Politica

Trizzino (M5s): "Si al Mes, la Sanità italiana ne ha bisogno. Non dividiamoci, serve buon senso"

Il deputato M5s Giorgio Trizzino 
Il deputato cinquestelle propone anche una riforma del titolo V della Costituzione: "Rivedere l'autonomia delle Regioni in tema sanitario". E si dice non preoccupato da un'ipotetica "lista Conte"
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"Sì a qualsiasi forma di intervento che arrivi dall'Europa e che possa essere utile per colmare le lacune della nostra sanità". Giorgio Trizzino, 63 anni, medico e deputato del M5s apre sul Mes, un tema caldo che rischia di essere divisivo all'interno del Movimento.

Su Repubblica oggi diamo l'allarme: la Sanità ordinaria, bloccata dal Covid per tre mesi, rischia di fare più morti dell'epidemia. Pensa che i 37 miliardi del Mes possano esserci utili?
"Premesso che quanto alla mortalità dobbiamo aspettare la fine dell'anno per avere il dato complessivo certamente la sanità italiana è stata messa a dura prova. Pertanto dico si al Mes e a qualsiasi forma di intervento che arrivi dall'Europa: a noi servono soldi per bonificare il nostro sistema sanitario territoriale, che sarebbe dovuto essere il primo filtro di contenimento della pandemia. Abbiamo combattuto la pandemia in ospedale, il luogo meno adatto. Il fronte era il domicilio, gli ospedali dovevano essere solo le retrovie".



Quindi si al Mes, ma a quali condizioni?
"A condizione che si pensi a una modifica del titolo V della Costituzione per quanto riguarda la gestione della Sanità da parte delle Regioni, che devono rispondere in caso di pandemia ad un'unica regia. Invece, come si è visto, ognuno ha suonato la sua sinfonia. Va modificata l'autonomia assoluta delle Regioni sulla sanità, occorre maggiore coordinamento e allineamento a un sistema complessivo con una direzione unica". 

Oggi il segretario del Pd Zingaretti dice si al Mes "senza se e senza ma" per un grande piano sanitario. Pensa che il M5s riesca a trovare una sintesi con il Pd?
"Non ci sono posizioni preconcette su nulla, quindi bisogna avere il coraggio di essere d'accordo non solo con il Pd ma con tutte le forze presenti in Parlamento se si condividono gli stessi intenti. Bisogna essere maturi e riconoscere che anche gli altri possono avere ragione. Il Mes è un argomento che non può essere divisivo, bisogna essere razionali: capire se ci sono dei rischi, certo, ma poi farsi guidare dal buon senso. Il presidente Conte sta andando in questa direzione".

La decisione di sospendere tre europarlamentari 5S - Corrao, D'Amato e Pedicini - per il loro voto contrario a una risoluzione che contemplava anche il Mes può essere interpretato come un segnale di apertura al Mes stesso da parte dei vertici del Movimento?
"Corrao e gli altri si sono espressi in modo difforme rispetto a una linea concordata a livello europeo e condivisa dal Movimento. La penalizzazione nei confronti di un parlamentare non è la prima volta che avviene, ma in questo caso esprime un'apertura sul ragionamento che dovremmo fare sul Mes nei prossimi giorni".

Secondo lei c'è il rischio che i 5S si spacchino sul Mes?
"No, non credo, tutti vogliono guardare oltre. Il confronto di questi giorni ci permetterà di capire se riusciamo a modificare una visione complessiva del futuro e dei nostri obiettivi. Oltretutto il Mes ora è qualcosa di profondamente diverso da ciò che era un tempo, parliamo di uno strumento differente dall'originario Fondo salva stati".



Tra le voci più critiche sul Mes nel M5s c'è quella di Alessandro di Battista. Secondo lei potrebbe uscire dal Movimento?
"Alessandro è una voce libera che gradevolmente ascoltiamo, è un attivista non un portavoce".



Un eventuale cambio di linea sul Mes in senso favorevole come andrebbe comunicato?
"Spiegando i motivi per cui la decisione è stata assunta e quali sono i vantaggi e gli svantaggi, in modo semplice e frontale. La politica deve confrontarsi costantemente con l'opinione pubblica e deve farlo nella maniera più diretta possibile".

Un sondaggio di Youtrend per Sky dà un'eventuale Lista Conte al 14,3 per cento e il M5s al 9,7. Questa ipotesi vi preoccupa?
"No, mi fa sorridere. Ben vengano nuove forze politiche per dare vita a comune fronte progressista, l'importante è convergere tutti verso lo stesso obiettivo".
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