Camera e Senato, test a tappeto per tutti: "Parlamento luogo di aggregazione a rischio"
Carmelo Lopapa
Da questa settimana tampone a tutti i parlamentari che ne faranno richiesta. E in una fase successiva ci saranno a disposizione i test sierologici
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ROMA - Parlamentari sotto screening. Tampone o test (o entrambi) pur di scoprire chi ha contratto il virus in queste settimane, chi è asintomatico, chi sfortunatamente ha l'infezione in corso. Anche se con un paio di mesi abbondanti di ritardo rispetto all'esplosione dell'epidemia, scattano i controlli più o meno a tappeto "per tutelare l'istituzione", come viene detto a Montecitorio. Divenuto - con i suoi 630 deputati provenienti ogni settimana da tutta Italia e i mille dipendenti - uno dei luoghi di "aggregazione" più a rischio del Paese. Un rischio incompatibile con la delicatissima funzione legislativa che non può fermarsi e che, in effetti, non si è mai fermata, fatte salve le sedute a ranghi ridotti delle prime settimane di emergenza. Ed ecco perché i controlli su larga scala, pur sollecitati invano in tanti luoghi di lavoro dalle fabbriche agli uffici, nei due rami del Parlamento si faranno.
La Camera dei deputati avvierà il controllo con i tamponi, intanto su base volontaria: a chi dovesse farne richiesta per fondati motivi. "Non possiamo pensare a una operazione su larga scala, sarebbe impensabile e occorrerebbe parecchio tempo - premette Gregorio Fontana, deputato questore "anziano" -. Saranno effettuati intanto dei tamponi ai colleghi che ne faranno richiesta per determinate ragioni: pensiamo a chi è stato vicino di banco di un deputato oggi in isolamento, a chi ha avuto un familiare o un parente positivo, a chi ha invece un familiare a rischio, magari la moglie incinta. C'è tutta una casistica prevista. Per la mappatura degli altri - continua il parlamentare bergamasco di Forza Italia - si potrà far ricorso anche al test sierologico. Ma prima attendiamo il pronunciamento dell'Istituto superiore di sanità e del Policlinico Gemelli, col quale siamo in convenzione: ai loro esperti abbiamo chiesto una consulenza su come procedere. Ci diranno a breve. Ad ogni modo - conclude Fontana - lo screening dovrà riguardare tutti gli inquilini del Palazzo. Non avrebbe senso farlo solo per i deputati. Non si tratta di un privilegio, ma della dovuta tutela dell'istituzione". Anche perché in questi due mesi sono stati già una decina i parlamentari contagiati, nei vari gruppi. Oggi tutti guariti.
Il Senato, per disposizione della presidente Elisabetta Alberti Casellati, si sta muovendo sullo stesso piano. "Da noi abbiamo già iniziato a effettuare i tamponi ai senatori che ne facciano richiesta - spiega il vicepresidente Ignazio La Russa - È una garanzia per tutti, perché tutti viaggiano, attraversano magari in treno varie ragioni per raggiungere Roma. E qui si vive tutti in una stessa aula, seppur distanziati e con le mascherine. Grazie alla presidente e al direttore del Polo sanitario del Senato, il dottor Federico Marini - dice il senatore di Fdi - siamo riusciti a controllare tutti e ad azzerare i casi tra i dipendenti e i senatori. Dunque, bando alle stupide polemiche anti casta, il monitoraggio è più che giustificato".