Migranti, il decreto varato consiglio dei ministri. Lamorgese: "Dignità a colf e braccianti"
di MONICA RUBINO
La ministra dell'Interno Luciana Lamorgese (ansa)
Il provvedimento approvato in serata. Sibilia: "Scongiurato scudo penale per chi favoreggia il caporalato"
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"L'emersione del lavoro nero riporterebbe a una condizione di legalità una realtà di lavoratori impiegati come braccianti e, nelle nostre case, come colf e badanti. L'intenzione del governo è garantire la dignità delle persone, la tutela della legalità e le esigenze del mercato del lavoro". Lo ha detto il ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, al question time al Senato, parlando del provvedimento per i lavoratori migranti contenuto nel 'decreto Rilancio', che il consiglio dei ministri, ha approvato in serata sul quale la maggioranza ha trovato una mediazione nella notte. Intanto è stata diffusa una bozza del provvedimento.
"L'accordo sulle regolarizzazioni dei lavoratori è stato raggiunto - ha scritto nella notte il ministro pd del Sud Giuseppe Provenzano- Anche per colf e bandanti. E anche per gli italiani. Non per le braccia, ma per le persone. Non era questione di bandierine, ma di dare risposte a chi aspettava da tempo legalita' e diritti".
L’accordo sulle #regolarizzazioni dei lavoratori è stato raggiunto. Anche per colf e bandanti. E anche per gli italiani. Non per le braccia, ma per le persone. Non era questione di bandierine, ma di dare risposte a chi aspettava da tempo legalità e diritti.
— Peppe Provenzano (@peppeprovenzano) May 12, 2020
Fonti dem precisano che resta invariato "l'impianto della norma" per la regolarizzazione di migranti e lavoratori italiani impiegati come braccianti, colf e badanti. Sarebbero state introdotte alcune modifiche che "esplicitano meglio" i meccanismi di regolarizzazione e le esclusioni per chi sia stato condannato per reati come il caporalato o lo sfruttamento della prostituzione o dell'immigrazione clandestina.
"Nessun favore ai criminali e permessi temporanei solo a chi ha già avuto un contratto di lavoro nel 2019, dunque una platea circoscritta e nessuna sanatoria. Ora via ai prestiti a fondo perduto e sgravi fiscali alle imprese", commenta con soddisfazione l'accordo raggiunto il sottosegretario all'Interno Carlo Sibilia, tra i più agguerriti nel M5S contro la proposta della ministra Teresa Bellanova.
"La discussione ha portato a significative migliorie rispetto al testo di domenica - dice Sibilia - Abbiamo prima di tutto scongiurato lo scudo penale inizialmente previsto per i reati di favoreggiamento immigrazione, sfruttamento e caporalato. La dignità di tutti i lavoratori è al primo posto. Ma soprattutto proteggiamo la correttezza delle imprese agricole italiane oneste che sono la stragrande maggioranza. Inoltre chiunque voglia ottenere un permesso per ricerca di lavoro deve presentare un regolare contratto di lavoro stipulato nel 2019. Per cui niente sanatoria ma solo buon senso".
"Ci auguriamo che queste modifiche aiutino in qualche modo l'esigenza di mano d'opera in alcuni settori. Ora però è il tempo di concentrarci sugli aiuti alle imprese, prestiti a fondo perduto e sgravi fiscali. Il decreto maggio con 55 miliardi raccoglie la sfida di rilanciare l'Italia", conclude il sottosegretario.
"Legalità, emersione dal lavoro nero, integrazione, sicurezza, dignità. Molto positivo l'accordo trovato sulla Regolarizzazione dei lavoratori dei settori Agricoltura, Allevamento, Pesca, Colf, Badanti. Lo abbiamo voluto fortemente nonostante le polemiche strumentali. Nell'interesse di tutti, italiani e stranieri", commenta su Twitter anche il viceministro dell'Interno dem Matteo Mauri.