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Rai, Pd a Conte: "Gestione Salini fallimentare, tv pubblica ancora a trazione sovranista". Ma M5s difende l'ad

L'ad Rai Fabrizio Salini (ansa)
Il premier avrebbe incontrato l'ad Rai per parlare anche di un possibile ampliamento degli incarichi dei vertici. Italia Viva: "Se così fosse, sarebbe una lesione delle prerogative del Parlamento".
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Le indiscrezioni diffuse dalle agenzie circa un incontro che si sarebbe tenuto ieri tra il premier Giuseppe Conte e l'amministratore delegato della Rai Fabrizio Salini scatenano le critiche di Pd e Italia Viva. Il colloquio infatti sarebbe stato anche l'occasione per avviare un confronto sulla riforma della governance nell'ambito del quale si è discussa l'ipotesi di ampliare la durata del mandato dei vertici della tv pubblica. Ma i dem partono all'attacco e definiscono la gestione di Salini "fallimentare", opponendosi a un'eventuale prolungamento del suo mandato. I renziani a loro volta accusano il governo di aver leso le prerogative del Parlamento.


"Forse si tratta solo di un malinteso - attacca Michele Bordo, vicepresidente del gruppo Pd alla Camera - ma leggiamo di un incontro fra il premier Conte e l'ad della Rai, Salini, in cui si sarebbe parlato anche di un possibile prolungamento della governance e quindi dell'incarico allo stesso Salini. Come il premier Conte sa bene, il Pd giudica altamente fallimentare la gestione di Salini, sia in termini economici ma soprattutto di garanzie sul pluralismo. La Rai è tutt'ora a trazione sovranista e ribadiamo che il Pd non vede l'ora che l'ad termini il suo incarico per far uscire l'azienda dalla palude di questi mesi".


Sulla stessa linea dei dem anche Italia Viva. I renziani si fanno sentire per bocca di Michele Anzaldi, segretario della commissione di Vigilanza Rai: "Se fossero confermate le indiscrezioni sull'incontro Conte-Salini a Palazzo Chigi per riformare la governance Rai e magari allungare il mandato di questi vertici Rai, nominati peraltro con Salvini, saremmo di fronte ad un episodio gravissimo che lede le prerogative del Parlamento: i presidenti Fico, Casellati e Barachini dovrebbero subito intervenire. Se un episodio del genere fosse successo con Berlusconi, sarebbe successo il finimondo".


Ma Emilio Carelli, esponente M5S nella commissione di Vigilianza della Rai, replica alle accuse dei dem di Iv e difende Salini. "Leggo con stupore le dichiarazioni da parte del Pd sull'ad della Rai Fabrizio Salini, che rappresentano un vero e proprio attacco al suo operato. Posso dire che sta lavorando bene". E poi aggiunge: "Forse a qualcuno non piace l'indipendenza dimostrata da Salini e il suo indubbio tentativo di governare la Rai senza subire troppe pressioni dei partiti. È certo - conclude Carelli - che a Conte non abbia chiesto alcuna estensione del suo mandato ma abbia espresso la necessità di una riforma della governance della Rai".

E anche i Verdi e Europa Verde attaccano il Pd. "A memoria ricordiamo interventi dello stesso Partito democratico sulla gestione della televisione pubblica solo quando c'è stato da rivendicare maggiori spazi per se stesso in qualche tg o talk", scrivono in una nota Francesco Alemanni e Filiberto Zaratti, esponenti dei Verdi e di Europa Verde.  "Non é attaccando l'ad della Rai, che finora ha svolto il suo ruolo in maniera equilibrata - proseguono - che si risolvono i problemi ma proponendo una vera riforma della governance del servizio pubblico, coinvolgendo gli utenti e le associazioni dei consumatori, come noi chiediamo da anni".
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