Del Balzo, la paladina di Meloni dalla "Voce del Patriota" all'Anticorruzione: "Io un tecnico prestato alla politica"
Liana Milella , di LIANA MILELLALa neo consigliera dell’Anac non rinnega i suoi articoli sulla testata sovranista. È convinta che oggi “il diritto sia tradito” perché “la rappresentanza non funziona”. Dice e scrive che “con il Covid il diritto è sospeso e lo stato costituzionale è sospeso”.
ROMA - Lei è una fan di Giorgia Meloni? “Ho trovato in molte sue posizioni una coincidenza col mio pensiero”. E gli articoli anti governo scritti per La voce del patriota? “Scrivo soprattutto atti giudiziari, ma sono una cultrice del diritto. La democrazia è importante, ma è malata per via di un sistema di rappresentanza che non funziona benissimo”. Pesante raccogliere l’eredità di Cantone? “Il fardello è la corruzione in Italia”. Si presenta così Consuelo Del Balzo, appena scelta dal consiglio dei ministri come nuova consigliera dell’Anac, l’Autorità anticorruzione. Ha 45 anni, è avvocato, due figli di 15 e 17 anni, un marito imprenditore, una pagina Facebook che inneggia alla Meloni (“Ma non mi dedico al sito”), partito per cui è stata candidata al Senato. Ma lei minimizza: “Mi considero un tecnico al servizio della politica, ma non un politico&rdquo…
ROMA - Lei è una fan di Giorgia Meloni? “Ho trovato in molte sue posizioni una coincidenza col mio pensiero”. E gli articoli anti governo scritti per La voce del patriota? “Scrivo soprattutto atti giudiziari, ma sono una cultrice del diritto. La democrazia è importante, ma è malata per via di un sistema di rappresentanza che non funziona benissimo”. Pesante raccogliere l’eredità di Cantone? “Il fardello è la corruzione in Italia”. Si presenta così Consuelo Del Balzo, appena scelta dal consiglio dei ministri come nuova consigliera dell’Anac, l’Autorità anticorruzione. Ha 45 anni, è avvocato, due figli di 15 e 17 anni, un marito imprenditore, una pagina Facebook che inneggia alla Meloni (“Ma non mi dedico al sito”), partito per cui è stata candidata al Senato. Ma lei minimizza: “Mi considero un tecnico al servizio della politica, ma non un politico”.
Questa nomina se l’aspettava o l’ha sorpresa?
“La corruzione è la mia materia, la mia passione. Ci ho lavorato tantissimo. Sapevo che il mandato dell’Anac era in scadenza, lo consideravo un mio sogno. Ho accolto la nomina con molto favore. Tutti sanno che mi occupo di anticorruzione. Se va sul mio sito legge subito le mie parole sulla legalità e contro la corruzione, che è la più grande offesa alla dignità del nostro Paese, che non si merita di essere ai primi posti delle classifiche sulla corruzione nel mondo. Senza corruzione l’economia girerebbe molto meglio”.
Aveva presentato una domanda?
“No, non si fanno domande per questi incarichi perché vengono decisi dall’esecutivo. Però servono dei requisiti. E io mi occupo di diritto amministrativo, ho sempre lavorato per le amministrazioni pubbliche nel segmento rating per la legalità...”.
Dovrà lasciare tutto però...
“Sì, lo so, dovrò sospendere la mia attvità professionale. Ho messo in piedi lo studio da sola, con tanta fatica. Per noi donne e mamme è sempre complicato. Ho sempre fatto anticorruzione dal vivo, assistendo clienti che lavoravano con la pubblica amministrazione o viceversa. Adesso lo scenario cambia, e cambia la mia parte. Sono fierissima di questo incarico”.
Ma non potrà più scrivere i suoi articoli su La Voce del patriota però.
“Non sono pubblicista, ma amo scrivere su vari quotidiani riflessioni giuridiche perché sono e resto sempre un avvocato. Sono una cultrice del diritto, mi occupo del diritto pubblico, sono appassionata di questi temi. Viviamo un’epoca particolare e ci sono questioni che solleticano la mia attenzione”.
Quindi vuole scrivere ancora?
“Spero di poter continuare a farlo. Essere presenti sulle questioni importanti del Paese giova a tutti noi”.
Certo però che finora non è stata per niente morbida col governo che l’ha appena nominata. Il 26 marzo il titolo era “Il virus uccide anche lo stato di diritto”, il 3 maggio “Conte e l’usurpazione di potere”.
