Gualtieri apre alle opposizioni: "Più soldi per gli autonomi ad aprile"
Annalisa Cuzzocrea , di ANNALISA CUZZOCREAMa Forza Italia: "Dobbiamo decidere insieme". Il Tesoro contro il leghista Bagnai: "Insulti pericolosi ai funzionari, deve chiedere scusa"
Non sarà facile far passare il decreto sull'emergenza coronavirus all'unanimità, com'è stato con il voto sullo scostamento di bilancio di 25 miliardi. Il governo - spinto anche dalle parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella - cerca la coesione.
Un clima di unità nazionale che consenta al Paese di accettare le misure di contenimento del virus che appaiono tanto inevitabili quanto difficili da sostenere a lungo. Per questo, ieri, la prima riunione della cabina di regia che dovrebbe consentire a maggioranza e opposizione di lavorare insieme si è aperta con la rassicurazione del ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D'Incà: Giuseppe Conte incontrerà presto Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Antonio Tajani per condividere al massimo la strategia: "Senza un incontro tra leader - chiarisce subito Renato Brunetta per Forza Italia - queste riunioni non hanno senso. Non ci interessa l'asc…
Un clima di unità nazionale che consenta al Paese di accettare le misure di contenimento del virus che appaiono tanto inevitabili quanto difficili da sostenere a lungo. Per questo, ieri, la prima riunione della cabina di regia che dovrebbe consentire a maggioranza e opposizione di lavorare insieme si è aperta con la rassicurazione del ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D'Incà: Giuseppe Conte incontrerà presto Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Antonio Tajani per condividere al massimo la strategia: "Senza un incontro tra leader - chiarisce subito Renato Brunetta per Forza Italia - queste riunioni non hanno senso. Non ci interessa l'asc…
Non sarà facile far passare il decreto sull'emergenza coronavirus all'unanimità, com'è stato con il voto sullo scostamento di bilancio di 25 miliardi. Il governo - spinto anche dalle parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella - cerca la coesione.
Un clima di unità nazionale che consenta al Paese di accettare le misure di contenimento del virus che appaiono tanto inevitabili quanto difficili da sostenere a lungo. Per questo, ieri, la prima riunione della cabina di regia che dovrebbe consentire a maggioranza e opposizione di lavorare insieme si è aperta con la rassicurazione del ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D'Incà: Giuseppe Conte incontrerà presto Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Antonio Tajani per condividere al massimo la strategia: "Senza un incontro tra leader - chiarisce subito Renato Brunetta per Forza Italia - queste riunioni non hanno senso. Non ci interessa l'ascolto del governo, vogliamo la condivisione delle scelte. Lo ha fatto Trump negli Stati Uniti, non si capisce perché non dobbiamo farlo noi". La prima cosa che chiede Forza Italia è "un nuovo voto su uno scostamemto di bilancio di 75 miliardi, il totale deve arrivare a 100".
In collegamento video con l'ufficio di largo Chigi dove si tiene la riunione, alla quale quasi tutti partecipano da remoto, il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri spiega ancora una volta che i margini per cambiare il decreto Marzo sono pochi. E che le modifiche che pure si potranno inserire (il tempo per la presentazione degli emendamenti scadeva alle 19 di ieri) sarebbero comunque operative dopo la conversione, e quindi dopo la pubblicazione del prossimo decreto: quello da 50 miliardi che il governo ha messo in cantiere per i primi dieci giorni di aprile e sul quale apre alle proposte delle opposizioni. Che però chiedono subito un cambio di metodo: Fratelli d'Italia vuole essere tenuta in considerazione anche quando si decidono norme che restringono le libertà personali; Forza Italia pretende che i decreti vengano affidati a due relatori, uno di maggioranza e uno di opposizione, e che i contenuti siano decisi insieme a livello di leader; la Lega sferza: "Partecipiamo e parteciperemo alle riunioni. ma al momento dobbiamo disiamo inascoltati".
Matteo Salvini dice di essere "esterrefatto e imbufalito perché a oggi mancano alle regioni materiali necessari per le cure e per contenere il contagio". Secondo il partito di via Bellerio, quindi, quella di ieri è stata una "mattinata inutile, non ci interessa il garbato ascolto". Nonostante Gualtieri abbia assicurato che ad aprile arriveranno più risorse per gli autonomi, visto che i 600 euro sono stati giudicati insufficienti (all'incontro ne ha parlato a lungo Maurizio Lupi di Noi per l'Italia). E nonostante si sia deciso che gli emendamenti che l'esecutivo non è in grado di raccogliere nel primo decreto diventeranno ordini del giorno che impegneranno il governo per quello successivo.
