Stefania Prestigiacomo: "L'odio è stato sdoganato, sono d'accordo con Lamorgese. Ora leggi per la rete"
Giovanna Vitale, di GIOVANNA VITALELa deputata di Forza Italia: "Si è diffusa una cultura dell’aggressività contro i media che in passato non esisteva"
ROMA - Non solo governo e maggioranza. Pure fra le fila del centrodestra inizia a montare una certa preoccupazione per il clima pesante che si va diffondendo nel Paese. Testimoniato anche dalle intimidazioni contro il fondatore di Repubblica, Eugenio Scalfari, e il direttore Carlo Verdelli. La deputata di Fi Stefania Prestigiacomo lo dice chiaro: "Viviamo in un Paese che purtroppo ha sdoganato la violenza. Credo sia arrivato il momento di intervenire".
Onorevole Prestigiacomo, la ministra Lamorgese ha detto a "Repubblica" che l'odio in Italia sta diventando un'emergenza. Lei è d'accordo o pensa che esageri, come sostengono Salvini e Meloni?
"Non amo il Conte due, credo sia una sventura per il Paese, ma in questo caso concordo appieno con Lamorgese. La violenza verbale e purtroppo, sovente, anche fisica, è stata sdoganata, derubricata a espressione "normale" di dissenso, di opinione. Non voglio fare sociologia a buon merca…
Onorevole Prestigiacomo, la ministra Lamorgese ha detto a "Repubblica" che l'odio in Italia sta diventando un'emergenza. Lei è d'accordo o pensa che esageri, come sostengono Salvini e Meloni?
"Non amo il Conte due, credo sia una sventura per il Paese, ma in questo caso concordo appieno con Lamorgese. La violenza verbale e purtroppo, sovente, anche fisica, è stata sdoganata, derubricata a espressione "normale" di dissenso, di opinione. Non voglio fare sociologia a buon merca…
ROMA - Non solo governo e maggioranza. Pure fra le fila del centrodestra inizia a montare una certa preoccupazione per il clima pesante che si va diffondendo nel Paese. Testimoniato anche dalle intimidazioni contro il fondatore di Repubblica, Eugenio Scalfari, e il direttore Carlo Verdelli. La deputata di Fi Stefania Prestigiacomo lo dice chiaro: "Viviamo in un Paese che purtroppo ha sdoganato la violenza. Credo sia arrivato il momento di intervenire".
Onorevole Prestigiacomo, la ministra Lamorgese ha detto a "Repubblica" che l'odio in Italia sta diventando un'emergenza. Lei è d'accordo o pensa che esageri, come sostengono Salvini e Meloni?
"Non amo il Conte due, credo sia una sventura per il Paese, ma in questo caso concordo appieno con Lamorgese. La violenza verbale e purtroppo, sovente, anche fisica, è stata sdoganata, derubricata a espressione "normale" di dissenso, di opinione. Non voglio fare sociologia a buon mercato, ma certo la rete ha contribuito ad alimentare un fenomeno che ovviamente non è solo italiano".
Negli ultimi tempi i messaggi che incitano all'odio si sono moltiplicati. Spesso a farne le spese sono i giornali che denunciano questa pericolosa deriva antidemocratica. Lei come se lo spiega?
"Negli ultimi anni s'è diffusa una cultura dell'aggressività contro i media che in passato non esisteva. Io sto dentro Forza Italia dal '94, sono stata ministra dei governi Berlusconi: non sempre con la stampa abbiamo avuto buoni rapporti, ma mai, dico mai, in quegli anni da parte nostra è venuto un incitamento all'odio nei confronti dei giornalisti. Diventati un bersaglio con l'avvento dei grillini, che li vedono come nemici da colpire e come tali li additano ai militanti. Anche se poi si sono presi i Tg pubblici e ci hanno messo a capo gente a loro vicina".
I 5S avranno pure responsabilità, ma neanche il leader della Lega scherza in quanto a toni e metodi aggressivi. Cosa pensa della citofonata al presunto spacciatore?
"Mi è parsa una cosa di pessimo gusto. Ma anche molto enfatizzata dai media schierati con Bonaccini alla vigilia delle elezioni".
"L'indifferenza è complice dei misfatti peggiori" avverte Liliana Segre. Ma ormai è come se ci fossimo assuefatti: minacce e insulti sono considerati "normali". Con quali rischi?
