Smeriglio (Pd): "Sardine, giuste le richieste a Conte. Stucchevole la polemica per la foto con Benetton"
Giovanna Casadio
Massimiliano Smeriglio
L'eurodeputato vicino al segretario dem Zingaretti: "Sì a fronte unico con il M5s per arginare la destra. Renzi deve avere l'assillo di fare funzionare il governo e non di picconarlo"
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"Le Sardine hanno l'ambizione ci contribuire alle scelte per il Paese, giuste le richieste al premier Conte". Massimiliamo Smeriglio, eurodeputato eletto come indipendente nelle liste del Pd, due anni fa fu messo alla gogna nel centrosinistra per avere insistito sul dialogo con i 5Stelle. "I fatti hanno la testa dura", dice oggi a proposito di un'alleanza con i grillini che ritiene l'orizzonte del campo progressista.
Smeriglio, come giudica le richieste delle Sardine al premier Conte?
"Il movimento delle Sardine è stato fondamentale nel ricostruire un contesto democratico capace di contendere l'egemonia della destra, sfidando il senso comune, senza lisciare il pelo al populismo e al razzismo che sono forme degenerate del discorso pubblico. Anche la forma del linguaggio delle Sardine ha ridato fiducia a un popolo progressista. Senza chiedere nulla in cambio. E ora è giusta l'ambizione di contribuire al cambiamento del Paese con proposte che personalmente condivido. Aggiungo che trovo davvero stucchevole e strumentale la polemica della destra sulla foto con Benetton. Fanno bene le Sardine a con parte dell'imprenditoria italiana e con gli esperti in comunicazione".
Nel centrosinistra dopo la vittoria in Emilia Romagna, ci sono lavori in corso. Lei immagina un partito unico M5Stelle-Pd-Leu?
"Non è all'ordine del giorno. E non è la soluzione. Dobbiamo piuttosto imparare dalle esperienze in campo. Cominciamo dall'Emilia Romagna dove ha funzionato la leadership di Stefano Bonaccini innanzitutto, che svolta il ruolo di sindacalista della sua terra. Ha messo al centro pragmaticamente il buongoverno. Ha funzionato inoltre la coalizione progressista con l'apporto di esterni, penso alla lista di Elly Schlein. E ha funzionato il Pd che nelle città ha una buona base di insediamento. Inoltre c'è stato quell'attivismo sociale che è nella tradizione della sinistra e del cattolicesimo solidale. Questa è la lezione da portare a casa preparandosi alle alleanze per le prossime regionali che sono dietro l'angolo".
Il voto di primavera per 6 Regioni, appunto. Cercare a tutti i costi di allearsi con i 5Stelle?
"Ho rispetto del travaglio dei 5Stelle, ma devono ripensare se stessi daccapo e mi auguro che prevalga la dimensione progressista e che già alle prossime regionali diano un contributo al campo largo democratico e progressista ma non in un unico partito, s'intende".
Lei pensa a un fronte unico comunque?
"La destra va arginata mettendo in campo tutte le culture democratiche e costituzionali".
Insieme da Renzi a Grillo. Non so se l'idea può avere successo.
"Ma questo fronte c'è già ed è quello che governa il paese: da Renzi ai 5Stelle".
Nella prima assemblea di Italia Viva che si sta svolgendo in queste ore, Renzi nega che possa esserci un'alleanza politica stabile con i grillini.
"E però afferma: governiamo insieme fino al termine della legislatura".
Una contraddizione? "Giudichi lei. Renzi ha bisogno di visibilità per la sua nuova impresa politica però governa con i 5Stelle e quindi deve avere l'assillo di fare funzionare il governo e non di picconarlo".
Meglio non inseguire i moderati, come sostiene Cuperlo?
"Fatrico a capire questo tipo di dibattito sulle categorie dello spirito. I moderati, i riformisti, i radicali...piuttosto parlerei di politiche concrete. Rimettere al centro la scuola, i salari, il green new deal".
Pd da smontare e rimontare? "È la scommessa che avevamo messo in pista sin dai giorni in cui con Nicola Zingaretti lanciammo Piazza Grande. Alle europee il successo del Pd è arrivato allargando con figure come la mia, quella di Pietro Bartolo in lista. Da oggi con Bonaccini, con il sindaco di Milano Beppe Sala, con gli altri amministratori, con i movimenti come le Sardine e non solo occorre essere protagonisti di questo cambiamento".
Lei fu messo alla gogna nello stesso Pd e nel centrosinistra per avere detto nel 2018 che bisognava dialogare con i 5Stelle. Fu lungimirante? "I fatti hanno la testa dura e io fui preso di mira strumentalmente. Conservo i post e le dichiarazioni di chi mi attaccò e oggi sta nel governo con i grillini. Quello che dicevo e pensavo era evidentemente la cosa giusta".
E adesso per le prossime regionali il Pd deve cercare candidati comuni con i 5Stelle? Il sindaco di Pesaro, Matteo Ricci ha appena incluso in giunta un assessore grillino. Anche per il governatore delle Marche bisogna puntare a un nome condiviso? "Bisogna cercare i candidati più competitivi con la destra. Se Matteo Ricci ha fatto una scelta del genere vuol dire che in quella realtà le condizioni sono mature e ha fatto da apripista".