"In questo momento serve concordia", dice D'Incà, parlando anche ai partiti di maggioranza (a premere per misure più coraggiose soprattutto per piccole imprese e partite Iva sono i renziani di Iv). Ma la tirata antieuropea del presidente della commissione Finanze del Senato Alberto Bagnai fa infuriare Gualtieri: "Ci sono funzionari che vanno in giro svendendo il nostro Paese", dice l'economista della Lega in un passaggio del suo discorso.
Il ministro dell'Economia - quando riprende la parola - dice con tono gelido: "Se non ritiri quello che hai detto contro funzionari che lavorano per il Paese seguendo gli input della politica non parteciperò mai più a una riunione in tua presenza. Tu metti in pericolo dei servitori dello Stato". Il riferimento è al direttore del Tesoro Alessandro Rivera, preso di mira in una seria di tweet di Bagnai che non ne ha fatto il nome, ma che in uno scambio di considerazioni sul Mes, il fondo di stabilità europeo considerato dai sovranisti il male assoluto, ha postato una figurina del calciatore Gianni Rivera.
Un clima di unità nazionale che consenta al Paese di accettare le misure di contenimento del virus che appaiono tanto inevitabili quanto difficili da sostenere a lungo. Per questo, ieri, la prima riunione della cabina di regia che dovrebbe consentire a maggioranza e opposizione di lavorare insieme si è aperta con la rassicurazione del ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D'Incà: Giuseppe Conte incontrerà presto Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Antonio Tajani per condividere al massimo la strategia: "Senza un incontro tra leader - chiarisce subito Renato Brunetta per Forza Italia - queste riunioni non hanno senso. Non ci interessa l'ascolto del governo, vogliamo la condivisione delle scelte. Lo ha fatto Trump negli Stati Uniti, non si capisce perché non dobbiamo farlo noi". La prima cosa che chiede Forza Italia è "un nuovo voto su uno scostamemto di bilancio di 75 miliardi, il totale deve arrivare a 100".
In collegamento video con l'ufficio di largo Chigi dove si tiene la riunione, alla quale quasi tutti partecipano da remoto, il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri spiega ancora una volta che i margini per cambiare il decreto Marzo sono pochi. E che le modifiche che pure si potranno inserire (il tempo per la presentazione degli emendamenti scadeva alle 19 di ieri) sarebbero comunque operative dopo la conversione, e quindi dopo la pubblicazione del prossimo decreto: quello da 50 miliardi che il governo ha messo in cantiere per i primi dieci giorni di aprile e sul quale apre alle proposte delle opposizioni. Che però chiedono subito un cambio di metodo: Fratelli d'Italia vuole essere tenuta in considerazione anche quando si decidono norme che restringono le libertà personali; Forza Italia pretende che i decreti vengano affidati a due relatori, uno di maggioranza e uno di opposizione, e che i contenuti siano decisi insieme a livello di leader; la Lega sferza: "Partecipiamo e parteciperemo alle riunioni. ma al momento dobbiamo disiamo inascoltati".
Matteo Salvini dice di essere "esterrefatto e imbufalito perché a oggi mancano alle regioni materiali necessari per le cure e per contenere il contagio". Secondo il partito di via Bellerio, quindi, quella di ieri è stata una "mattinata inutile, non ci interessa il garbato ascolto". Nonostante Gualtieri abbia assicurato che ad aprile arriveranno più risorse per gli autonomi, visto che i 600 euro sono stati giudicati insufficienti (all'incontro ne ha parlato a lungo Maurizio Lupi di Noi per l'Italia). E nonostante si sia deciso che gli emendamenti che l'esecutivo non è in grado di raccogliere nel primo decreto diventeranno ordini del giorno che impegneranno il governo per quello successivo.
"In questo momento serve concordia", dice D'Incà, parlando anche ai partiti di maggioranza (a premere per misure più coraggiose soprattutto per piccole imprese e partite Iva sono i renziani di Iv). Ma la tirata antieuropea del presidente della commissione Finanze del Senato Alberto Bagnai fa infuriare Gualtieri: "Ci sono funzionari che vanno in giro svendendo il nostro Paese", dice l'economista della Lega in un passaggio del suo discorso.
Il ministro dell'Economia - quando riprende la parola - dice con tono gelido: "Se non ritiri quello che hai detto contro funzionari che lavorano per il Paese seguendo gli input della politica non parteciperò mai più a una riunione in tua presenza. Tu metti in pericolo dei servitori dello Stato". Il riferimento è al direttore del Tesoro Alessandro Rivera, preso di mira in una seria di tweet di Bagnai che non ne ha fatto il nome, ma che in uno scambio di considerazioni sul Mes, il fondo di stabilità europeo considerato dai sovranisti il male assoluto, ha postato una figurina del calciatore Gianni Rivera.