“Seguo molto Cassese e il presidente Baldassarre, credo veramente nel sistema democratico. Vorrei vedere il mio paese con il Parlamento eletto dal popolo e un potere esecutivo che sta al suo posto e non sovrasta il Parlamento. Credo nello stato di diritto”.
E vede delle deviazioni?
“Io amo il nostro sistema di diritto italiano che diverge da quelli di matrice anglosassone o europei. Siamo stati la culla del diritto dai romani in poi. Ma vedo anche che dai padri costituenti in avanti, il diritto viene tradito, e questo fa male perché la democrazia è importante”.
E lei scrive che è malata?
“Sì, lo è, per un sistema di rappresentanza che non funziona benissimo, ma anche per colpa di una comunicazione che non funziona, minata dal mondo dei social che influenzano il modo di pensare in maniera non corrispondente alla verità. Il popolo è sovrano, e tale deve restare. Vedere che con il Covid il diritto è sospeso, che lo stato costituzionale è sospeso, mi ha indotto a scrivere”.
Nella sua pagina Facebook ricorre con insistenza Giorgia Meloni. È una sua fan?
“Non ho mai fatto politica direttamente. Io mi considero un tecnico al servizio della politica, ma non un politico. La politica è una cosa molto nobile. Per me è un onore essere al servizio della politica. Ho visto nella Meloni dei contenuti che ho condiviso. Ho trovato in molte sue posizioni una coincidenza con il mio pensiero. Penso all’immigrazione clandestina, all’aborto farmacologico. Questioni che sfiorano il diritto, che vanno affrontate dalla politica e credo che la Meloni le interpreti e proponga di affrontarle nella forma più vicina a quello che anche io penso”.
Per questo si è candidata al Senato?
“Mentre il nostro Paese ha vissuto e vive un momento di crisi profonda tutte le forze sane devono spendersi in prima persona. Ma, lo ripeto, io non sono un politico. Le mie non sono simpatie personali, ma condivisioni di posizione politiche. Mi sta tanto simpatico Fausto Bertinotti. Se dovesse esprimere posizioni simili alle mie non esiterei a dirlo”.
I colleghi nominati con lei li ritiene all’altezza?
“Non giudico nessuno in generale, ma per quello che fanno. Sarà una squadra che lavora, persone stimabili, credo nel gioco di squadra, persone con una preparazione specifica, l'esperto di privacy e quindi trasparenza Busia, il collega penalista Giacomazzo, il magistrato Forteleoi,, l’esperta di whistleblowing Valli, io di gare e di procedure selettive".
Quello di Cantone sarà un fardello pesante?
“Il fardello è quello della corruzione in Italia. Chi ci ha proceduto è stato un apripista. Ma ciò non toglie che si possa fare bene e fare tanto”.
Non la preoccupa questo clima di forte deregulation?
“Sono d’accordo a metà. Io vedo tanta burocrazia che sembra l’ultima a resistere anche al virus. La corruzione si annida dietro gli adempimenti burocratici. Penso alla inutlità di tante norme pure per aprire una gelateria o partecipare a un grande appalto. Speravo in qualcosa di più e di meglio. Invece è stato dato uno strapotere ai commissari, che pigliano lo stipendio e non rispondono a nessuno, lasciando intatta la burocrazia”.
Questa nomina se l’aspettava o l’ha sorpresa?
“La corruzione è la mia materia, la mia passione. Ci ho lavorato tantissimo. Sapevo che il mandato dell’Anac era in scadenza, lo consideravo un mio sogno. Ho accolto la nomina con molto favore. Tutti sanno che mi occupo di anticorruzione. Se va sul mio sito legge subito le mie parole sulla legalità e contro la corruzione, che è la più grande offesa alla dignità del nostro Paese, che non si merita di essere ai primi posti delle classifiche sulla corruzione nel mondo. Senza corruzione l’economia girerebbe molto meglio”.
Aveva presentato una domanda?
“No, non si fanno domande per questi incarichi perché vengono decisi dall’esecutivo. Però servono dei requisiti. E io mi occupo di diritto amministrativo, ho sempre lavorato per le amministrazioni pubbliche nel segmento rating per la legalità...”.
Dovrà lasciare tutto però...
