Open Arms: la Giunta si riunisce su Salvini, numeri sul filo
Matteo Salvini
Decisive saranno le scelte dell'ex M5s Michele Giarrusso. Il leader leghista rischia il processo per la terza volta
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La Giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato torna a riunirsi oggi per decidere se dare il suo via libera al processo contro l'ex titolare del Viminale Matteo Salvini per il caso Open Arms. Il tribunale dei ministri di Palermo accusa il leader della Lega di sequestro di persona e di rifiuto di atti di ufficio per la vicenda dei 150 migranti bloccati a largo per alcuni giorni sulla nave della Ong spagnola, prima dello sbarco a Lampedusa, nell'agosto 2019. Il presidente della giunta, l'azzurro Maurizio Gasparri, ha proposto che la richiesta di autorizzazione a procedere venga respinta.
Voto sul filo, decisivo Giarrusso
I numeri sono sul filo: la giunta è composta da 23 componenti. Sulla carta ci sono 11 voti a favore del processo (5 del M5s, uno del Pd, 3 di Iv, uno di Leu e uno del gruppo misto) e 10 contrari (4 di Forza Italia, 5 della Lega, uno di FdI). Decisive saranno quindi le scelte dell'esponente del gruppo delle Autonomie e dell'ex M5s MarioMichele Giarrusso. L'ultima seduta della giunta c'è stata a fine febbraio, poi i lavori si sono interrotti per il coronavirus. La nuova convocazione sul caso Open Arms è per oggi pomeriggio, quando verrà conclusa la discussione, mentre per domani mattina è atteso il voto. Il responso finale spetterà poi all'aula entro fine giugno.[[ge:rep-locali:rep:257539684]]
Le tre volte di Salvini e la lettera al Quirinale
Si tratta della terza decisione della giunta su Salvini. Nella prima, per il caso Diciotti, la richiesta di processo venne respinta: la Lega era ancora al governo con il M5s. La successiva, per il caso Gregoretti, venne accolta. In quell'occasione lo stesso leader della Lega, non più ministro, chiese di essere processato. Il processo per la Gregoretti è slittato (per l’emergenza Covid) da luglio a ottobre prossimo.
Qualche tempo dopo, ricevendo l'avviso di garanzia per Open Arms, Salvini ha commentato amaro: "Ormai le provano tutte per fermarmi. Sono tutti processi politici". Un'affermazione che avrà un'eco nel dibattito, anche alla luce del polverone sollevato dalle chat dell'ex consigliere del Csm Luca Palamara Luca Palamara, agli atti dell’inchiesta di Perugia, in cui diversi magistrati commentano con giudizi politici le iniziative dei pm siciliani contro il leader leghista. "Alcuni magistrati - ha scritto nei giorni scorsi Salvini in una lettera al Quirinale - concordavano su come attaccare la mia persona per la politica sull'immigrazione che all'epoca, quale Ministro dell'Interno, stavo portando avanti". E ha concluso: "La fiducia nei confronti della magistratura adesso vacilla", chiedendo al capo dello Stato la garanzia di un processo giusto davanti a un giudice terzo e imparziale.