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(ansa)

Marche, i 5S pro accordo col Pd per Mangialardi saranno denunciati ai probiviri

La conferma del senatore Giorgio Fede, uno dei "facilitatori" regionali Cinque Stelle: "La segnalazione è un mio obbligo"
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Saranno denunciati ai probiviri i "dissidenti" del Movimento 5Stelle che hanno chiesto - invano - l'accordo con il Pd per le Regionali nelle Marche. A confermarlo, in avvio di una campagna elettorale già infuocata, il senatore Giorgio Fede, uno dei facilitatori nazionali dei 5S. "I rappresentanti di Pesaro e Jesi che hanno fatto uscite scomposte contro la candidatura del nostro candidato Gian Mario Mario Marcorelli - dice Fede - saranno segnalati ai probiviri. E' mio dovere farlo, visto il ruolo che ricopro". L'ennesima puntata di una faida che sta dilaniando il Movimeto nelle Marche. Alla vigilia di Ferragosto lo stesso Fede aveva estromesso dalla chat regionale dei 5S i tre consiglieri comunali di Pesaro (nel loro Comune protagonisti di una "opposizione dialogante" con l'amministrazione del Pd) che si sono sempre schierati a favore di un'alleanza regionale omologa a quella che sostiene Conte. E a poche ore dalla chiusura delle…
Saranno denunciati ai probiviri i "dissidenti" del Movimento 5Stelle che hanno chiesto - invano - l'accordo con il Pd per le Regionali nelle Marche. A confermarlo, in avvio di una campagna elettorale già infuocata, il senatore Giorgio Fede, uno dei facilitatori nazionali dei 5S. "I rappresentanti di Pesaro e Jesi che hanno fatto uscite scomposte contro la candidatura del nostro candidato Gian Mario Mario Marcorelli - dice Fede - saranno segnalati ai probiviri. E' mio dovere farlo, visto il ruolo che ricopro". L'ennesima puntata di una faida che sta dilaniando il Movimeto nelle Marche. Alla vigilia di Ferragosto lo stesso Fede aveva estromesso dalla chat regionale dei 5S i tre consiglieri comunali di Pesaro (nel loro Comune protagonisti di una "opposizione dialogante" con l'amministrazione del Pd) che si sono sempre schierati a favore di un'alleanza regionale omologa a quella che sostiene Conte. E a poche ore dalla chiusura delle liste gli attivisti di Jesi avevano scritto a Crimi per chiedere il ritiro del simbolo  e di Mercorelli.

Nelle Marche la gran parte dei parlamentari 5S ha impedito la possibilità di un accordo sul nome del candidato del centrosinistra Maurizio Mangialardi. E ora scattano i provvedimenti verso i dissidenti: "Il nostro movimento ha una struttura democratuca - afferma Fede - Il dissenso è lecito ma se si fanno le assemblee nelle quali non si è mai concretizzata una proposta diversa rispetto a quella di una candidatura autonoma, chi ha altre idee deve adeguarsi. Non continuare ad attaccare pubblicamente la linea della maggioranza e chi ne è interprete".

In realtà, il capogruppo di 5S a Pesaro, Lorenzo Lugli, dice che la scelta di non fare un'intesa col Pd "è stata calata dall'alto, in riunioni romane, e comunicata dai nostri parlamentari come cosa fatta. Non si è mai votato su Rousseau sull'alleanza con i dem. E noi sulle intese - dice Lugli - non la pensiamo diversamente da Grillo, Conte o Fico. Nelle Marche è stata fatta una scelta sbagliata, perché alla fine prevarrà il voto utile e la performance di Mercorelli - che noi comunque sosteniamo lelamente - ne risentirà"

Il clima però è sempre più acceso: Mercorelli in un'intervista al Resto del Carlino ha detto, parlando dei consiglieri di Pesaro, che "certe persone vanno messe nelle condizioni di non nuocere". "Parole gravi, violente, che evocano purge di staliniana memoria", la replica dei rappresentati del movimento nel Comune a Nord delle Marche. E ora l'annuncio del deferimento ai probiviri dei "dissidenti".