“Sì, lo so, dovrò sospendere la mia attvità professionale. Ho messo in piedi lo studio da sola, con tanta fatica. Per noi donne e mamme è sempre complicato. Ho sempre fatto anticorruzione dal vivo, assistendo clienti che lavoravano con la pubblica amministrazione o viceversa. Adesso lo scenario cambia, e cambia la mia parte. Sono fierissima di questo incarico”.
Ma non potrà più scrivere i suoi articoli su La Voce del patriota però.
“Non sono pubblicista, ma amo scrivere su vari quotidiani riflessioni giuridiche perché sono e resto sempre un avvocato. Sono una cultrice del diritto, mi occupo del diritto pubblico, sono appassionata di questi temi. Viviamo un’epoca particolare e ci sono questioni che solleticano la mia attenzione”.
Quindi vuole scrivere ancora?
“Spero di poter continuare a farlo. Essere presenti sulle questioni importanti del Paese giova a tutti noi”.
Certo però che finora non è stata per niente morbida col governo che l’ha appena nominata. Il 26 marzo il titolo era “Il virus uccide anche lo stato di diritto”, il 3 maggio “Conte e l’usurpazione di potere”.
“Seguo molto Cassese e il presidente Baldassarre, credo veramente nel sistema democratico. Vorrei vedere il mio paese con il Parlamento eletto dal popolo e un potere esecutivo che sta al suo posto e non sovrasta il Parlamento. Credo nello stato di diritto”.
E vede delle deviazioni?
“Io amo il nostro sistema di diritto italiano che diverge da quelli di matrice anglosassone o europei. Siamo stati la culla del diritto dai romani in poi. Ma vedo anche che dai padri costituenti in avanti, il diritto viene tradito, e questo fa male perché la democrazia è importante”.
E lei scrive che è malata?
“Sì, lo è, per un sistema di rappresentanza che non funziona benissimo, ma anche per colpa di una comunicazione che non funziona, minata dal mondo dei social che influenzano il modo di pensare in maniera non corrispondente alla verità. Il popolo è sovrano, e tale deve restare. Vedere che con il Covid il diritto è sospeso, che lo stato costituzionale è sospeso, mi ha indotto a scrivere”.
Nella sua pagina Facebook ricorre con insistenza Giorgia Meloni. È una sua fan?
“Non ho mai fatto politica direttamente. Io mi considero un tecnico al servizio della politica, ma non un politico. La politica è una cosa molto nobile. Per me è un onore essere al servizio della politica. Ho visto nella Meloni dei contenuti che ho condiviso. Ho trovato in molte sue posizioni una coincidenza con il mio pensiero. Penso all’immigrazione clandestina, all’aborto farmacologico. Questioni che sfiorano il diritto, che vanno affrontate dalla politica e credo che la Meloni le interpreti e proponga di affrontarle nella forma più vicina a quello che anche io penso”.
Per questo si è candidata al Senato?
“Mentre il nostro Paese ha vissuto e vive un momento di crisi profonda tutte le forze sane devono spendersi in prima persona. Ma, lo ripeto, io non sono un politico. Le mie non sono simpatie personali, ma condivisioni di posizione politiche. Mi sta tanto simpatico Fausto Bertinotti. Se dovesse esprimere posizioni simili alle mie non esiterei a dirlo”.
I colleghi nominati con lei li ritiene all’altezza?
“Non giudico nessuno in generale, ma per quello che fanno. Sarà una squadra che lavora, persone stimabili, credo nel gioco di squadra, persone con una preparazione specifica, l'esperto di privacy e quindi trasparenza Busia, il collega penalista Giacomazzo, il magistrato Forteleoi,, l’esperta di whistleblowing Valli, io di gare e di procedure selettive".
Quello di Cantone sarà un fardello pesante?
“Il fardello è quello della corruzione in Italia. Chi ci ha proceduto è stato un apripista. Ma ciò non toglie che si possa fare bene e fare tanto”.
Non la preoccupa questo clima di forte deregulation?
“Sono d’accordo a metà. Io vedo tanta burocrazia che sembra l’ultima a resistere anche al virus. La corruzione si annida dietro gli adempimenti burocratici. Penso alla inutlità di tante norme pure per aprire una gelateria o partecipare a un grande appalto. Speravo in qualcosa di più e di meglio. Invece è stato dato uno strapotere ai commissari, che pigliano lo stipendio e non rispondono a nessuno, lasciando intatta la burocrazia”.