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(ansa)

Grillo torna e lancia il reddito per tutti. I 5S: "Ora tagliamo metà stipendio ai parlamentari"

Il leader del Movimento cita le proposte di Ocasio-Cortez. Renzi: “Penso il contrario, servono crescita e lavoro”. E sul taglio i partiti dicono no. Delrio: “È solo propaganda. Tutti stiamo facendo donazioni, senza pubblicizzarle”
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Dice Beppe Grillo che per uscire da tutto questo, servirà un reddito universale. Non il reddito di emergenza che da più parti viene proposto in questi giorni, e a cui apre perfino il centrodestra. Non il reddito di cittadinanza già realizzato dal Movimento 5 stelle al governo, sebbene coi limiti che si conoscono (il passaggio dal sussidio al lavoro resta una chimera). Quello di cui parla Grillo - dopo un ostinato silenzio durato un mese - è quello di cui ha sempre parlato nei suoi spettacoli: un reddito di base che vada a tutti, ricchi e poveri, a prescindere dal lavoro. Perché ce ne sarà sempre meno e perché - questo il refrain del fondatore M5S - "bisogna lavorare per vivere, non vivere per lavorare". 

Grillo cita la parlamentare statunitense "paladina del Green new deal" Alexandria Ocasio-Cortez, tra coloro che nel mondo si stanno battendo per questo. E propone: "Le fonti principali di finanziamento pot…
Dice Beppe Grillo che per uscire da tutto questo, servirà un reddito universale. Non il reddito di emergenza che da più parti viene proposto in questi giorni, e a cui apre perfino il centrodestra. Non il reddito di cittadinanza già realizzato dal Movimento 5 stelle al governo, sebbene coi limiti che si conoscono (il passaggio dal sussidio al lavoro resta una chimera). Quello di cui parla Grillo - dopo un ostinato silenzio durato un mese - è quello di cui ha sempre parlato nei suoi spettacoli: un reddito di base che vada a tutti, ricchi e poveri, a prescindere dal lavoro. Perché ce ne sarà sempre meno e perché - questo il refrain del fondatore M5S - "bisogna lavorare per vivere, non vivere per lavorare". 

Grillo cita la parlamentare statunitense "paladina del Green new deal" Alexandria Ocasio-Cortez, tra coloro che nel mondo si stanno battendo per questo. E propone: "Le fonti principali di finanziamento potrebbero essere la tassazione delle grandi fortune, dei grandi colossi digitali e tecnologici, magari quelli a più alto tasso di automazione; o imposte sui redditi da capitale e sulla proprietà intellettuale; o "ecotasse" sui combustibili fossili". Fa l'esempio dell'Alaska, dove ogni cittadino riceve il dividendo di un fondo pubblico finanziato dalle risorse petrolifere. E insomma, sembra prendere la sua idea molto sul serio. Nonostante Matteo Renzi gli ribatta subito: "Decrescita e reddito di cittadinanza, il disegno è chiaro. Io penso l'opposto: servono crescita e lavoro".

E nonostante anche i suoi parlamentari, ieri, fossero impegnati in tutt'altra proposta. Quella lanciata da Vito Crimi: un dimezzamento degli stipendi dei parlamentari per aiutare le persone in difficoltà per via dell'emergenza coronavirus. Secondo il reggente del Movimento si potrebbero risparmiare 60 milioni di euro all'anno con una semplice delibera degli uffici di presidenza di Camera e Senato. Servirebbe però che le forze politiche fossero d'accordo e - se davvero si volesse raggiungere questo risultato - si sarebbe forse dovuta cercare un'intesa prima di far partire la macchina della propaganda. Si è invece partiti dagli slogan rilanciati sulle pagine Facebook dei parlamentari M5S (dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio alla vicepresidente del Senato Paola Taverna) e le reazioni non sono delle migliori.

Graziano Delrio, capogruppo pd alla Camera, spiega: "Ognuno di noi sta facendo donazioni senza fanfare e ogni gruppo ha attivato iniziative. Penso si tratti di scelte individuali da non rendere pubbliche. Il resto è propaganda". Ettore Rosato, coordinatore di Italia Viva, si rifiuta perfino di entrare nel merito: "È il solito comunicato grillino". Andrea Marcucci, presidente dei senatori dem, è preso alla sprovvista: "Stiamo già devolvendo parte dei fondi del gruppo alla Protezione Civile, ma ne parlerò con i colleghi. Certamente qualcosa bisogna continuare a farla".

Renato Brunetta, Forza Italia, è netto: "Demagogia per demagogia, lancio una proposta: azzeriamo gli stipendi di tutti i parlamentari e ciascuno torni a quello di prima. Per chi non ce l'aveva, c'è il reddito di cittadinanza". A sorpresa, l'idea non piace neanche a un sociologo vicino ai 5 stelle come Domenico De Masi: "Mi sembrano le solite trovate pauperiste che non servono a nessuno. Soluzioni vecchie, trite e ritrite, come il dimezzamento dei parlamentari: quando ci sarà il referendum voterò no. Quel che serve è immaginare il futuro, come fa Grillo: il reddito universale di base è un destino ineluttabile, lui lo ha capito prima".