Lega, ora Salvini attacca sull’aborto: “Non è rimedio a una vita incivile”
Carmelo Lopapa , di CARMELO LOPAPAIl leader della Lega a Roma parla di abusi nelle interruzioni di gravidanza, con riferimento alle immigrate: “C’è chi è stata sei volte al pronto soccorso, così non va”. Zingaretti: “Giù le mani da donne e sanità”
La Lega è pronta a sostenere un governo "elettorale", che abbia cioè come obiettivo quello di gestire l'ordinaria amministrazione, "due o tre cose al massimo" e portare dritto al voto, "prima possibile". Purché a guidarlo "non sia Conte", purché non si vada oltre l'autunno. Una eventualità che Giancarlo Giorgetti aveva già ventilato, tempo fa. E alla quale per la prima volta Matteo Salvini apre in maniera abbastanza netta. Lo fa nel giorno in cui lancia la lunga campagna (dato che si vota in primavera 2021) per il Comune di Roma sul quale, nonostante le mezze smentite, la Lega vuole mettere il cappello ("Per il sindaco qualche idea ce l'ho").
Palazzo dei congressi all'Eur, la sala minore da 700 posti è gremita, posti solo in piedi e folla fuori dall'edificio, cartelli #processatecitutti e "Io sto con Salvini". Il commissario romano Claudio Durigon gran ceri…
Palazzo dei congressi all'Eur, la sala minore da 700 posti è gremita, posti solo in piedi e folla fuori dall'edificio, cartelli #processatecitutti e "Io sto con Salvini". Il commissario romano Claudio Durigon gran ceri…
La Lega è pronta a sostenere un governo "elettorale", che abbia cioè come obiettivo quello di gestire l'ordinaria amministrazione, "due o tre cose al massimo" e portare dritto al voto, "prima possibile". Purché a guidarlo "non sia Conte", purché non si vada oltre l'autunno. Una eventualità che Giancarlo Giorgetti aveva già ventilato, tempo fa. E alla quale per la prima volta Matteo Salvini apre in maniera abbastanza netta. Lo fa nel giorno in cui lancia la lunga campagna (dato che si vota in primavera 2021) per il Comune di Roma sul quale, nonostante le mezze smentite, la Lega vuole mettere il cappello ("Per il sindaco qualche idea ce l'ho").
Palazzo dei congressi all'Eur, la sala minore da 700 posti è gremita, posti solo in piedi e folla fuori dall'edificio, cartelli #processatecitutti e "Io sto con Salvini". Il commissario romano Claudio Durigon gran cerimoniere. Il tutto alle 16 di una domenica quasi primaverile, rispetto alla quale stride il dolcevita in stile campagna emiliana del segretario. Ma ancor più del maglioncino stride la frase che il senatore butta lì come nulla fosse, incassando sul momento l'applauso fragoroso della folla dei suoi in sala, scatenando invece la rivolta dei social e un vespaio di polemiche. Succede quando accosta l'aborto a uno "stile di vita incivile per il 2020".
Salvini è in piena retorica da "prima gli italiani", un classico del suo repertorio da comizio. Tipo "vigili urbani nei campi rom e non nei bar delle città", "è ora di smetterla con i non italiani al pronto soccorso: alla terza volta devi pagare". Poi parlando a braccio dal palco gli scappa la frizione. Il riferimento, implicito, è a donne immigrate: "Delle infermiere del pronto soccorso di Milano mi hanno segnalato che ci sono delle donne che si sono presentate per la sesta volta per una interruzione di gravidanza. Non è compito mio giudicare, è giusto che sia la donna a scegliere, ma il pronto soccorso non può essere la soluzione per stili di vita incivili per il 2020". Usa proprio questa espressione. Che diventa una miccia nell'arco di poche ore, in serata i siti la rilanciano e i social si infiammano. Mentre lascia il Palazzo e fuori è gia buio, Salvini viene incalzato dai cronisti sul punto e non cede: "Se ritengo che le donne che abortiscono siano incivili? Se si arriva alla settima interruzione di gravidanza significa che si sbaglia stile di vita, bisogna spiegare come ci si comporta".
Ma poco prima delle 22 il leader leghista è costretto a imbastire in fretta e furia una diretta Facebook per tentare invano di metterci una toppa. Troppo alto il rischio di perdere un blocco di voti femminili per questo scivolone. In video sottolinea che l'aborto è rimesso "alla libera di scelta della donna", che "ognuno è padrone del suo destino, del suo corpo e della sua salute: semplicemente ritengo che arrivare alla quinta, sesta, settima interruzione non faccia bene e meriti una riflessione. Non vorrei che tante prendessero alla leggera quella che è una operazione. C'è un tema culturale da affrontare". Insomma "tutelare la vita", usare "altri metodi" ed evitare "abusi". Ma "figurati se Salvini si mette contro l'aborto o il divorzio, sono l'ultimo che può dare lezioni". Non basta a chiudere l'affare. "Giù le mani dalle donne, giù le mani dalla sanità italiana", attacca su Facebook il segretario pd Nicola Zingaretti.
Diventa un caso, che finisce con l'oscurare la portata politica che la Lega vuole dare all'evento "Roma torna capitale". Tutto in chiave anti Raggi e con il Campidoglio nel mirino. I forzisti romani Maurizio Gasparri e Francesco Giro in prima fila. "Io qualche nome per il sindaco ce l'ho", assicura il capo leghista, "ma l'importante è che sia in gamba, non importa la tessera di partito". Per un'ora e mezza parlano sul palco rappresentanti delle categorie, professionisti, imprenditori, ognuno con la sua ricetta sulla città "coperta dalla monnezza, dice segretario leghista, per concludere "Qui noi vinciamo". "Salvini chiacchierone", replica a distanza Raggi.
