Legge elettorale, Pd contro Italia Viva e grillini: "Si deve votare ora"
Giovanna Casadio , di GIOVANNA CASADIOZingaretti teme di arrivare al referendum per il taglio dei parlamentari senza essere uscito dallo stallo sul nuovo sistema elettorale
"Anche se andiamo sotto, sulla legge elettorale ci deve essere un voto. I 5Stelle non facciano melina". Il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, chiama il capogruppo alla Camera Graziano Delrio e scandisce quello che non si può davvero fare: un ennesimo rinvio. Per i Dem occorre uscire dallo stallo, perché in vista del referendum del 20 e 21 settembre sul taglio dei parlamentari - la riforma-bandiera dei 5S - occorre presentarsi agli elettori di sinistra con indispensabili garanzie per convincerli a votare Sì. E dopo un vertice di maggioranza convocato in fretta, in cui si consuma un nuovo scontro, il Pd chiederà oggi nella riunione dei capigruppo che la commissione affari costituzionali adotti il testo-base al più tardi lunedì prossimo.
Il rischio che salti tutto è concreto già oggi. Inoltre Pd-5S-Autonomie in commissione hanno 23 voti, Lega-Forza Italia-Fdi, a cui sommare 2 deputati del Misto e soprattutto i 3 di Ita…
Il rischio che salti tutto è concreto già oggi. Inoltre Pd-5S-Autonomie in commissione hanno 23 voti, Lega-Forza Italia-Fdi, a cui sommare 2 deputati del Misto e soprattutto i 3 di Ita…
"Anche se andiamo sotto, sulla legge elettorale ci deve essere un voto. I 5Stelle non facciano melina". Il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, chiama il capogruppo alla Camera Graziano Delrio e scandisce quello che non si può davvero fare: un ennesimo rinvio. Per i Dem occorre uscire dallo stallo, perché in vista del referendum del 20 e 21 settembre sul taglio dei parlamentari - la riforma-bandiera dei 5S - occorre presentarsi agli elettori di sinistra con indispensabili garanzie per convincerli a votare Sì. E dopo un vertice di maggioranza convocato in fretta, in cui si consuma un nuovo scontro, il Pd chiederà oggi nella riunione dei capigruppo che la commissione affari costituzionali adotti il testo-base al più tardi lunedì prossimo.
Il rischio che salti tutto è concreto già oggi. Inoltre Pd-5S-Autonomie in commissione hanno 23 voti, Lega-Forza Italia-Fdi, a cui sommare 2 deputati del Misto e soprattutto i 3 di Italia Viva, ne hanno 24. Leu si astiene. Zingaretti attacca i renziani per avere tradito il patto di maggioranza, e i grillini accusandoli di perdere tempo. Con un Parlamento "piccolo", dove i deputati passano da 630 a 400 e i senatori da 315 a 200, l'attuale legge maggioritaria crea squilibri nella rappresentanza. I contrappesi sono urgenti. Ecco perché i giallo-rossi si erano accordati su una legge proporzionale con sbarramento al 5% - il cosiddetto Brescellum, dal nome dell'autore, il presidente grillino della commissione Affari costituzionali, Giuseppe Brescia. Renzi si è sfilato: "Noi siamo per il maggioritario, per il modello sindaco d'Italia". I 5Stelle non mostrano di avere fretta.
Quella che doveva essere la giornata decisiva, si trasforma ieri in un tutti contro tutti. I Dem contestano ai grillini di fare il doppio gioco perché con il capo del Movimento, Vito Crimi, avevano assicurato di volere fare in fretta sul proporzionale, dall'altro "sono corresponsabili" del rinvio a data da destinarsi della discussione d'aula (che era prevista per lunedì prossimo) e, prima ancora, dello slittamento per l'adozione del testo-base in commissione. La grillina Vittoria Baldino, capogruppo in commissione, contrattacca: "Il M5S ha sempre onorato gli impegni assunti, che ci trovano d'accordo sia nel merito del sistema proporzionale, sia sul metodo perché le regole del gioco non si scrivono a fine legislatura. Chi non sta rispettando gli accordi non siamo noi, e il Pd lo sa".
E per Italia Viva, Ettore Rosato ribadisce: "Noi non discutiamo ad agosto di legge elettorale, con tutte le opposizioni contro. Questo assurdo dibattito sulla legge elettorale va tolto dal tavolo". Né lo vogliono le opposizioni. Il leader della Lega, Matteo Salvini provoca: "Son disposto a discutere con il Pd di legge elettorale? Se si vota la settimana dopo sì. Penso che la legge elettorale sia l'ultima delle priorità, come la legge sulle adozioni gay".
Il rischio che salti tutto è concreto già oggi. Inoltre Pd-5S-Autonomie in commissione hanno 23 voti, Lega-Forza Italia-Fdi, a cui sommare 2 deputati del Misto e soprattutto i 3 di Italia Viva, ne hanno 24. Leu si astiene. Zingaretti attacca i renziani per avere tradito il patto di maggioranza, e i grillini accusandoli di perdere tempo. Con un Parlamento "piccolo", dove i deputati passano da 630 a 400 e i senatori da 315 a 200, l'attuale legge maggioritaria crea squilibri nella rappresentanza. I contrappesi sono urgenti. Ecco perché i giallo-rossi si erano accordati su una legge proporzionale con sbarramento al 5% - il cosiddetto Brescellum, dal nome dell'autore, il presidente grillino della commissione Affari costituzionali, Giuseppe Brescia. Renzi si è sfilato: "Noi siamo per il maggioritario, per il modello sindaco d'Italia". I 5Stelle non mostrano di avere fretta.
Quella che doveva essere la giornata decisiva, si trasforma ieri in un tutti contro tutti. I Dem contestano ai grillini di fare il doppio gioco perché con il capo del Movimento, Vito Crimi, avevano assicurato di volere fare in fretta sul proporzionale, dall'altro "sono corresponsabili" del rinvio a data da destinarsi della discussione d'aula (che era prevista per lunedì prossimo) e, prima ancora, dello slittamento per l'adozione del testo-base in commissione. La grillina Vittoria Baldino, capogruppo in commissione, contrattacca: "Il M5S ha sempre onorato gli impegni assunti, che ci trovano d'accordo sia nel merito del sistema proporzionale, sia sul metodo perché le regole del gioco non si scrivono a fine legislatura. Chi non sta rispettando gli accordi non siamo noi, e il Pd lo sa".
E per Italia Viva, Ettore Rosato ribadisce: "Noi non discutiamo ad agosto di legge elettorale, con tutte le opposizioni contro. Questo assurdo dibattito sulla legge elettorale va tolto dal tavolo". Né lo vogliono le opposizioni. Il leader della Lega, Matteo Salvini provoca: "Son disposto a discutere con il Pd di legge elettorale? Se si vota la settimana dopo sì. Penso che la legge elettorale sia l'ultima delle priorità, come la legge sulle adozioni gay".