Riaperture, l'ira di Zaia: "Troppa movida, pronti a richiudere il Veneto". Anche a Palermo Orlando si lamenta: "No a struscio inutile"
Immagini di movida a Palermo
Da Nord a Sud governatori e sindaci invitano i cittadini a rispettare le norme di sicurezza sul distanziamento
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"Ci sono arrivate, ma credo a tutti, decine di foto e video dei centri delle nostre città con movida a cielo aperto. Non ho nulla contro la festa, ma divieto di assembramenti e l'uso della mascherina sono la conditio sine qua non, i salva vita per la tutela dei cittadini".
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Lo ha detto il governatore del Veneto Luca Zaia, commentando i primi assembramenti per l'aperitivo con tanto di spritz registrati ieri sera. "In 10 giorni - ha aggiunto - io li vedo i contagi: se aumentano richiuderemo bar, ristoranti, le spiagge, e torneremo a chiuderci in casa col silicone".
Zaia, tuttavia, rifiuta l'ipotesi di un tavolo con le prefetture regionali per provvedimenti contro gli assembramenti per la movida. "Sarebbe un fallimento riunirsi attorno ad un tavolo - chiarisce- per obbligare le persone all'uso della mascherina. Non è uno Stato di polizia".
Il presidente del Veneto sembra dunque aver preso alla lettera i moniti del ministro degli Affari regionali Francesco Boccia, che in un'intervista a Repubblica, ha ribadito che, in caso di errori, la responsabilità ricadrà sulla Regioni.
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Dall'altro capo dell'Italia anche il sindaco di Palermo Leoluca Orlando si lamenta: "Mi auguro di non essere costretto a chiudere alcune zone della città, dipende dal comportamento di tutti. Bisogna finirla di fare passeggiate inutili tutti nella stessa strada perché così facendo si creano le condizioni che costringeranno le forze dell'ordine a disporre la chiusura dei negozi e a me, sindaco, a chiudere intere zone della città. Credo che questo sia l'ultimo rimedio, ma sono pronto a farlo. La salute innanzi tutto. Nessuno può giocare con la vita degli altri".
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