L'ombra lunga del chavismo sui 5Stelle. Veleni, smentite e un legame con Caracas che pesa anche sul governo
di MARCO MENSURATIL'articolo del quotidiano spagnolo Abc, su un presunto finanzamento al Movimento nel 2009, è stato travolto da annunci di querele. Fonti diplomatiche a Repubblica: "Di Martino era appena arrivato in Italia, sarebbe stato assurdo affidare a lui i soldi". Ma il rapporto politico tra 5S e regime è comunque solidissimo
Tra inevitabili smentite e altrettanti inevitabili sospetti, l'ombra lunga di un finanziamento chavista al Movimento 5 stelle, 3,5 milioni di dollari che sarebbero stati consegnati in una valigetta diplomatica, nel 2010, irrompe sulla scena di quella che appare come una crisi di partito sempre più profonda.
La bomba la sgancia il quotidiano spagnolo di destra Abc, pubblicando sulla sua edizione internazionale la fotografia di un documento dell'intelligence venezuelana nel quale si racconta l'intera storia della donazione, autorizzata da Nicolas Maduro (allora ministro degli Esteri di Caracas) e finanziata attingendo ai fondi riservati dell'allora ministro dell'Interno (oggi all'Economia) Tarek el Aissami.
I soldi sarebbero stati mandati "de manera segura y secreta" attraverso la "valigia diplomatica" del console venezuelano a Milano. Nel documento, il "cittadino italiano Gianroberto Casaleggio" viene indicato c…
La bomba la sgancia il quotidiano spagnolo di destra Abc, pubblicando sulla sua edizione internazionale la fotografia di un documento dell'intelligence venezuelana nel quale si racconta l'intera storia della donazione, autorizzata da Nicolas Maduro (allora ministro degli Esteri di Caracas) e finanziata attingendo ai fondi riservati dell'allora ministro dell'Interno (oggi all'Economia) Tarek el Aissami.
I soldi sarebbero stati mandati "de manera segura y secreta" attraverso la "valigia diplomatica" del console venezuelano a Milano. Nel documento, il "cittadino italiano Gianroberto Casaleggio" viene indicato c…
Tra inevitabili smentite e altrettanti inevitabili sospetti, l'ombra lunga di un finanziamento chavista al Movimento 5 stelle, 3,5 milioni di dollari che sarebbero stati consegnati in una valigetta diplomatica, nel 2010, irrompe sulla scena di quella che appare come una crisi di partito sempre più profonda.
La bomba la sgancia il quotidiano spagnolo di destra Abc, pubblicando sulla sua edizione internazionale la fotografia di un documento dell'intelligence venezuelana nel quale si racconta l'intera storia della donazione, autorizzata da Nicolas Maduro (allora ministro degli Esteri di Caracas) e finanziata attingendo ai fondi riservati dell'allora ministro dell'Interno (oggi all'Economia) Tarek el Aissami.
I soldi sarebbero stati mandati "de manera segura y secreta" attraverso la "valigia diplomatica" del console venezuelano a Milano. Nel documento, il "cittadino italiano Gianroberto Casaleggio" viene indicato come destinatario ultimo della somma essendo egli "il promotore di un rivoluzionario movimento di sinistra e anticapitalista nella Repubblica italiana".
Subito dopo la sua pubblicazione, il documento di cui Abc è entrata in possesso è stato travolto da un'ondata di smentite.
La prima, la più secca di tutte, è arrivata da fonti diplomatiche venezuelane: "Si tratta di un documento fasullo, un fake. Il linguaggio utilizzato, le circostanze riportate, sono da servizi segreti da operetta. Denunceremo Abc. E chiunque altro dia credito a questa storia".
La stessa fonte fa notare come, il console Gian Carlo Di Martino, l'uomo che fisicamente avrebbe consegnato il denaro, secondo la ricostruzione del quotidiano spagnolo, fosse appena arrivato a Milano: "Era l'ultima persona a cui affidare, nel caso, un compito tanto delicato". Querele, sono state annunciate anche da Davide Casaleggio.
Al di là delle smentite - tutte, occorre dirlo, tanto puntuali quanto però inevitabili - la vicenda ha comunque sollevato grandi polemiche. "Non commento quello che non è certo - ha detto l'ex ministro degli Interni Matteo Salvini - anche perché sono mesi che inseguono soldi russi che non esistono e quindi non voglio gettare croce adesso ad altri. Se ci fossero riscontri concreti ed evidenze sarebbe un problema perché il Venezuela è uno degli ultimi regimi sanguinari e dittatoriali che ci sono al mondo. L'atteggiamento amichevole di parti del Movimento 5 Stelle nei confronti del regime venezuelano mi ha sempre sconcertato, ma questo anche se fosse gratis. Il fatto che parlamentari 5 stelle andassero in Venezuela, si facessero fotografare con carnefici e sanguinari della dittatura è surreale".
Nel gennaio del 2019, ai tempi del governo gialloverde, l'Italia fu uno dei pochi paesi del mondo a non prendere posizione sull'autoproclamazione di Juan Guaidó come "presidente interino" del Paese.
