Da Salvini a Renzi riparte l’assedio a Conte. La destra punta sui tecnici
Carmelo Lopapa , di CARMELO LOPAPAIl centrodestra chiede udienza a Mattarella mentre la presidente del Senato richiama il premier a consultare il Parlamento. Il leader di Iv: “No alla comunicazione da reality"
Assediare il premier Giuseppe Conte e tentare la spallata nel momento di maggiore fragilità del Paese. Dopo l'ultima stretta di Palazzo Chigi, ancora notte tempo, e dopo che è stato sfondato il tetto tragico dei 5 mila morti. Ci sono manovre che si intravedono appena sotto traccia, convergenze più o meno volute tra i due "Matteo" (Salvini e Renzi) con l'obiettivo primario di scardinare l'Avvocato Conte e quello secondario, da qui alle prossime settimane, di sostituirlo con un nuovo esecutivo di salute pubblica. Di tecnici, magari, e con la sponda di Confindustria.
Matteo Salvini chiama di buon'ora gli altri due leader del centrodestra, Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi: "Dobbiamo chiedere di essere ricevuti dal Presidente Mattarella, la situazione non è più gestibile, Conte si rivela sempre più incapace, pericoloso per il Paese", è la sveglia. Bisogna passare all'attacco, insomma, criticare la m…
Matteo Salvini chiama di buon'ora gli altri due leader del centrodestra, Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi: "Dobbiamo chiedere di essere ricevuti dal Presidente Mattarella, la situazione non è più gestibile, Conte si rivela sempre più incapace, pericoloso per il Paese", è la sveglia. Bisogna passare all'attacco, insomma, criticare la m…
Assediare il premier Giuseppe Conte e tentare la spallata nel momento di maggiore fragilità del Paese. Dopo l'ultima stretta di Palazzo Chigi, ancora notte tempo, e dopo che è stato sfondato il tetto tragico dei 5 mila morti. Ci sono manovre che si intravedono appena sotto traccia, convergenze più o meno volute tra i due "Matteo" (Salvini e Renzi) con l'obiettivo primario di scardinare l'Avvocato Conte e quello secondario, da qui alle prossime settimane, di sostituirlo con un nuovo esecutivo di salute pubblica. Di tecnici, magari, e con la sponda di Confindustria.
Matteo Salvini chiama di buon'ora gli altri due leader del centrodestra, Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi: "Dobbiamo chiedere di essere ricevuti dal Presidente Mattarella, la situazione non è più gestibile, Conte si rivela sempre più incapace, pericoloso per il Paese", è la sveglia. Bisogna passare all'attacco, insomma, criticare la mossa tardiva della Presidenza del Consiglio, l'uso improprio del Dpcm, la confusione, chiedere la convocazione immediata e permanente del Parlamento. Nella notte, Giorgia Meloni era stata la più dura: "Il metodo di comunicazione è da regime totalitario".
Qualche ora dopo, parte la nota congiunta dei tre del centrodestra con la richiesta di un incontro al Colle. "Vogliamo con il cuore e con la testa dare il nostro contributo", scrive Matteo Salvini. Facendo leva sul silenzio di Conte che non gli ha nemmeno risposto al telefono due giorni prima, lascia intendere che il centrodestra da lui guidato non vuole più stare alla finestra. Forza Italia, neanche a dirlo, è della partita "il governo non si confronta, il Colle ci ascolti", chiede Silvio Berlusconi. "Serve la convocazione immediata e a oltranza del Parlamento", dice Meloni. Non ci sarà mai un riscontro che confermi l'asse tra i due "Matteo", le voci di un asse sempre più stretto tramite gli auspici del comune amico Denis Verdini, tornano a farsi insistenti a destra. Sta di fatto che nelle stesse ore un nuovo affondo al premier viene mosso proprio da Renzi: "Evitiamo di seminare il panico e di avere una comunicazione istituzionale che assomiglia a un reality", critica anche lui. La scarsa simpatia dei due nei confronti del premier è notoria, datata. Tutto è in movimento.
