Csm, da Palamara "strategia di discredito" sui colleghi Creazzo e Pignatone
Così nell'atto di incolpazione si chiede il processo alla disciplinare del Consiglio superiore. Il progetto di danneggiare il procuratore di Firenze era "correlato ad esigenze di Luca Lotti"
Meno quattro giorni all'inizio del processo disciplinare per Luca Palamara. Il magistrato, che è indagato a Perugia per corruzione, finisce sotto accusa dinanzi al Csm per il comportamento "gravemente scorretto" con "strategia di discredito" su alcuni colleghi: come il procuratore di Firenze, Creazzo, come l'allora vertice di piazzale Clodio, Pignatone, o il suo aggiunto, Paolo Ielo.
Così la Procura generale della Cassazione, guidata da Giovanni Salvi, descrive la condotta di Luca Palamara, il pm (ora sospeso) - ed ex presidente dell'Associazione nazionale magistrati, attualmente indagato a Perugia per corruzione - nell'atto di incolpazione con cui ha chiesto alla sezione disciplinare del Csm di fissare il processo a carico del magistrato. Palamara dovrà presentarsi davanti al 'tribunale delle toghe' martedì prossimo, 21 luglio, per la prima udienza. È il processo per il quale Palamara annuncia di v…
Così la Procura generale della Cassazione, guidata da Giovanni Salvi, descrive la condotta di Luca Palamara, il pm (ora sospeso) - ed ex presidente dell'Associazione nazionale magistrati, attualmente indagato a Perugia per corruzione - nell'atto di incolpazione con cui ha chiesto alla sezione disciplinare del Csm di fissare il processo a carico del magistrato. Palamara dovrà presentarsi davanti al 'tribunale delle toghe' martedì prossimo, 21 luglio, per la prima udienza. È il processo per il quale Palamara annuncia di v…
Meno quattro giorni all'inizio del processo disciplinare per Luca Palamara. Il magistrato, che è indagato a Perugia per corruzione, finisce sotto accusa dinanzi al Csm per il comportamento "gravemente scorretto" con "strategia di discredito" su alcuni colleghi: come il procuratore di Firenze, Creazzo, come l'allora vertice di piazzale Clodio, Pignatone, o il suo aggiunto, Paolo Ielo.
Così la Procura generale della Cassazione, guidata da Giovanni Salvi, descrive la condotta di Luca Palamara, il pm (ora sospeso) - ed ex presidente dell'Associazione nazionale magistrati, attualmente indagato a Perugia per corruzione - nell'atto di incolpazione con cui ha chiesto alla sezione disciplinare del Csm di fissare il processo a carico del magistrato. Palamara dovrà presentarsi davanti al 'tribunale delle toghe' martedì prossimo, 21 luglio, per la prima udienza. È il processo per il quale Palamara annuncia di volersi difendere punto su punto, presentandosi una lista di ben 133 testi.
L'aggressiva strategia, stando agli atti, aveva per bersagli il procuratore della Repubblica di Firenze Giuseppe Creazzo, che aveva presentato domanda per l'incarico di capo della Procura di Roma, e il procuratore aggiunto della capitale, Paolo Ielo e l'allora procuratore di Roma Giuseppe Pignatone.
Intanto, nell'udienza stralcio a Perugia, solo pochi giorni fa, Palamara si è visto bocciare la sua richiesta di un rinvio a settembre: ha ottenuto solo due settimane per presentare le eccezioni su alcune intercettazioni con Lotti e Ferri.
Tra i capi di incolpazione stilati dal Pg della Cassazione Salvi, dei quali deve rispondere Luca Palamara anche quello della "strategia di danneggiamento" verso il procuratore Creazzo "correlata ad esigenze di Luca Lotti", l'ex ministro renziano e attuale parlamentare dem - interlocutore abituale dell'ex presidente dell'Anm - a sua volta sotto inchiesta a Roma per l'inchiesta Consip, le indagini inizialmente radicate a Napoli che avevano scompaginato il giglio magico renziano.
Contro Creazzo si volevano "enfatizzare", tramite "dossier" - è lo scenario che descrive l'accusa - "vicende ipoteticamente ostative" alla nomina di Creazzo a Roma, vicende che potevano essere in grado di spostarlo da Firenze: proprio per favorire, secondo la ricostruzione accusatoria, l'allora indagato Lotti.
Ma, sul punto, Palamara si difende obiettando che all'epoca per l'ex ministro Lotti si era già chiusa la fase delle indagini preliminari, e il suo status era mutato: da indagato a quello di imputato.
Così la Procura generale della Cassazione, guidata da Giovanni Salvi, descrive la condotta di Luca Palamara, il pm (ora sospeso) - ed ex presidente dell'Associazione nazionale magistrati, attualmente indagato a Perugia per corruzione - nell'atto di incolpazione con cui ha chiesto alla sezione disciplinare del Csm di fissare il processo a carico del magistrato. Palamara dovrà presentarsi davanti al 'tribunale delle toghe' martedì prossimo, 21 luglio, per la prima udienza. È il processo per il quale Palamara annuncia di volersi difendere punto su punto, presentandosi una lista di ben 133 testi.
L'aggressiva strategia, stando agli atti, aveva per bersagli il procuratore della Repubblica di Firenze Giuseppe Creazzo, che aveva presentato domanda per l'incarico di capo della Procura di Roma, e il procuratore aggiunto della capitale, Paolo Ielo e l'allora procuratore di Roma Giuseppe Pignatone.
Intanto, nell'udienza stralcio a Perugia, solo pochi giorni fa, Palamara si è visto bocciare la sua richiesta di un rinvio a settembre: ha ottenuto solo due settimane per presentare le eccezioni su alcune intercettazioni con Lotti e Ferri.
Tra i capi di incolpazione stilati dal Pg della Cassazione Salvi, dei quali deve rispondere Luca Palamara anche quello della "strategia di danneggiamento" verso il procuratore Creazzo "correlata ad esigenze di Luca Lotti", l'ex ministro renziano e attuale parlamentare dem - interlocutore abituale dell'ex presidente dell'Anm - a sua volta sotto inchiesta a Roma per l'inchiesta Consip, le indagini inizialmente radicate a Napoli che avevano scompaginato il giglio magico renziano.
Contro Creazzo si volevano "enfatizzare", tramite "dossier" - è lo scenario che descrive l'accusa - "vicende ipoteticamente ostative" alla nomina di Creazzo a Roma, vicende che potevano essere in grado di spostarlo da Firenze: proprio per favorire, secondo la ricostruzione accusatoria, l'allora indagato Lotti.
Ma, sul punto, Palamara si difende obiettando che all'epoca per l'ex ministro Lotti si era già chiusa la fase delle indagini preliminari, e il suo status era mutato: da indagato a quello di imputato.