Politica

Scuola, le reazioni politiche. Salvini: "Non mando mia figlia in queste condizioni"

Il sit-in della Lega davanti al Miur 
Il leader della Lega durante un blitz di protesta davanti al ministero dell'Istruzione. Meloni: "Azzolina come Ponzio Pilato, scarica le scelte sui presidi". Gelmini: "La ministra ha scontentato tutti"
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Matteo Salvini all'attacco della ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina. Sull'onda delle proteste di docenti e genitori contro le linee-guida sulla ripresa dell'attività scolastica a settembre, il leader della Lega ha condotto un blitz con altri membri del suo partito davanti al ministero dell'Istruzione.



"C'è un ministro assolutamente non in grado di gestire le scuole italiane - ha detto Salvini durante la manifestazione - Non c'è certezza su come si riparte e quando si riparte. La maggioranza cambiasse il ministro Azzolina, è una sciagura. Sono qui da genitore e non da senatore. Noi copieremmo da tutta Europa dove i bambini sono in classe senza distanza, senza mascherina e senza plexiglas. Mi rifiuto di mettere mia figlia di 7 anni a settembre in una classe buia, senza insegnati e senza tutele. Il ministro è inviso anche alla maggioranza, lo cambiassero. In tutta Europa i bambini vanno a scuola, in Italia no. E' una follia".



Da parte delle opposizioni le critiche rivolte alla titolare del Miur sono unanimi. "Mi piacciono le idee sensate e sulla scuola di idee sensate ne ho viste poche in generale - afferma la leader di FdI Giorgia Meloni - Anche questo fatto che il ministro Azzolina, come Ponzio Pilato, decida di lavarsene completamente le mani e di scaricare sui presidi scelte che i presidi non hanno gli strumenti per fare".



Per forza Italia parla la capogruppo alla Camera Maria Stella Gelmini, ex ministro dell'Istruzione in epoca berlusconiana: "Dal governo ci saremmo aspettati indicazioni operative e concrete per avviare il prossimo anno scolastico. La scuola viene da mesi terribili, nei quali le famiglie sono state lasciate sole, più di un milione e mezzo di ragazzi non ha potuto seguire le lezioni a distanza - perché mancava un tablet, un pc o una connessione -, il 30% degli istituti paritari rischia la chiusura. A valle di questa situazione, il ministro Azzolina avrebbe dovuto offrire non generiche linee guida ma proposte precise e condivise con i presidi, con i genitori e con i sindacati, al fine di consentire un inizio ordinato dell'anno scolastico. Invece è riuscita nell'impresa di scontentare tutti".

Ma forti critiche arrivano anche dai sindacati, a cominciare dalla Cgil: "Il Miur arriva in ritardo, dopo mesi di silenzio, e fa proposte insufficienti a rimettere al centro la scuola come priorità per il Paese. Non bastano delle Linee guida, come abbiamo chiesto nella nostra piattaforma, servono un Piano strategico di investimento sulla scuola, basato anche sull'utilizzo dei Fondi europei, e un Protocollo di sicurezza specifico", dice il segretario confederale della Cgil Giuseppe Massafra. E da diversi presidenti di Regioni anche da sinistra, come nel caso del governatore dell'Emilia Romagna Stefano Bonaccini: "Linee guida irricevibili, mi auguro si trovi un accordo unitario".

Sostegno alle proteste di oggi anche dal deputato di Leu Nicola Fratoianni: "Subito intervento per ridurre alunni per classe e successivamente interventi strutturali per riportare la scuola al centro del sistema Paese. Per questo sostengo le ragioni della manifestazione di oggi. Linee guida senza risorse necessarie rischiano di essere insufficienti. Investire almeno il 10%  finanziamenti europei per istruzione".

Anche per Europa Verde che scenderà in piazza al fianco di docenti e genitori dalla titolare del Miur sono arrivate solo "poche idee e confuse".
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