Strage di Bologna, dal Pd alle opposizioni la politica chiede verità. Crimi: "Conte amplierà la direttiva Renzi"
Il segretario dem Nicola Zingaretti insiste sul dovere della verità che per Mariastella Gelmini di FI "potrebbe essere più vicina". FdI chiede al premier di desecretare gli atti
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La politica si stringe attorno ai familiari delle vittime della strage di Bologna, in cui 40 anni fa (il 2 agosto 1980) morirono 85 persone. E sia maggioranza che opposizione chiedono che si faccia luce e si arrivi finalmente alla verità. Al punto che il viceministro dell'Interno Vito Crimi annuncia che "Conte amplierà la direttiva Renzi, espandendola a materie trasversali alle stragi". Direttiva che, lo ricordiamo, l'allora presidente del Consiglio Renzi firmò il 22 aprile del 2014 per disporre la declassificazione degli atti relativi ai fatti diUstica,Peteano,Italicus,Piazza Fontana,Piazza della Loggia,Gioia Tauro,stazione di Bologna erapido 904.
Ma, negli anni, le Associazioni dei familiari delle vittime di quelle stragi hanno denunciato il sostanziale fallimento del provvedimento, che non ha funzionato come avrebbe dovuto: le carte desecretate sono ancora piene di omissis e parti sbianchettate e quindi inutili.
Il segretario del Pd Nicola Zingaretti sottolinea su Facebook il dovere di trovare la verità: "40 anni fa la Strage di Bologna. Una pagina buia della nostra storia. Non dimenticheremo mai, non smetteremo mai di chiedere verità e giustizia".
Verità che secondo Mariastella Gelmini, capogruppo dei deputati di Forza Italia, potrebbe essere più vicina, come scrive su Twitter: "Quarant'anni fa la strage di bologna. Per motivi di sicurezza per la prima volta non ci sarà il corteo fino alla stazione, ma c'è la consapevolezza che, dopo segreti e depistaggi, la verità sui mandanti di quell'orrore potrebbe essere più vicina. Un abbraccio ai familiari delle vittime".
Quarant’anni fa la #StragediBologna. Per motivi di sicurezza per la prima volta non ci sarà il corteo fino alla stazione, ma c’è la consapevolezza che dopo segreti e depistaggi la verità sui mandanti di quell’orrore potrebbe essere più vicina. Un abbraccio ai familiari vittime.
"Nuovi tasselli sui mandanti e finanziatori, e sugli intrecci tra terroristi neofascisti e pezzi dello Stato - afferma il senatore di Leu Pietro Grasso su Facebook - si aggiungono a quelli su cui ha lavorato nel tempo la magistratura, anche grazie all'associazione dei familiari delle vittime. Ma non sappiamo ancora tutto. Per questo non dobbiamo smettere di impegnarci nella ricerca della verità".
Il capogruppo di Fdi alla Camera Francesco Lollobrigida invita il premier Conte ad ascoltare l'appello di Giorgia Meloni e a desecretare gli atti: "A distanza di 40 anni la Strage di Bologna rimane una delle pagine più dolorose dell'Italia. Il ricordo di tante vittime innocenti è doveroso, così come lo è la ricerca della verità. Conte ascolti l'appello di Giorgia Meloni e desecreti gli atti relativi a quel drammatico periodo".
A distanza di 40 anni la #StrageDiBologna rimane una delle pagine più dolorose dell’Italia. Il ricordo di tante vittime innocenti è doveroso, così come lo è la ricerca della verità. Conte ascolti l’appello di GiorgiaMeloni e desecreti gli atti relativi a quel drammatico periodo. pic.twitter.com/GisATxH5qU
— Francesco Lollobrigida ???? (@FrancescoLollo1) August 2, 2020
Anche il M5S fa la stessa richiesta con un post sul Blog delle Stelle: "Non conosciamo ancora i nomi dei mandanti occulti, italiani e stranieri, della strage di Bologna. E non li conosceremo mai fino a quando non saranno desecretati tutti gli atti rilevanti, non solo quelli di scarso o nullo rilievo giudiziario resi pubblici finora. Che senso ha il segreto di Stato davanti a una strage del genere dopo quarant'anni? Ci sono forse ancora in gioco interessi da nascondere e proteggere? Il Movimento 5 Stelle chiede di desecretare subito tutti gli atti relativi all'attentato: lo dobbiamo alle famiglie delle vittime e a tutti coloro che hanno difeso la democrazia nel nostro Paese".
