App Immuni, il governo detta le regole: nessuna conseguenza se si decide di non usarla
Via libera del Consiglio dei ministri al decreto Bonafede che include misure sull'ordinamento penitenziario e norme legate alla tutela della riservatezza. Rinviata al primo settembre la riforma delle intercettazioni
Un consiglio dei ministri finito subito dopo la mezzanotte. All'ordine del giorno, la privacy della app Immuni e una stretta sulla concessione dei domiciliari ai detenuti per reati gravi (mafia e criminalità organizzata), dopo le scarcerazioni di alcuni boss decisa dai tribunali di sorveglianza. Rinviata invece al primo settembre l'entrata in vigore della riforma delle intercettazioni.
Per quanto riguarda Immuni - che dovrebbe contribuire a frenare la diffusione del contagio nella fase due - nel decreto ci sono interventi che regolano il funzionamento della app. Nel testo è previsto che "gli utenti ricevano, prima che sia attivata l'applicazione, informazioni chiare e trasparenti per raggiungere una piena consapevolezza, in particolare, sulle finalità e sulle operazioni di trattamento".
La app assicura poi che "il trattamento effettuato per il tracciamento dei contatti sia basato sui dati di prossimità dei dispositivi, resi anon…
Per quanto riguarda Immuni - che dovrebbe contribuire a frenare la diffusione del contagio nella fase due - nel decreto ci sono interventi che regolano il funzionamento della app. Nel testo è previsto che "gli utenti ricevano, prima che sia attivata l'applicazione, informazioni chiare e trasparenti per raggiungere una piena consapevolezza, in particolare, sulle finalità e sulle operazioni di trattamento".
La app assicura poi che "il trattamento effettuato per il tracciamento dei contatti sia basato sui dati di prossimità dei dispositivi, resi anon…
Un consiglio dei ministri finito subito dopo la mezzanotte. All'ordine del giorno, la privacy della app Immuni e una stretta sulla concessione dei domiciliari ai detenuti per reati gravi (mafia e criminalità organizzata), dopo le scarcerazioni di alcuni boss decisa dai tribunali di sorveglianza. Rinviata invece al primo settembre l'entrata in vigore della riforma delle intercettazioni.
Per quanto riguarda Immuni - che dovrebbe contribuire a frenare la diffusione del contagio nella fase due - nel decreto ci sono interventi che regolano il funzionamento della app. Nel testo è previsto che "gli utenti ricevano, prima che sia attivata l'applicazione, informazioni chiare e trasparenti per raggiungere una piena consapevolezza, in particolare, sulle finalità e sulle operazioni di trattamento".
La app assicura poi che "il trattamento effettuato per il tracciamento dei contatti sia basato sui dati di prossimità dei dispositivi, resi anonimi" o associati a un codice identificativo temporaneo; è esclusa in ogni caso la geolocalizzazione dei singoli utenti". I contatti saranno tracciati solo con il bluetooth. Anche se dovessero essere associati a un indirizzo ip riconoscibile, saranno adottate misure per dissociare quell'indirizzo dal possessore del cellulare.
Non ci sarà poi nessuna conseguenza se si decide di non utilizzare la app ed è "assicurato il rispetto del principio di parità di trattamento". La piattaforma utilizzata, infine, "è realizzata esclusivamente con infrastrutture localizzate sul territorio nazionale e gestite da amministrazioni o enti pubblici o in controllo pubblico". Il decreto prevede anche che il database venga cancellato alla fine dell'emergenza Covid. Il problema però sono i tempi visto che la consegna finale è prevista per la fine di maggio ma restano diversi nodi da sciogliere.
Nel pacchetto giustizia sono invece comprese la 'stretta' sulle scarcerazioni e sui processi penali da remoto, e il rinvio al primo settembre dell'entrata in vigore della riforma sulle intercettazioni prevista inizialmente per il primo maggio. Per quanto riguarda i processi, non si potranno tenere da remoto - a meno che gli avvocati non siano d'accordo - quelli in cui è prevista "la discussione, l'esame di testimoni, di consulenti, di parti e periti". Per le scarcerazione dei detenuti al 41 bis sarà invece necessario il parere del procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo. Per coloro che hanno commesso reati gravi, e sono detenuti in alta sicurezza, il vaglio spetterà ai magistrati delle Dda.
Per quanto riguarda Immuni - che dovrebbe contribuire a frenare la diffusione del contagio nella fase due - nel decreto ci sono interventi che regolano il funzionamento della app. Nel testo è previsto che "gli utenti ricevano, prima che sia attivata l'applicazione, informazioni chiare e trasparenti per raggiungere una piena consapevolezza, in particolare, sulle finalità e sulle operazioni di trattamento".
La app assicura poi che "il trattamento effettuato per il tracciamento dei contatti sia basato sui dati di prossimità dei dispositivi, resi anonimi" o associati a un codice identificativo temporaneo; è esclusa in ogni caso la geolocalizzazione dei singoli utenti". I contatti saranno tracciati solo con il bluetooth. Anche se dovessero essere associati a un indirizzo ip riconoscibile, saranno adottate misure per dissociare quell'indirizzo dal possessore del cellulare.
Non ci sarà poi nessuna conseguenza se si decide di non utilizzare la app ed è "assicurato il rispetto del principio di parità di trattamento". La piattaforma utilizzata, infine, "è realizzata esclusivamente con infrastrutture localizzate sul territorio nazionale e gestite da amministrazioni o enti pubblici o in controllo pubblico". Il decreto prevede anche che il database venga cancellato alla fine dell'emergenza Covid. Il problema però sono i tempi visto che la consegna finale è prevista per la fine di maggio ma restano diversi nodi da sciogliere.
Nel pacchetto giustizia sono invece comprese la 'stretta' sulle scarcerazioni e sui processi penali da remoto, e il rinvio al primo settembre dell'entrata in vigore della riforma sulle intercettazioni prevista inizialmente per il primo maggio. Per quanto riguarda i processi, non si potranno tenere da remoto - a meno che gli avvocati non siano d'accordo - quelli in cui è prevista "la discussione, l'esame di testimoni, di consulenti, di parti e periti". Per le scarcerazione dei detenuti al 41 bis sarà invece necessario il parere del procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo. Per coloro che hanno commesso reati gravi, e sono detenuti in alta sicurezza, il vaglio spetterà ai magistrati delle Dda.