Legge elettorale, ora i 5S chiedono il ritorno alle preferenze. Leu apre, freddo il Pd: "Prima votiamo il testo base"
di TIZIANA TESTA
Giuseppe Brescia (ansa)
La proposta arriva da Giuseppe Brescia, presidente della commissione Affari costituzionali e "papà" della legge che al momento prevede i listini bloccati
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Più che movimentata la discussione nella maggioranza sulla legge elettorale. Oggi Giuseppe Brescia, presidente della commissione Affari costituzionali della Camera, deputato M5S, nonché autore della legge, dice: "Nella discussione sulla legge elettorale il Movimento 5 Stelle chiederà di ritornare alle preferenze". Preferenze che erano state nel mirino del Movimento delle origini. Nel testo del Germanicum - o Brescellum (dal nome proprio di Brescia) - al momento invece non vengono modificati i listini bloccati previsti dal Rosatellum.
"Volutamente - spiega Brescia - il testo base a mia firma che voteremo martedì non affronta il tema. Era negli accordi di maggioranza rimettere ogni decisione al dibattito in commissione. Per noi devono essere i cittadini a scegliere chi mandare in Parlamento e non le segreterie di partito. L'abbiamo già detto nei primi incontri di maggioranza e torneremo a ripeterlo per arrivare a una legge elettorale che sia nell'interesse dei cittadini e non dei partiti".
Leu subito apre. "La mia valutazione è che la questione esiste, è un tema che va affrontato. Anche dal dibattito sul referendum emerge la richiesta di dare la possibilità ai cittadini di scegliere gli eletti", dice Federico Fornaro, capogruppo di Leu alla Camera.
E il Pd? "Per ora non mi pronuncio", risponde Emanuele Fiano, relatore della legge. Mentre il deputato e costituzionalista Stefano Ceccanti: "Per ora penso solo che martedì votiamo il testo base nella versione concordata, poi ci sarà tempo per riflettere su tutto. Prima di allora, qualsiasi altra ipotesi è prematura". Chiara la preoccupazione dei dem che hanno appena incassato la calendarizzazione in aula della legge il 28 settembre - tra l'altro dopo il voto regionale e il referendum - e ora temono che il cantiere debba ripartire daccapo.
Scetticismo anche da Italia Viva. "Noi siamo disponibili a discutere di tutto. Non c'è preclusione su nessun argomento. La cosa che non condividiamo è che ogni volta si affronti un pezzettino senza mettere in campo una visione d'insieme", dice il renziano Marco Di Maio che torna a chiedere un impegno ad affrontare il superamento del bicameralismo e la sfiducia costruttiva.
Dal centrodestra si fa avanti Cambiamo, il gruppo che fa capo al governatore della Liguria, Giovanni Toti. "Sosteniamo il sistema elettorale maggioritario e per questo, di fronte all'insistenza della maggioranza sul proporzionale, ci siamo espressi da tempo in favore delle preferenze", dicono in una nota i deputati del gruppo.