"Dopo 40 anni - afferma il portavoce nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni - con i terroristi fascisti esecutori, con i vertici dei servizi segreti e di altri apparati dello Stato che per decenni hanno depistato le indagini, con il ruolo determinante dei massoni della Loggia P2 oggi abbiamo un quadro abbastanza preciso di quello che avvenne allora. Ora però occorre andare fino in fondo nell'individuare gli ispiratori politici e i motivi di una strage che portò lutti e dolore in tante famiglie e mise a rischio la democrazia italiana".
"Dopo 40 anni - afferma l'esponente il portavoce nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni - con i terroristi fascisti esecutori, con i vertici dei servizi segreti e di altri apparati dello Stato che per decenni hanno depistato le indagini, con il ruolo determinante dei massoni della Loggia P2 oggi abbiamo un quadro abbastanza preciso di quello che avvenne allora."
"Ora però occorre andare fino in fondo - conclude Fratoianni - nell'individuare gli ispiratori politici e i motivi di una strage che portò lutti e dolore in tante famiglie e mise a rischio la democrazia italiana."
Tra gli esponenti del governo, interviene il viceministro dell'Interno Matteo Mauri: "Il 2 agosto 1980 bologna conobbe uno degli attentati terroristici più gravi della storia del nostro Paese: ci furono 85 morti e 200 feriti. Un atto atroce che colpì tutta l'italia, già ferita da una stagione di violenza e di attacco alla democrazia. A distanza di 40 anni, sono ancora tanti i lati oscuri di una pagina tra le più buie della nostra storia, soprattutto sui mandanti. Abbiamo il dovere di fare piena luce. Lo dobbiamo fare per le famiglie delle vittime. Lo dobbiamo fare per l'italia tutta. Anche dopo 40 anni. Anzi, proprio perchè sono già passati 40 anni".
Mentre il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora aggiunge: "Quarant'anni da quella ferita che Bologna, e con essa tutta l'italia, non può dimenticare. Quell'orologio fermo alle 10:25 rimarrà un simbolo della lotta e della resistenza ad ogni forma d'odio, di guerra e di terrorismo".
"Sono passati 40 anni da quella mattina - twitta la ministra dei Trasporti Paola De Micheli - La Strage di Bologna è una ferita ancora aperta per i familiari delle vittime, per la città e tutto il Paese, per le istituzioni. Non è un giorno come gli altri, ma un momento in cui dobbiamo fare una riflessione. Perché non accada più".
Sono passati 40 anni da quella mattina. La #StrageDiBologna è una ferita ancora aperta per i familiari delle vittime, per la città e tutto il Paese, per le istituzioni. Non è un giorno come gli altri, ma un momento in cui dobbiamo fare una riflessione. Perché non accada più.
Di "ferita incancellabile" parla il sottosegretario dem con delega all'Editoria Andrea Martella: "La #StrageDiBologna, con le sue vite spezzate in modo così disumano, è una ferita democratica sempre aperta, da #40anni. E' incancellabile nel rinnovare ogni anno il nostro #ioNonDimentico. Ma è una ferita, umana e democratica, che possiamo rimarginare solo attraverso la verità".
La #StrageDiBologna, con le sue vite spezzate in modo così disumano, è una ferita democratica sempre aperta, da #40anni. E' incancellabile nel rinnovare ogni anno il nostro #ioNonDimentico. Ma è una ferita, umana e democratica, che possiamo rimarginare solo attraverso la verità. pic.twitter.com/ZAXZj0t8iK