Coronavirus, Gentiloni: "Strumenti Ue contro i rischi economici". Salvini a Gualtieri: "Servono 20 miliardi"
Il commissario Ue agli Affari economici, Paolo Gentiloni (ansa)
Il leader della Lega: "Per aiuti seri 3,6 miliardi non bastano". Stesse parole da Gelmini, Forza Italia. Crimi: "I 5Stelle voteranno favorevolmente sullo scostamento dal saldo di bilancio. Nessuno spari a casaccio cifre improponibili". Confindustria e Cgil: "Subito le infrastrutture"
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Parola d'ordine: flessibilità. Il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri - in un'intervista a Repubblica - parla di una spesa pari a 3,6 miliardi per affrontare la crisi legata all'emergenza coronavirus. Spiegando: "Non credo che Bruxelles contesterà la nostra richiesta di flessibilità, si tratta di una cifra ragionevole".
Il ruolo dell'Europa, in questo momento, risulta decisivo per affrontare le conseguenze economiche del virus. Lo dimostrano le parole di Paolo Gentiloni che dice: "Proteggere la salute è la priorità. Di fronte alle conseguenze economiche, lavorerò perché l'Unione europea coordini la risposta e usi gli strumenti necessari contro i rischi per la crescita e il lavoro". E il presidente dell'Eurogruppo, Mario Centeno, spiega che mercoledì ci sarà una teleconferenza per fare il punto sull'emergenza coronavirus: all'appuntamento Centeno ha deciso di invitare anche i ministri dei Paesi che non fanno parte dell'eurozona.
#COVID19 Proteggere la salute è la priorità. Insieme, senza panico. Di fronte alle conseguenze economiche, lavorerò perché l’#UnioneEuropea coordini la risposta e usi gli strumenti necessari contro i rischi per la crescita e il lavoro.
La destra: "I soldi previsti dal governo non bastano"
Ieri la Lega aveva detto sì a un voto in Parlamento sullo sforamento del deficit. Oggi Matteo Salvini polemizza con Gualtieri: "Altro che 3,6 miliardi... Per aiutare seriamente, e in tutta Italia, imprese e famiglie italiane in difficoltà per il virus servono subito almeno 20 miliardi. E se l'Europa dicesse no, sarebbe un oltraggio inaccettabile". Insomma, la Lega si prepara a cavalcare l'antieuropeismo in caso di resistenze alle richieste italiane in Europa. Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera, segue il leader leghista: "Lo sforamento del deficit per soli 3,6 miliardi è largamente insufficiente", dice. Mentre Silvio Berlusconi chiede un "piano Marshall per l'economia". La leader di Fdi, Giorgia Meloni, dice sì al voto sullo sforamento del deficit (alle Camere è necessaria la maggioranza assoluta), ma avverte: "Patti chiari: il deficit serve a misure straordinarie in ambito sanitario e per il sostegno all'economia, non per le spese care alla sinistra tipo marchette elettorali, accoglienza di immigrati illegali e reddito di cittadinanza ai delinquenti".
Crimi: "Nessuno spari cifre improponibili"
Il capo politico M5S, Vito Crimi, risponde alle opposizioni: "Chi pensa di utilizzare questo argomento a fini personali e per fare propaganda si faccia un esame di coscienza. Sparare a casaccio cifre improponibili per la flessibilità significa prendere un giro gli italiani e mentire sapendo di mentire". E ancora: "Per fronteggiare l'emergenza coronavirus è necessario predisporre un piano economico di rilancio degli investimenti. Per metterlo in campo l'Italia ha bisogno di ottenere dall'Unione europea quella flessibilità che Italia, e non solo, chiede da tempo".
Confindustria e sindacati: "Fare presto"
Il governo d'altra parte sta lavorando a un nuovo pacchetto di misure, un nuovo decreto dopo quello approvato nel consiglio dei ministri di venerdì scorso, accolto da molti mugugni delle regioni. Misure che potranno arrivare già venerdì dopo nuovi incontri con associazioni e parti sociali. Da Confindustria e Cgil - con Vincenzo Boccia e Maurizio Landini ospiti di In mezz'ora in più - arriva la richiesta di investimenti sulle infrastrutture. Con Boccia che però avverte: "Questo non è il momento per pensare a un green new deal da 100 miliardi. Bisogna fare presto. E servono 3mila miliardi per ". Fretta condivisa da Landini che chiede il coinvolgimento anche della Sanità privata.
Sulla proposta di aumentare il deficit arrivano invece i dubbi di Benedetto Della Vedova, segretario di +Europa: "Come da manuale, anche nella crisi coronavirus la politica italiana ritrova l'unità nazionale sulle proposte di aumentare il deficit. Oggi è probabilmente inevitabile, ma non sarà gratis. Da maneggiare con cura".