Decreto Covid, 50 M5S alla Camera contro la proroga dell'intelligence. Il governo pone la fiducia, ed è bagarre
Una fronda di deputati Cinquestelle aveva presentato un emendamento soppressivo della norma che prevede la possibilità di rinnovare l'incarico dei vertici di Dis, Aisi e Aise. Ma il ministro D'Incà ha annunciato la fiducia. Scatenando le proteste della destra e di una parte dei grillini
Nel decreto Covid - che prolunga lo stato d'emergenza fino al 15 ottobre - c'è una norma che modifica la legge sui servizi segreti del 2007, prevedendo la possibilità di rinnovare per quattro anni gli attuali vertici di Dis, Aisi e Aise. Un articolo, secondo i rumors parlamentari, gradito al presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Su questa norma oggi è esplosa una grana per il governo.
Cinquanta deputati M5S hanno sottoscritto un emendamento per sopprimere questo articolo (il decreto è al vaglio della Camera). Una scelta interpretata da molti come una mossa per indebolire il premier, che ha mantenuto la delega ai Servizi. La prima firmataria dell'emendamento è Francesca Dieni, ma nella lista ci sono diversi esponenti di spicco del Movimento: Francesco Silvestri, Marta Grande, Vittoria Baldino, Luigi Iovine, e tutti i membri della commissione affari costituzionali e difesa. Esponenti di varie correnti M5S.
A questo punto però i…
Cinquanta deputati M5S hanno sottoscritto un emendamento per sopprimere questo articolo (il decreto è al vaglio della Camera). Una scelta interpretata da molti come una mossa per indebolire il premier, che ha mantenuto la delega ai Servizi. La prima firmataria dell'emendamento è Francesca Dieni, ma nella lista ci sono diversi esponenti di spicco del Movimento: Francesco Silvestri, Marta Grande, Vittoria Baldino, Luigi Iovine, e tutti i membri della commissione affari costituzionali e difesa. Esponenti di varie correnti M5S.
A questo punto però i…
Nel decreto Covid - che prolunga lo stato d'emergenza fino al 15 ottobre - c'è una norma che modifica la legge sui servizi segreti del 2007, prevedendo la possibilità di rinnovare per quattro anni gli attuali vertici di Dis, Aisi e Aise. Un articolo, secondo i rumors parlamentari, gradito al presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Su questa norma oggi è esplosa una grana per il governo.
Cinquanta deputati M5S hanno sottoscritto un emendamento per sopprimere questo articolo (il decreto è al vaglio della Camera). Una scelta interpretata da molti come una mossa per indebolire il premier, che ha mantenuto la delega ai Servizi. La prima firmataria dell'emendamento è Francesca Dieni, ma nella lista ci sono diversi esponenti di spicco del Movimento: Francesco Silvestri, Marta Grande, Vittoria Baldino, Luigi Iovine, e tutti i membri della commissione affari costituzionali e difesa. Esponenti di varie correnti M5S.
A questo punto però il governo - con il ministro per i rapporti con il Parlamento D'Incà - ha posto la fiducia sul decreto. Evidentemente temendo una saldatura della destra e dei dissidenti M5S nel voto in aula. Provocando l'indignazione delle opposizioni ma anche di parte della maggioranza. I vertici M5S avevano provato a far ritirare la proposta. Invano.
"La normativa che riguarda i Servizi, quindi la sicurezza nazionale, non riguarda alcuni o pochi ma tutti. Sono profondamente contrariata dal voto di fiducia e voglio che resti agli atti", ha detto Francesca Dieni. Naturalmente la destra sfrutta l'occasione: "Mettono la fiducia perché si stanno scannando", ha detto Salvini.
"È assolutamente falso. Si tratta di una iniziativa del tutto estranea alla mia persona. E sia molto chiaro un messaggio: nessuno provi a tirarmi dentro giochini di Palazzo che non mi appartengono nella maniera più assoluta''.
Cinquanta deputati M5S hanno sottoscritto un emendamento per sopprimere questo articolo (il decreto è al vaglio della Camera). Una scelta interpretata da molti come una mossa per indebolire il premier, che ha mantenuto la delega ai Servizi. La prima firmataria dell'emendamento è Francesca Dieni, ma nella lista ci sono diversi esponenti di spicco del Movimento: Francesco Silvestri, Marta Grande, Vittoria Baldino, Luigi Iovine, e tutti i membri della commissione affari costituzionali e difesa. Esponenti di varie correnti M5S.
A questo punto però il governo - con il ministro per i rapporti con il Parlamento D'Incà - ha posto la fiducia sul decreto. Evidentemente temendo una saldatura della destra e dei dissidenti M5S nel voto in aula. Provocando l'indignazione delle opposizioni ma anche di parte della maggioranza. I vertici M5S avevano provato a far ritirare la proposta. Invano.
"La normativa che riguarda i Servizi, quindi la sicurezza nazionale, non riguarda alcuni o pochi ma tutti. Sono profondamente contrariata dal voto di fiducia e voglio che resti agli atti", ha detto Francesca Dieni. Naturalmente la destra sfrutta l'occasione: "Mettono la fiducia perché si stanno scannando", ha detto Salvini.
Di Maio: "Estraneo a emendamento su intelligence"
"Sono nuovamente costretto - ha precisato in una nota il ministro degli Esteri Luigi Di Maio - a smentire retroscena fantasiosi secondo cui verrebbe attribuita al sottoscritto la paternità dell'emendamento M5S in materia di intelligence"."È assolutamente falso. Si tratta di una iniziativa del tutto estranea alla mia persona. E sia molto chiaro un messaggio: nessuno provi a tirarmi dentro giochini di Palazzo che non mi appartengono nella maniera più assoluta''.