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(ansa)

Lo strappo di Renzi: alle Regionali Italia Viva correrà da sola

Tranne in Toscana, il partito dell’ex premier è intenzionato a presentare propri candidati alle elezioni di primavera
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Il ritorno di Matteo Renzi è uguale all'andata: sempre un problema per la maggioranza. Problema di principi, dice il senatore di Firenze riferendosi alla civiltà giuridica e dunque alla prescrizione. Di cose da fare che sono invece ferme. Di decreti sicurezza da cancellare, stavolta in piena sintonia con la sinistra di Nicola Fratoianni. Ma anche problema politico, perché Renzi non mollerà la presa né su Giuseppe Conte né sul Partito democratico. Tanto più dopo che Goffredo Bettini ha messo nero su bianco che Italia Viva farebbe bene a stare fuori e in Parlamento si possono trovare i sostituti per andare avanti senza di loro.

Ecco, l'ex premier pensa che l'unico da sostituire sia invece l'avvocato del popolo: "Le elezioni non ci saranno per mesi. Dopo il referendum di marzo vanno rifatti i collegi e dunque servono tempi tecnici. Per cui, se cade il governo Conte Bis, ci sarà un nuovo governo. Non le elezioni…
Il ritorno di Matteo Renzi è uguale all'andata: sempre un problema per la maggioranza. Problema di principi, dice il senatore di Firenze riferendosi alla civiltà giuridica e dunque alla prescrizione. Di cose da fare che sono invece ferme. Di decreti sicurezza da cancellare, stavolta in piena sintonia con la sinistra di Nicola Fratoianni. Ma anche problema politico, perché Renzi non mollerà la presa né su Giuseppe Conte né sul Partito democratico. Tanto più dopo che Goffredo Bettini ha messo nero su bianco che Italia Viva farebbe bene a stare fuori e in Parlamento si possono trovare i sostituti per andare avanti senza di loro.

Ecco, l'ex premier pensa che l'unico da sostituire sia invece l'avvocato del popolo: "Le elezioni non ci saranno per mesi. Dopo il referendum di marzo vanno rifatti i collegi e dunque servono tempi tecnici. Per cui, se cade il governo Conte Bis, ci sarà un nuovo governo. Non le elezioni", scrive Renzi nella sua mail settimanale. E non pensa certo al Conte ter.

Oggi pomeriggio Renzi torna a Roma dopo due giorni di sci in Pakistan. Domani andrà a Porta a porta e da ore ai suoi fedelissimi annuncia che sgancerà "una bomba", immaginiamo non per agevolare il percorso dell'esecutivo. La modalità ormai è quella di lotta e di governo. Di scontro frontale con gli ex compagni del Pd.

Lo strappo ormai lampante è quello delle regionali. Italia Viva, Toscana a parte, si prepara a correre con un proprio candidato in tutte le altre regioni chiamate al voto in primavera: Liguria, Marche, Campania, Puglia e Veneto. Obiettivo secondo Largo del Nazareno: diminuire le chance di vittoria del centrosinistra. Obiettivo di Iv: contarsi non condivendo le scelte della coalizione. E dimostrare che l'abbraccio Pd-5 stelle non è fortunato.

Persino in Toscana dove c'è un candidato scelto anche da Renzi resta il problema della composizione dell'alleanza. L'ex premier ha intimato a Eugenio Giani di non presentare la lista del presidente perché nella sua regione è convinto di fare un ottimo bottino. Dal Pd invece pressano il candidato per fare come Stefano Bonaccini: presentare un proprio movimento civico. Grazie al cielo quella regione il centrodestra sembra averla data per persa e ci si può infilare in queste schermaglie (forse) senza pagare dazio.

Renzi ha ormai saltato a pie' pari il braccio di ferro con il M5S (ridotti elettoralmente a una dimensione molto minore). Punta dritto il premier e Nicola Zingaretti. Il governo "non ha i numeri" per fare altre operazioni che escludano i renziani. I quali sono comunque pronti a "rinunciare alle poltrone" per tornare felicemente all'opposizione lontani dalle "veline di Palazzo Chigi". I dem sono "ossessionati da me", dice il senatore di Firenze. "E non capisco: se io sono una tigre di carta perché faccio tanta paura?". La strada da battere non cambia. L'appiattimento dei democratici sulla figura di Conte e sulla linea dei grillini. Gli elementi costitutivi del Pd che si perdono lungo il tragitto a braccetto coni 5 stelle, come "il garantismo".

È evidente che prevalga in questa fase la facciata di lotta di Italia Viva. Perché deve misurarsi nelle urne delle regionali. Perché deve farsi spazio sui media. E perché tanto Renzi è convinto che le minacce di nuova maggioranza siano un bluff. "Dei nostri senatori non vanno via né dieci né uno".