Il Governo si spaccò tra la posizione filo americana di Salvini, che appoggiava la manovra di Guaidó e quella filo chavista di Di Battista (che si era espresso via facebook). Alla fine prevalsero i grillini, non senza molte polemiche.
La vicinanza tra il Movimento Cinque Stelle e il Chavismo è da sempre talmente plateale - e a suo modo logica - che una fonte diplomatica italiana, letta di buon'ora l'esclusiva del quotidiano spagnolo Abc, ha commentato divertita: "L'unica vera notizia di oggi è che i Chavisti sono più taccagni del previsto".
Come dire, in ambienti internazionali si pensava che il supporto del facoltoso governo venezuelano di allora ai movimenti populisti europei fosse stato molto più generoso di così.
Persino il capo dell'opposizione Juan Guaidó intervistato da Repubblica nel maggio del 2019 dava per scontato il sostegno finanziario di Chavez a Casaleggio: "Finanziare, anche in maniera sostanziosa, i movimenti ideologicamente affini - spiegò - era una pratica diffusa nel chavismo (...) da Caracas hanno spesso sostenuto finanziariamente campagne stampa e politiche, oltreché intere strutture in vari paesi del mondo".
La bomba la sgancia il quotidiano spagnolo di destra Abc, pubblicando sulla sua edizione internazionale la fotografia di un documento dell'intelligence venezuelana nel quale si racconta l'intera storia della donazione, autorizzata da Nicolas Maduro (allora ministro degli Esteri di Caracas) e finanziata attingendo ai fondi riservati dell'allora ministro dell'Interno (oggi all'Economia) Tarek el Aissami.
I soldi sarebbero stati mandati "de manera segura y secreta" attraverso la "valigia diplomatica" del console venezuelano a Milano. Nel documento, il "cittadino italiano Gianroberto Casaleggio" viene indicato come destinatario ultimo della somma essendo egli "il promotore di un rivoluzionario movimento di sinistra e anticapitalista nella Repubblica italiana".
Subito dopo la sua pubblicazione, il documento di cui Abc è entrata in possesso è stato travolto da un'ondata di smentite.
La prima, la più secca di tutte, è arrivata da fonti diplomatiche venezuelane: "Si tratta di un documento fasullo, un fake. Il linguaggio utilizzato, le circostanze riportate, sono da servizi segreti da operetta. Denunceremo Abc. E chiunque altro dia credito a questa storia".
La stessa fonte fa notare come, il console Gian Carlo Di Martino, l'uomo che fisicamente avrebbe consegnato il denaro, secondo la ricostruzione del quotidiano spagnolo, fosse appena arrivato a Milano: "Era l'ultima persona a cui affidare, nel caso, un compito tanto delicato". Querele, sono state annunciate anche da Davide Casaleggio.
Al di là delle smentite - tutte, occorre dirlo, tanto puntuali quanto però inevitabili - la vicenda ha comunque sollevato grandi polemiche. "Non commento quello che non è certo - ha detto l'ex ministro degli Interni Matteo Salvini - anche perché sono mesi che inseguono soldi russi che non esistono e quindi non voglio gettare croce adesso ad altri. Se ci fossero riscontri concreti ed evidenze sarebbe un problema perché il Venezuela è uno degli ultimi regimi sanguinari e dittatoriali che ci sono al mondo. L'atteggiamento amichevole di parti del Movimento 5 Stelle nei confronti del regime venezuelano mi ha sempre sconcertato, ma questo anche se fosse gratis. Il fatto che parlamentari 5 stelle andassero in Venezuela, si facessero fotografare con carnefici e sanguinari della dittatura è surreale".
Nel gennaio del 2019, ai tempi del governo gialloverde, l'Italia fu uno dei pochi paesi del mondo a non prendere posizione sull'autoproclamazione di Juan Guaidó come "presidente interino" del Paese.
Il Governo si spaccò tra la posizione filo americana di Salvini, che appoggiava la manovra di Guaidó e quella filo chavista di Di Battista (che si era espresso via facebook). Alla fine prevalsero i grillini, non senza molte polemiche.
La vicinanza tra il Movimento Cinque Stelle e il Chavismo è da sempre talmente plateale - e a suo modo logica - che una fonte diplomatica italiana, letta di buon'ora l'esclusiva del quotidiano spagnolo Abc, ha commentato divertita: "L'unica vera notizia di oggi è che i Chavisti sono più taccagni del previsto".
Come dire, in ambienti internazionali si pensava che il supporto del facoltoso governo venezuelano di allora ai movimenti populisti europei fosse stato molto più generoso di così.
Persino il capo dell'opposizione Juan Guaidó intervistato da Repubblica nel maggio del 2019 dava per scontato il sostegno finanziario di Chavez a Casaleggio: "Finanziare, anche in maniera sostanziosa, i movimenti ideologicamente affini - spiegò - era una pratica diffusa nel chavismo (...) da Caracas hanno spesso sostenuto finanziariamente campagne stampa e politiche, oltreché intere strutture in vari paesi del mondo".