Viaggi, è scontro tra le Regioni. Ecco le posizioni dei governatori
Monica Rubino , di MONICA RUBINOIn vista della ripresa della circolazione interregionale, i governatori del Sud manifestano preoccupazione, con toni più o meno accesi. In generale prevale la linea della prudenza
"Ci sono troppe pressioni, anche sul Comitato tecnico scientifico. Se servirà, prenderemo delle contromisure. Non accetteremo forzature". A parlare, in un'intervista al Messaggero, è l'assessore alla Sanità del Lazio Alessio D'Amato, in vista della possibile ripartenza della mobilità tra le regioni a partire dal 3 giugno. È tanta la preoccupazione che dopo la riapertura dei confini interregionali il virus possa riprendere a circolare anche in zone dove il livello di contagio è stato finora più contenuto. Il governo sembra fermo su due ipotesi: o riapertura dal 3 giugno o rinvio per tutti di una settimana. E ha escluso la possibilità di lasciare chiuse ancora le Regioni più colpite e dove i contagi sono in ripresa sebbene con numeri ridotti, in particolare la Lombardia, il Piemonte e la Liguria. La Lombardia ha da due giorni circa il 65% dei casi. Inoltre da una settimana, mentre la percentuale di posi…
"Ci sono troppe pressioni, anche sul Comitato tecnico scientifico. Se servirà, prenderemo delle contromisure. Non accetteremo forzature". A parlare, in un'intervista al Messaggero, è l'assessore alla Sanità del Lazio Alessio D'Amato, in vista della possibile ripartenza della mobilità tra le regioni a partire dal 3 giugno. È tanta la preoccupazione che dopo la riapertura dei confini interregionali il virus possa riprendere a circolare anche in zone dove il livello di contagio è stato finora più contenuto. Il governo sembra fermo su due ipotesi: o riapertura dal 3 giugno o rinvio per tutti di una settimana. E ha escluso la possibilità di lasciare chiuse ancora le Regioni più colpite e dove i contagi sono in ripresa sebbene con numeri ridotti, in particolare la Lombardia, il Piemonte e la Liguria. La Lombardia ha da due giorni circa il 65% dei casi. Inoltre da una settimana, mentre la percentuale di positivi su nuove persone testate è dello 0,5 nel resto d'Italia, in Liguria sale al 4,9%, in Lombardia al 3,8% e in Piemonte al 2,5%. Di qui la reazione preoccupata di alcuni governatori del Sud, che minacciano la quarantena - o nel caso della Sardegna pretendono il passaporto sanitario - per chi proviene dal Nord.
Palazzo Chigi tuttavia farà la sua scelta definitiva non prima di domenica, continuando a ribadire che ogni decisione sarà improntata alla massima cautela. Nelle prossime ore i dati sul monitoraggio che tiene conto delle aperture del 18 maggio faranno ulteriore chiarezza su quella che è la fotografia delle Regioni. Ma gli esperti si prenderanno ulteriori 24-36 ore per valutare altri numeri, quelli relativi al weekend scorso quando in diverse città italiane le piazze della movida si sono riempite di giovani, e capire - in caso di presenza di nuovi e contenuti focolai - se sia necessario o meno individuare delle zone rosse.
Vediamo allora una per una le posizioni delle diverse Regioni sulle modalità con cui dal 3 giugno sarà possibile tornare a circolare liberamente nel Paese.
Palazzo Chigi tuttavia farà la sua scelta definitiva non prima di domenica, continuando a ribadire che ogni decisione sarà improntata alla massima cautela. Nelle prossime ore i dati sul monitoraggio che tiene conto delle aperture del 18 maggio faranno ulteriore chiarezza su quella che è la fotografia delle Regioni. Ma gli esperti si prenderanno ulteriori 24-36 ore per valutare altri numeri, quelli relativi al weekend scorso quando in diverse città italiane le piazze della movida si sono riempite di giovani, e capire - in caso di presenza di nuovi e contenuti focolai - se sia necessario o meno individuare delle zone rosse.
Vediamo allora una per una le posizioni delle diverse Regioni sulle modalità con cui dal 3 giugno sarà possibile tornare a circolare liberamente nel Paese.