"Piantiamo un seme di legalità". Sui social la campagna #IoColtivo per legalizzare la coltivazione in casa di cannabis
Laura Mari
Alcune piante di cannabis
L'iniziativa per chiedere al Parlamento di depenalizzare il reato. Sui social ogni giorno i partecipanti postano la foto della propria pianta. Ha aderito anche il deputato di +Europa-Radicali, Magi
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Un vaso e una speranza: piantare un seme di legalità. È partita il 20 aprile scorso la campagna social #IoColtivo, una iniziativa di disobbedienza civile nata per chiedere al Parlamento di decriminalizzare la coltivazione di cannabis per uso personale.
Principio stabilito da una sentenza del 19 dicembre della Cassazione, a cui però non è seguita una modifica, da parte di Camera e Senato, della legge vigente in materia di droghe pesanti e leggere.
La locandina della campagna #IoColtivo
"Un ritardo normativo innammissibile, tanto più in un momento in cui la crisi economica impoverisce le persone ma aumenta le disponibilità economiche delle mafie, che con i proventi del narcotraffico si insinuano nel tessuto economico, edilizio e commerciale del Paese", denuncia Antonella Soldo, portavoce dell'associazione Meglio Legale, che ha organizzato la campagna #IoColtivo. Legalizzare la cannabis per indebolire mafia e terrorismo, un principio più volte ribadito anche dallo scrittore Roberto Saviano.
L'iniziativa, a cui hanno aderito in pochi giorni 600 persone, venti associazioni e il deputato di +Europa-Radicali, Riccardo Magi, consiste nel pubblicare sui social Facebook e Instagram la foto del seme di cannabis piantato nella propria abitazione e ogni giorno viene postata la foto della pianta in crescita.
"La campagna durerà otto settimane - spiega Soldo - e quando le piantine di tutti i partecipanti saranno cresciute, le porteremo in piazza davanti al Parlamento".
Dai dati dell'associazione Meglio Legale, si stima che in Italia siano almeno 100mila le persone che coltivano cannabis per uso personale e lo scorso anno le forze dell'ordine hanno sequestrato, nelle abitazioni, più di 523mila piante, pari al 94% in più rispetto al 2018. "Chi autoproduce la cannabis lo fa anche per evitare di avere contatti con gli spacciatori", sottolinea Soldo.
Molti, infatti, usano la pianta per motivi medici. "Dal 2017 in Italia è consentito l'utilizzo ai fini terapeutici, ma sono molti i pazienti che hanno difficoltà a reperirla e a comprarla legalmente in farmacia", prosegue la portavoce di Meglio Legale.
Problemi che, con la depenalizzazione del reato da parte del Parlamento, sarebbero risolti. "Sicuramente c'è chi contesterà questa campagna sostenendo che il nostro Paese ora ha ben altri problemi da affrontare - commenta il deputato Magi - ma è proprio la fase della ripartenza che può rappresentare un momento in cui affrontare argomenti e revisioni di leggi che giacciono nei cassetti del Parlamento da anni".
Giù nel 2016, ad esempio, i Radicali italiani e alcune associazioni antiproibizioniste avevano depositato alla Camera oltre 60mila firme (tra cui quella di Vasco Rossi, Roberto Saviano e gli Almamegretta) per una legge di iniziativa popolare per legalizzare la cannabis.