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Fase 3, Marattin (Iv): "D'accordo con Bonomi, politica ha grande responsabilità. Gli Stati generali di Conte? Preferisco sostanza a forma"

Il deputato di Italia Viva Luigi Marattin 
Il deputato e responsabile economico del partito di Renzi commenta il Piano di Rinascita annunciato dal premier: "I dossier vanno nella giusta direzione ma contano gli atti normativi". E sul caso Baffi: "Noi non cacciamo nessuno, mi fido delle decisioni che prenderanno Rosato e Bellanova"
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Luigi Marattin, deputato e responsabile economico di Italia Viva, come giudica il "Piano di Rinascita" di Conte?
"I dossier annunciati vanno tutti nella giusta direzione (dalla riforma del fisco alle infrastrutture, dalla modifica del danno erariale e abuso di ufficio alla capitalizzazione d'impresa). Ma quello che conta in politica sono gli atti normativi che si presentano in Parlamento. Noi ad esempio da qualche mese abbiamo pronto l'articolato sul piano shock (lo consegnai personalmente a Conte in febbraio) per sbloccare i cantieri, e stiamo aspettando di sapere che ne facciamo. Così come abbiamo pronta una nostra idea di riforma dell'Irpef e, da ieri, di utilizzo dei 36 miliardi del Mes per ammodernare il nostro sistema sanitario".

Crede sia utile la convocazione degli "Stati generali dell'economia", come annunciato dal premier?
"È giusto che il presidente del Consiglio adotti le modalità che ritiene più opportune. Personalmente devo confessare che, invecchiando, sono diventato molto scettico sulle grandi riunioni di rappresentanza. Troppo forte il rischio che alla fine prevalga solo la forma e non la sostanza. Preferisco riunioni più operative e finalizzate, certo sempre salvaguardando i percorsi di condivisione e di rappresentanza. Che però non deve necessariamente avvenire sotto i click dei fotografi. Sostanza, lo ripeto. Non forma. Ma non sta a me decidere le modalità di confronto".

Secondo lei c'è stata apertura sufficiente alle opposizioni da parte della maggioranza di governo?
"Qui c'è un equivoco di fondo, che è bene chiarire. Altrimenti anche questo diventa solo uno slogan. Se per "spirito di collaborazione" l'opposizione intende che dobbiamo inserire nei decreti il programma della Lega o di FdI altrimenti siamo arroganti, mi pare una visione un po' strumentale della parola "collaborazione". In Parlamento ci sono forze politiche che la pensano in modo diametralmente opposto su molti temi, è ingenuo pensare che le differenze siano sparite a causa del Covid. Allo stesso modo, la maggioranza deve capire che la collaborazione deve avere un risvolto concreto e non può limitarsi all'enunciazione. È quello che - come relatori - stiamo cercando di fare col Dl Rilancio attualmente alla Camera".

Chi sono secondo lei le "menti brillanti" a cui Conte ha fatto cenno nell'ultima conferenza stampa?
"Le assicuro che non ne ho idea. Le confesso però che - visto qualche precedente - mi è salito un brivido lungo la schiena quando ho letto quell'espressione".

Conte ha definito "infelice" l'uscita del presidente di Confindustria Bonomi ("La politica fa peggio del virus", ha detto a Repubblica, ndr). Lei che ne pensa?
"Bonomi è stato fortunato. Quando Renzi ha usato un'espressione molto meno equivoca ("se i morti di Bergamo potessero parlare, vorrebbero che ripartissimo") è stato linciato per una settimana da politici e social. Lui se l'è cavata con qualche alzata di sopracciglio. Ma essendo io uno che - spesso colpevolmente - non si focalizza mai sulla forma ma sempre sulla sostanza, devo dire di essere d'accordo al 100% con Bonomi. Noi politici - ma non solo noi - abbiamo una grande responsabilità in questa fase: il prezzo delle scelte sbagliate, o delle non-scelte, può essere molto più alto che in passato".

Quello del Ponte sullo stretto è un tema in cui prima o poi ogni premier si imbatte. Conte ha dato una risposta neutra: "Valuterò tutto". Che idea si è fatto in merito?
"Per me la discussione è estremamente semplice. Se si costruiranno una serie di infrastrutture prima e dopo lo Stretto (ad esempio, una rete di velocità da Salerno fino a Palermo o Catania), il Ponte avrà un senso perché sta in un progetto infrastrutturale complessivo di allacciamento del Sud alle grandi infrastrutture viarie. Altrimenti, se deve essere un'opera isolata, sarei molto più cauto".

Quanto al caso di Patrizia Baffi (la consigliera regionale lombarda di IV eletta con i voti del centrodestra a presidente della commissione di inchiesta sul coronavirus, ndr): le avete già suggerito di dimettersi ma lei ha detto no. Cosa farete? La caccerete dal partito?
"Per carità, nel nostro partito non si caccia nessuno. Non ho seguito attentamente la questione. Tuttavia il nostro partito ha due autorevolissimi presidenti (Rosato e Bellanova) e io mi fido delle loro valutazioni e del loro giudizio".
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