"Di perdere un elemento fondamentale delle democrazie: la libertà di espressione, di parola, di pensiero. Vale per tutti, ma specie per la stampa. Continuando così temo possa passare, pian piano e silenziosamente, l'idea che in fondo i giornalisti 'se la sono cercata'".
Come si combattono gli odiatori?
"Con la cultura, l'educazione, l'esempio. Ma anche con una gestione attenta e moderna dei social network, in grado di evitare che diventino strumenti di odio e di violenza. Ripetendo sempre e ovunque - fra i banchi di scuole e università, nei luoghi di lavoro, in tv, sulla rete - che i giornalisti sono "intoccabili" perché sono strumenti fondamentali della democrazia".
Cosa devono fare le istituzioni?
"Perseguire e sanzionare chi diffonde messaggi d'odio, ormai veicolati da canali diversi e molto più veloci rispetto al passato. Ma anche, se necessario anche con interventi legislativi, individuare e punire aspramente chi inneggia alla pulizia etnica, al genocidio, ai campi di sterminio. Qui siamo oltre l'odio, siamo alla esaltazione degli omicidi di massa. Una barbarie intollerabile".
Onorevole Prestigiacomo, la ministra Lamorgese ha detto a "Repubblica" che l'odio in Italia sta diventando un'emergenza. Lei è d'accordo o pensa che esageri, come sostengono Salvini e Meloni?
"Non amo il Conte due, credo sia una sventura per il Paese, ma in questo caso concordo appieno con Lamorgese. La violenza verbale e purtroppo, sovente, anche fisica, è stata sdoganata, derubricata a espressione "normale" di dissenso, di opinione. Non voglio fare sociologia a buon mercato, ma certo la rete ha contribuito ad alimentare un fenomeno che ovviamente non è solo italiano".
Negli ultimi tempi i messaggi che incitano all'odio si sono moltiplicati. Spesso a farne le spese sono i giornali che denunciano questa pericolosa deriva antidemocratica. Lei come se lo spiega?
"Negli ultimi anni s'è diffusa una cultura dell'aggressività contro i media che in passato non esisteva. Io sto dentro Forza Italia dal '94, sono stata ministra dei governi Berlusconi: non sempre con la stampa abbiamo avuto buoni rapporti, ma mai, dico mai, in quegli anni da parte nostra è venuto un incitamento all'odio nei confronti dei giornalisti. Diventati un bersaglio con l'avvento dei grillini, che li vedono come nemici da colpire e come tali li additano ai militanti. Anche se poi si sono presi i Tg pubblici e ci hanno messo a capo gente a loro vicina".
I 5S avranno pure responsabilità, ma neanche il leader della Lega scherza in quanto a toni e metodi aggressivi. Cosa pensa della citofonata al presunto spacciatore?
"Mi è parsa una cosa di pessimo gusto. Ma anche molto enfatizzata dai media schierati con Bonaccini alla vigilia delle elezioni".
"L'indifferenza è complice dei misfatti peggiori" avverte Liliana Segre. Ma ormai è come se ci fossimo assuefatti: minacce e insulti sono considerati "normali". Con quali rischi?
"Di perdere un elemento fondamentale delle democrazie: la libertà di espressione, di parola, di pensiero. Vale per tutti, ma specie per la stampa. Continuando così temo possa passare, pian piano e silenziosamente, l'idea che in fondo i giornalisti 'se la sono cercata'".
Come si combattono gli odiatori?
"Con la cultura, l'educazione, l'esempio. Ma anche con una gestione attenta e moderna dei social network, in grado di evitare che diventino strumenti di odio e di violenza. Ripetendo sempre e ovunque - fra i banchi di scuole e università, nei luoghi di lavoro, in tv, sulla rete - che i giornalisti sono "intoccabili" perché sono strumenti fondamentali della democrazia".
Cosa devono fare le istituzioni?
"Perseguire e sanzionare chi diffonde messaggi d'odio, ormai veicolati da canali diversi e molto più veloci rispetto al passato. Ma anche, se necessario anche con interventi legislativi, individuare e punire aspramente chi inneggia alla pulizia etnica, al genocidio, ai campi di sterminio. Qui siamo oltre l'odio, siamo alla esaltazione degli omicidi di massa. Una barbarie intollerabile".