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La presidente dem, Valentina Cuppi 

Pd, Valentina Cuppi: "Le alleanze? È stata ignorata la scelta fatta su Rousseau. Il M5S torna indietro"

La presidente dem: "Sul referendum attendo la Direzione. Capisco chi si esprime per il No. I correttivi previsti non ci sono"
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Valentina Cuppi, presidente del Pd e sindaca di Marzabotto, valeva la pena per il Pd corteggiare tanto i 5Stelle, per ricevere la porta sbattuta in faccia sulle alleanze?
"Non è stato un corteggiamento. Il Pd è stato coerente con quanto fa a livello nazionale, ovvero governa in un'alleanza che funziona e che sta affrontando bene un'emergenza mai vista. Quindi ci è sembrato opportuno replicarla sui territori, ritenendola efficace per opporsi al centrodestra che va unito alle regionali. Però non abbiamo mai pensato a una alleanza strutturale, perché siamo forze politiche distinte e poi le alleanze si decidono senza imposizioni verticistiche".

Comunque il risultato del voto grillino sulla piattaforma Rousseau, a favore dell'accordo con il Pd, non è servito a niente?
"Non fa bene ai 5Stelle chiedere ai loro militanti di esprimersi sulle posizioni dibattute e poi andare in una direzione diversa dal risultato. Non entro n…
Valentina Cuppi, presidente del Pd e sindaca di Marzabotto, valeva la pena per il Pd corteggiare tanto i 5Stelle, per ricevere la porta sbattuta in faccia sulle alleanze?
"Non è stato un corteggiamento. Il Pd è stato coerente con quanto fa a livello nazionale, ovvero governa in un'alleanza che funziona e che sta affrontando bene un'emergenza mai vista. Quindi ci è sembrato opportuno replicarla sui territori, ritenendola efficace per opporsi al centrodestra che va unito alle regionali. Però non abbiamo mai pensato a una alleanza strutturale, perché siamo forze politiche distinte e poi le alleanze si decidono senza imposizioni verticistiche".

Comunque il risultato del voto grillino sulla piattaforma Rousseau, a favore dell'accordo con il Pd, non è servito a niente?
"Non fa bene ai 5Stelle chiedere ai loro militanti di esprimersi sulle posizioni dibattute e poi andare in una direzione diversa dal risultato. Non entro nelle loro dinamiche. Osservo però la frantumazione e una certa anarchia dei grillini, che dovrebbero risolvere".

Ma lei è delusa, arrabbiata per il fallimento delle alleanze?
"Dispiaciuta. Si era fatto un percorso, e qualcuno dei 5Stelle è tornato alla linea precedente".

I nostalgici del patto con Salvini?
"Non lo so. I 5S sono un Movimento con tante anime che ha raccolto l'anti politica: è difficile tenerle insieme tutte. Però è arrivato il momento per loro di scegliere la strada da prendere, dopo un dibattito franco. Del resto passare dalla Lega al Pd è un bel salto".

Un salto mortale?
"Un salto salvifico per loro, io credo".

Il sospetto di voi Dem, è che qualcuno tra i leader grillini sia stato doppiogiochista a proposito degli accordi falliti?
"Non voglio usare questa definizione, ma credo ci sia una confusione tra i livelli decisionali nei 5S. Ora però noi Dem abbiamo la responsabilità di opporci in solitudine al centrodestra, mentre potevamo farlo insieme, come in Liguria".

Insieme avevate più chance di vincere? E questa divisione indebolisce Conte?
"Saremmo stati certo più forti. Insieme sarebbe stato più coerente".

Se il centrosinistra perderà in tante Regioni, ci saranno conseguenze sul governo?
"Non credo ci siano conseguenze sul governo. Ma è chiaro che ci sarà un grado di strumentalizzazione di Salvini e company per usare quell'esito contro il governo. Saremo abbastanza forti da non permetterlo".

Bettini, uno dei leader dem, ipotizza un centrosinistra a tre gambe: Pd, 5S e quella moderata guidata da Renzi. Per questo è accusato di ridurre il Pd ai vecchi Ds. Secondo lei, Bettini sbaglia?
"Noi siamo un partito a vocazione maggioritaria che ha una pluralità di opinioni al suo interno e quella di Bettini è importante. Io penso che bisogna andare avanti, non tornare indietro ai Ds, che bisogna allargare e soprattutto dialogare con i Movimenti, dalle Sardine a quello di Aboubakar Soumahoro".

Referendum sul taglio dei parlamentari. Lei voterà Sì o No?
"Sono la presidente del partito e attendo la discussione nella direzione per esprimermi. Però comprendo la posizione di chi, pur avendo votato Sì alla riforma in Parlamento, ora annuncia di essere per il No, perché erano previsti correttivi che ancora non ci sono. Quindi i timori sono legittimi e giusti. Al rapporto numerico tra cittadini ed eletti i costituenti diedero grande importanza, prevedendo un deputato ogni 80 mila e un senatore ogni 200 mila cittadini. Non si possono pensare tagli lineari in nome del risparmio".

Il Pd in fibrillazione potrebbe scegliere per la libertà di coscienza?
"Lo decideremo in Direzione che si terrà tra poche settimane".

Dove batte il suo cuore, sembrerebbe per il No?
"Il mio cuore batte per la difesa della Costituzione e di una democrazia che quando decide una riforma costituzionale, lo fa in un ridisegno complessivo".