Per il segretario è prioritario mandare a casa il traballante governo Conte. "Non ho la sfera di cristallo e non so quando si voterà - dice ancora - ma noi non siamo disponibili a giochini di palazzo", né a "governi Arlecchino". Altra cosa sarebbe un governo "elettorale", precisa, qualora l'attuale dovesse cadere sotto i colpi di Renzi. Ovviamente, come spiegherà poi il capo ai suoi, purché a guidarlo non sia Conte e porti al voto non oltre l'autunno. Al termine della tre giorni per il tesseramento Salvini festeggia "i 50 mila nuovi tesserati" e arriva l'annuncio che la Lega nazionale avrà a breve la sua sede a Roma. Via Bellerio diventerà una succursale, forse. Si parla di via della Panetteria, vicino la fontana di Trevi, famosa un tempo perché lì viveva Marco Pannella.
Palazzo dei congressi all'Eur, la sala minore da 700 posti è gremita, posti solo in piedi e folla fuori dall'edificio, cartelli #processatecitutti e "Io sto con Salvini". Il commissario romano Claudio Durigon gran cerimoniere. Il tutto alle 16 di una domenica quasi primaverile, rispetto alla quale stride il dolcevita in stile campagna emiliana del segretario. Ma ancor più del maglioncino stride la frase che il senatore butta lì come nulla fosse, incassando sul momento l'applauso fragoroso della folla dei suoi in sala, scatenando invece la rivolta dei social e un vespaio di polemiche. Succede quando accosta l'aborto a uno "stile di vita incivile per il 2020".
Salvini è in piena retorica da "prima gli italiani", un classico del suo repertorio da comizio. Tipo "vigili urbani nei campi rom e non nei bar delle città", "è ora di smetterla con i non italiani al pronto soccorso: alla terza volta devi pagare". Poi parlando a braccio dal palco gli scappa la frizione. Il riferimento, implicito, è a donne immigrate: "Delle infermiere del pronto soccorso di Milano mi hanno segnalato che ci sono delle donne che si sono presentate per la sesta volta per una interruzione di gravidanza. Non è compito mio giudicare, è giusto che sia la donna a scegliere, ma il pronto soccorso non può essere la soluzione per stili di vita incivili per il 2020". Usa proprio questa espressione. Che diventa una miccia nell'arco di poche ore, in serata i siti la rilanciano e i social si infiammano. Mentre lascia il Palazzo e fuori è gia buio, Salvini viene incalzato dai cronisti sul punto e non cede: "Se ritengo che le donne che abortiscono siano incivili? Se si arriva alla settima interruzione di gravidanza significa che si sbaglia stile di vita, bisogna spiegare come ci si comporta".
Ma poco prima delle 22 il leader leghista è costretto a imbastire in fretta e furia una diretta Facebook per tentare invano di metterci una toppa. Troppo alto il rischio di perdere un blocco di voti femminili per questo scivolone. In video sottolinea che l'aborto è rimesso "alla libera di scelta della donna", che "ognuno è padrone del suo destino, del suo corpo e della sua salute: semplicemente ritengo che arrivare alla quinta, sesta, settima interruzione non faccia bene e meriti una riflessione. Non vorrei che tante prendessero alla leggera quella che è una operazione. C'è un tema culturale da affrontare". Insomma "tutelare la vita", usare "altri metodi" ed evitare "abusi". Ma "figurati se Salvini si mette contro l'aborto o il divorzio, sono l'ultimo che può dare lezioni". Non basta a chiudere l'affare. "Giù le mani dalle donne, giù le mani dalla sanità italiana", attacca su Facebook il segretario pd Nicola Zingaretti.
Diventa un caso, che finisce con l'oscurare la portata politica che la Lega vuole dare all'evento "Roma torna capitale". Tutto in chiave anti Raggi e con il Campidoglio nel mirino. I forzisti romani Maurizio Gasparri e Francesco Giro in prima fila. "Io qualche nome per il sindaco ce l'ho", assicura il capo leghista, "ma l'importante è che sia in gamba, non importa la tessera di partito". Per un'ora e mezza parlano sul palco rappresentanti delle categorie, professionisti, imprenditori, ognuno con la sua ricetta sulla città "coperta dalla monnezza, dice segretario leghista, per concludere "Qui noi vinciamo". "Salvini chiacchierone", replica a distanza Raggi.
Per il segretario è prioritario mandare a casa il traballante governo Conte. "Non ho la sfera di cristallo e non so quando si voterà - dice ancora - ma noi non siamo disponibili a giochini di palazzo", né a "governi Arlecchino". Altra cosa sarebbe un governo "elettorale", precisa, qualora l'attuale dovesse cadere sotto i colpi di Renzi. Ovviamente, come spiegherà poi il capo ai suoi, purché a guidarlo non sia Conte e porti al voto non oltre l'autunno. Al termine della tre giorni per il tesseramento Salvini festeggia "i 50 mila nuovi tesserati" e arriva l'annuncio che la Lega nazionale avrà a breve la sua sede a Roma. Via Bellerio diventerà una succursale, forse. Si parla di via della Panetteria, vicino la fontana di Trevi, famosa un tempo perché lì viveva Marco Pannella.