Politica

Csm, chat di Perugia sotto i riflettori dopo la denuncia di Palamara

Luca Palamara 
Dal 18 maggio la prima commissione sta esaminando le intercettazioni di Perugia, ma non esiste ancora un elenco definito di nomi di magistrati che potrebbero essere sentiti. Al lavoro sullo stesso materiale anche il procuratore generale Giovanni Salvi
2 minuti di lettura
ROMA - Palamara parla. E il Csm reagisce. Lui ripete, anche oggi a Omnibus dopo l'intervista a Repubblica: "Non è un problema mio ma di un sistema che ha fallito, però io non ci sto a fare il capro espiatorio". Nel mirino c'è il sistema delle correnti della magistratura e le eventuali nomine pilotate, fatte non per bravura ma per raccomandazione correntizia.


È da sabato, da quando l'ex presidente dell'Anm è stato espulso dalla stessa Anm, che Palamara, furibondo per non essere stato ascoltato, fa i nomi di colleghi che, a suo dire, avrebbero tenuto comportamenti simili ai suoi nel sistema delle correnti. 


A questo punto, ecco la reazione del Csm, dove sin dal 18 maggio, con tanto di comunicato stampa, era stata resa nota l'apertura di una pratica nella prima commissione, quella che si occupa delle cosiddette "incompatibilità ambientali", per esaminare tutte le chat e le intercettazioni contenute nei faldoni su Palamara depositati a Perugia in vista dell'udienza stralcio in programma il 16 luglio. Un lavoro complicato, visto che si tratta di migliaia di pagine, lo stesso che sta facendo la procura generale della Cassazione guidata da Giovanni Salvi. Con una differenza, Salvi procederà a eventuali incolpazioni disciplinari dopo aver ascoltato i diretti interessati. Mentre la commissione del Csm può solo proporre un'eventuale incompatibilità rispetto al posto che quelle toghe oggi occupano. Oppure trasferire il fascicolo alla commissione disciplinare, qualora gli addebiti individuati siano più gravi e tali da comportare una sanzione. 
 

Palamara dopo l'espulsione dall'Anm: "Mi è stato negato diritto alla parola, nemmeno nell'Inquisizione"


Dice il vice presidente del Csm David Ermini: "Tutti gli organi che hanno delle loro specifiche competenze stanno esaminando atto per atto, chat per chat, intercettazione per intercettazione, tutto quello che è accaduto". E ancora: "Dentro il Csm, la prima Commissione sta esaminando se ci siano questioni che possano creare situazioni di incompatibilità ambientale o professionale per i vari consiglieri".

In Cassazione, con un gruppo di lavoro specifico costituito da Salvi, stanno esaminando il materiale. Al Csm stanno facendo lo stesso lavoro i sei componenti della prima commissione. Con Ardita, il vice presidente Emanuele Basile (Lega), Filippo Donati (M5S), Antonio D'Amato toga di Magistratura indipendente, Concetta Grillo di Unicost, Giovanni Zaccaro di Area. 
 
A che punto sono arrivati? Chat e registrazioni sono tantissimi. Ormai pubblicate anche dai giornali, quindi di pubblico dominio anche se a Perugia potrebbero decidere di distruggere gli audio. Proprio per la mole di lavoro la prima commissione ha chiesto a Ermini sedute supplementari rispetto a quelle ordinarie. Individuare le singole responsabilità non è facile. Quindi anche il numero dei colleghi che eventualmente finirebbero sotto inchiesta è ballerino. Ogni cifra è buona. Il Corriere della Sera parla di venti nomi, ma il dato non trova alcuna conferma ufficiale a palazzo dei Marescialli. Potrebbe essere maggiore, ma anche minore. Comunque, al momento, non sarebbe stato ancora messo assieme un elenco che individua i primi magistrati da ascoltare per sentirne le ragioni e l'eventuale autodifesa.
 
Di certo c'è che a essere verificate in queste ore sarebbero soprattutto le posizioni di quei capi degli uffici, procuratori o presidenti di tribunale, che avrebbero sollecitato al Csm la nomina di un collega come vice capo o vice presidente. Si tratta di posti semi direttivi, come i procuratori aggiunti, che ovviamente hanno un peso negli uffici perché sovrintendono a uno specifico settore. Va da sé che la commissione deve verificare se, dopo la telefonata o il messaggio via Whatsapp con tanto di raccomandazione, ci sia poi stata un'effettiva conseguenza in termini di carriera. Se cioè davvero le nomine, da controllare una per una, hanno subito una distorsione a seguito delle raccomandazioni.  
I commenti dei lettori