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Vincenzo De Luca (siano)

Puglia, no alla doppia preferenza di genere

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Dopo le polemiche ora si aspetta l'intervento del governo. L'emendamento approvato dal Consiglio Regionale Emiliano ammette: "Una sconfitta"
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È un pasticcio sulla pelle delle donne l'ultimo atto della legislatura a guida Michele Emiliano in Puglia. Nel cuore di una notte piena di veleni viene affossata la legge elettorale che avrebbe dovuto recepire la doppia preferenza di genere. La Puglia, tra le regioni al voto, finisce così con l'essere l'unica regione che non l'ha adottata. Il governo nazionale corre ai ripari e la varerà d'imperio, del resto il premier Giuseppe Conte l'aveva sollecitata giorni fa. In serata, nel Consiglio dei ministri, la questione è stata al centro della discussione. I ministri Giuseppe Provenzano e Francesco Boccia si sono espressi per un intervento immediato dell'esecutivo.

Hanno chiesto di fare presto anche le 73 deputate dell'Intergruppo della Camera, scrivendo una lettera al premier: "È una norma antiscriminatoria che risponde al dettato costituzionale e quindi deve essere applicata a tutti i livelli di rappresentanza"…
È un pasticcio sulla pelle delle donne l'ultimo atto della legislatura a guida Michele Emiliano in Puglia. Nel cuore di una notte piena di veleni viene affossata la legge elettorale che avrebbe dovuto recepire la doppia preferenza di genere. La Puglia, tra le regioni al voto, finisce così con l'essere l'unica regione che non l'ha adottata. Il governo nazionale corre ai ripari e la varerà d'imperio, del resto il premier Giuseppe Conte l'aveva sollecitata giorni fa. In serata, nel Consiglio dei ministri, la questione è stata al centro della discussione. I ministri Giuseppe Provenzano e Francesco Boccia si sono espressi per un intervento immediato dell'esecutivo.

Hanno chiesto di fare presto anche le 73 deputate dell'Intergruppo della Camera, scrivendo una lettera al premier: "È una norma antiscriminatoria che risponde al dettato costituzionale e quindi deve essere applicata a tutti i livelli di rappresentanza". La ministra renziana alle Pari Opportunità, Elena Bonetti, ha parlato di "schiaffo": "La decisione di non adeguare la legislazione elettorale della Puglia alle previsioni di principio che lo Stato ha introdotto come obbligatorie già dal 2016 è molto grave". I renziani hanno avuto gioco facile nell'attaccare Emiliano. Lo hanno fatto anche la ministra Teresa Bellanova e il candidato Ivan Scalfarotto, che hanno parlato della "pagina più buia". Il sindaco di Bari, Antonio Decaro, pur vicino al governatore, ha ammesso "la sconfitta". E ha lanciato la palla a palazzo Chigi: "Spero che il governo con i poteri commissariali possa introdurre la norma".

Ad Emiliano non è rimasto altro che cospargersi il capo di cenere e assumersi "la responsabilità politica" dell'infortunio. Ha scritto su Facebook: "Ho provato gli stessi sentimenti di sdegno che oggi tante pugliesi e tanti pugliesi stanno esprimendo. Ma resta un punto essenziale del nostro programma. La battaglia continua". Ma dove, se la consiliatura è finita?

Era già successo nel 2015. E Nichi Vendola parlò di "consiglio cavernicolo". È difficile seguire il filo di quanto è accaduto nella notte pugliese, in una ridda di veti incrociati e di tradimenti, e dove, nella confusione, è passato pure un emendamento che avrebbe vietato la candidatura dell'epidemiologo Pier Luigi Lopalco nella lista del governatore uscente. L'errore del centrosinistra è stato quello di essersi presentato all'ultimo giorno utile per l'approvazione.

Poi tutto è nato dai 1964 emendamenti presentati da Fratelli d'Italia, non ostili alla legge, ma contrari all'inammissibilità per la lista che non rispetta la proporzione 60 uomini-40 donne nella compilazione delle liste elettorali; e la cui approvazione avrebbe messo in difficoltà il centrodestra a pochi giorni dalla scadenza delle presentazione delle candidature. Si prova a mediare su una proporzione 70-30. Si raggiunge l'accordo sulla doppia preferenza subito e la percentuale 60-40 obbligatorio dal 2025. È un compromesso, anche se di fatto svuota la legge, ma viene alalla fine è bocciato pure quello.