna partire dalle cose da fare e vedere con chi possiamo farle"
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Roberta Lombardi pensa che il Movimento 5 stelle debba definirsi "innovatore". E che la sua identità - in questa fase - non possa che portarlo a lavorare col centrosinistra. Come al governo, anche alle prossime regionali. "Le nostre strade divergono da quelle della Lega - dice la capogruppo M5S in regione Lazio - ho una sorta di senso di colpa per come siamo riusciti, nei mesi al governo con Salvini, a farlo crescere dal 17 al 34 per cento".

Gli Stati generali del Movimento sono stati rinviati. Li farete mai?
"Ma certo. Il rinvio è una questione meramente organizzativa. Dobbiamo dedicarci alla campagna per il referendum del 29 marzo su una riforma, il taglio dei parlamentari, che abbiamo fortemente voluto. Il nostro Paese spenderà inutilmente 350 milioni di euro per colpa della Lega, che ha firmato perché la consultazione si tenesse".

Non è un po' tardi andare oltre la metà di aprile per il congresso?
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Roberta Lombardi pensa che il Movimento 5 stelle debba definirsi "innovatore". E che la sua identità - in questa fase - non possa che portarlo a lavorare col centrosinistra. Come al governo, anche alle prossime regionali. "Le nostre strade divergono da quelle della Lega - dice la capogruppo M5S in regione Lazio - ho una sorta di senso di colpa per come siamo riusciti, nei mesi al governo con Salvini, a farlo crescere dal 17 al 34 per cento".

Gli Stati generali del Movimento sono stati rinviati. Li farete mai?
"Ma certo. Il rinvio è una questione meramente organizzativa. Dobbiamo dedicarci alla campagna per il referendum del 29 marzo su una riforma, il taglio dei parlamentari, che abbiamo fortemente voluto. Il nostro Paese spenderà inutilmente 350 milioni di euro per colpa della Lega, che ha firmato perché la consultazione si tenesse".

Non è un po' tardi andare oltre la metà di aprile per il congresso?
"Vorrei che questo mese in più ci desse la possibilità di coinvolgere gli attivisti in maniera capillare, anche con incontri fisici".

Struttura, congresso, un tempo erano eresia. Davide Casaleggio è d'accordo ad andare oltre la rete?
"Casaleggio è fatto di carne e ossa come tutti noi, non è solo web. Dobbiamo essere capaci di unire rete e fisicità. E nella nuova visione che vogliamo darci, da qui a dieci anni, coinvolgere anche persone esterne".

Dovete aprirvi, come il Pd?
"Nel famoso streaming con Bersani dissi: "Noi siamo la società civile". Non siamo politici di professione, dobbiamo ricordarcelo. E per crescere dobbiamo puntare a quel 40 per cento che a ogni elezione si rifugia nell'astensionismo. Coinvolgere quelle persone, chiedere il loro contributo".

Il ministro dello Sviluppo Patuanelli ha detto che dovete scegliere un campo e ha indicato quello riformista. E lei?
"Il nostro dna è post ideologico, ma non vuol dire che possa andarci bene tutto. La nostra identità ci colloca naturalmente in quello che in politica viene chiamato il campo progressista o riformista, ma queste parole appartengono al passato. Io vorrei che oggi ci definissimo innovatori perché lo siamo stati per tutto".

Da cosa crede dobbiate ripartire?
"Siamo stati i primi a usare le potenzialità della rete per creare una connessione tra persone di provenienze sociali e politiche diversissime. Adesso dobbiamo puntare sulla sostenibilità, sull'innovazione come approccio a tutte le politiche pubbliche. La vicinanza al Pd nasce da questo, dalle cose da fare. Perché al governo con la Lega siamo stati e abbiamo fatto il massimo di quello che ci consentivano due visioni profondamente diverse".

Non mi sembra d'accordo con il M5S ago della bilancia cui credono i ministri Di Maio o Bonafede.
"Noi siamo la quarta via. Dobbiamo lavorare con persone con cui possiamo avviare progetti comuni. Con la Lega di Salvini non ci sono, le nostre strade sono profondamente divergenti".

Convergono con quelle del Pd?
"Per ora il governo sta funzionando. Abbiamo fatto una manovra che, viste le condizioni date, ha salvato le famiglie italiane dall'aumento dell'Iva, ha confermato quota 100 e reddito di cittadinanza, ha avviato un taglio del cuneo fiscale che dobbiamo aumentare. Stiamo lavorando sull'asse della sostenibilità ambientale con il decreto clima e il piano investimenti del green new deal. Parliamo la stessa lingua".

Il reggente Vito Crimi, con lei nel comitato dei garanti M5S, dice che la consigliera di Pesaro che sta per entrare nella giunta del dem Matteo Ricci deve essere cacciata. Non le sembra contraddittorio?
"No, perché questi percorsi vanno costruiti e decisi insieme. Non possono farli i singoli portavoce".

Crimi ha anche detto che alle prossime regionali vi potrete alleare solo con liste civiche.
"Io penso invece che non debbano esserci tabù. Bisogna partire dalle cose da fare e vedere con chi possiamo farle".

Dipende anche dalle persone?
"Certo, non possiamo allearci con chi ha portato avanti un sistema che abbiamo sempre combattuto. Serve un rinnovamento profondo. Ma in primavera vanno al voto regioni importanti e io credo che il metodo da seguire sia questo: partire da un progetto che porti a un programma, senza steccati. Poi metterlo al voto dei nostri iscritti su Rousseau".

In Emilia-Romagna e Calabria avete messo al voto solo la possibilità di correre in solitaria.
"Una votazione persa".

Ma allora perché nel Lazio non siete in giunta con Zingaretti?
"In regione abbiamo trovato un equilibrio inedito: non siamo in maggioranza, ma stiamo lavorando su temi comuni da quasi due anni. È il laboratorio che ha permesso a questo governo di nascere. Se non avessimo visto un atteggiamento di ascolto da parte del centrosinistra rispetto alle nostre istanze e se loro non avessero visto che c'è un 5 stelle che sa lavorare nel merito, non avremmo mai dato vita al Conte 2".

Lei ha detto che al M5S serve una guida collegiale. Si candida?
"Sono tredici anni che sono a disposizione del Movimento, ma dipende da chi sono gli altri".

Patuanelli, Taverna?
"Non è il momento dei nomi".

Cosa pensa delle Sardine?
"Sono felice di quel che sono riuscite a fare. Io, da 5 stelle, sento molto la responsabilità di aver portato la Lega salviniana dal 17 al 34 per cento grazie al lavoro che abbiamo fatto nel precedente governo".

Un senso di colpa?
"Per aver rafforzato quel modello culturale. Ho due bambini piccoli: sapere che c'è una parte d'Italia che rifiuta quel modello con questa spontaneità e questa freschezza mi dà speranza e mi fa sentire meno sola. Magari non votano 5 stelle, ma mi danno forza".