Nelle prossime ore i tre leader di Lega, Fdi e Fi potrebbero essere ricevuti insieme al Qurinale. La Camera continuerà a lavorare, assicura il presidente Roberto Fico. La presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati (Fi) sembra invece schierarsi, invitando Conte a "un raccordo con le Camere finora mai attuato". Il Pd con Dario Franceschini e il M5S con Luigi Di Maio fanno quadrato attorno al premier, sospettano manovre in corso.
Quel che tramonta prima ancora di nascere è l'ipotesi di un governo di "tutti". Giorgia Meloni ha già fatto sapere ai suoi che lei coi 5 Stelle un patto di governo non lo firmerà mai, neanche per l'emergenza nazionale. Resta l'opzione dei tecnici, col sostegno esterno di tutti. Soprattutto dentro Forza Italia torna a rimbalzare il nome di Mario Draghi per guidarlo. La soluzione tecnica sarebbe l'unica sulla quale l'intera destra potrebbe convergere. La premessa, che nella drammaticità del momento sembra lunare, è che Renzi proprio ora volti le spalle al governo.
Matteo Salvini chiama di buon'ora gli altri due leader del centrodestra, Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi: "Dobbiamo chiedere di essere ricevuti dal Presidente Mattarella, la situazione non è più gestibile, Conte si rivela sempre più incapace, pericoloso per il Paese", è la sveglia. Bisogna passare all'attacco, insomma, criticare la mossa tardiva della Presidenza del Consiglio, l'uso improprio del Dpcm, la confusione, chiedere la convocazione immediata e permanente del Parlamento. Nella notte, Giorgia Meloni era stata la più dura: "Il metodo di comunicazione è da regime totalitario".
Qualche ora dopo, parte la nota congiunta dei tre del centrodestra con la richiesta di un incontro al Colle. "Vogliamo con il cuore e con la testa dare il nostro contributo", scrive Matteo Salvini. Facendo leva sul silenzio di Conte che non gli ha nemmeno risposto al telefono due giorni prima, lascia intendere che il centrodestra da lui guidato non vuole più stare alla finestra. Forza Italia, neanche a dirlo, è della partita "il governo non si confronta, il Colle ci ascolti", chiede Silvio Berlusconi. "Serve la convocazione immediata e a oltranza del Parlamento", dice Meloni. Non ci sarà mai un riscontro che confermi l'asse tra i due "Matteo", le voci di un asse sempre più stretto tramite gli auspici del comune amico Denis Verdini, tornano a farsi insistenti a destra. Sta di fatto che nelle stesse ore un nuovo affondo al premier viene mosso proprio da Renzi: "Evitiamo di seminare il panico e di avere una comunicazione istituzionale che assomiglia a un reality", critica anche lui. La scarsa simpatia dei due nei confronti del premier è notoria, datata. Tutto è in movimento.
Nelle prossime ore i tre leader di Lega, Fdi e Fi potrebbero essere ricevuti insieme al Qurinale. La Camera continuerà a lavorare, assicura il presidente Roberto Fico. La presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati (Fi) sembra invece schierarsi, invitando Conte a "un raccordo con le Camere finora mai attuato". Il Pd con Dario Franceschini e il M5S con Luigi Di Maio fanno quadrato attorno al premier, sospettano manovre in corso.
Quel che tramonta prima ancora di nascere è l'ipotesi di un governo di "tutti". Giorgia Meloni ha già fatto sapere ai suoi che lei coi 5 Stelle un patto di governo non lo firmerà mai, neanche per l'emergenza nazionale. Resta l'opzione dei tecnici, col sostegno esterno di tutti. Soprattutto dentro Forza Italia torna a rimbalzare il nome di Mario Draghi per guidarlo. La soluzione tecnica sarebbe l'unica sulla quale l'intera destra potrebbe convergere. La premessa, che nella drammaticità del momento sembra lunare, è che Renzi proprio ora volti le spalle al governo.