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Elezioni comunali, per chi è in quarantena impossibile votare il 20 e 21 settembre. Colpa di un baco nel regolamento

Escluse le città che non hanno un ospedale Covid. Lo stanno segnalando le prefetture di mezza Italia
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C'è un problema: il 20 e il 21 settembre migliaia di cittadini italiani, dal Veneto alla Sicilia, non potranno votare per le elezioni comunali. Sono gli uomini e le donne che si trovano in quarantena per il Covid19, sia che siano malati sia se si trovano in isolamento fiduciario in attesa dell'esito di un tampone.

Il regolamento pensato dal Governo ha infatti un buco che in queste ore le Prefetture di mezza Italia stanno segnalando. E che, se non sanato, potrebbe provocare problemi non di poco conto. Lo sanno all'Anci. Lo sanno al Viminale dove in queste ore stanno cercando di trovare una soluzione alternativa. E se ne stanno accorgendo anche nei Comuni che saranno chiamati al voto. "È fin troppo evidente - dice il vicesindaco di Parma, Marco Bosi, tra i primi a sollevare il caso - che un ricorso al Tar di un elettore a cui viene negato il diritto di voto farebbe invalidare le elezioni comunali, con indizione di nuove elezioni e spreco di denaro pubblic…
C'è un problema: il 20 e il 21 settembre migliaia di cittadini italiani, dal Veneto alla Sicilia, non potranno votare per le elezioni comunali. Sono gli uomini e le donne che si trovano in quarantena per il Covid19, sia che siano malati sia se si trovano in isolamento fiduciario in attesa dell'esito di un tampone.

Il regolamento pensato dal Governo ha infatti un buco che in queste ore le Prefetture di mezza Italia stanno segnalando. E che, se non sanato, potrebbe provocare problemi non di poco conto. Lo sanno all'Anci. Lo sanno al Viminale dove in queste ore stanno cercando di trovare una soluzione alternativa. E se ne stanno accorgendo anche nei Comuni che saranno chiamati al voto. "È fin troppo evidente - dice il vicesindaco di Parma, Marco Bosi, tra i primi a sollevare il caso - che un ricorso al Tar di un elettore a cui viene negato il diritto di voto farebbe invalidare le elezioni comunali, con indizione di nuove elezioni e spreco di denaro pubblico".

Tutto parte da una circolare inviata dal Ministero degli Interni il 18 agosto scorso, dopo le indicazioni del Comitato scientifico, con la quale vengono indicate le operazioni di voto. All'articolo 3 si organizza l'"esercizio domiciliare del voto per gli elettori sottoposti a trattamento domiciliare, o in condizioni di quarantena. O di isolamento fiduciario per Covid19".

La norma prevede che gli elettori che si trovano in una delle situazioni di isolamento da Covid devono predisporre una comunicazione al proprio Comune. Con la collaborazione della Asl, viene istituito un seggio "volante", organizzato dal "Comune in cui sono ubicate le strutture sanitarie che ospitano reparti Covid 19", si legge nel testo, che dovrà prendere il voto a domicilio delle persone in isolamento.

La norma vale, sulla carta, per tutte le elezioni: referendum e regionali. Ma in realtà, si è scoperto in queste ore, restano fuori le comunali di quelle città che non hanno un ospedale Covid.

Per spiegare il perché è utile usare un esempio. Prendiamo il caso dell'area metropolitana di Bari, per esempio, dove governa proprio il presidente dell'Anci, Antonio Decaro. Si vota a Corato, città della provincia, che non ha ospedale Covid. Chi si trova in isolamento deve comunicarlo a Bari, quindi. Così come prevedono le disposizioni del ministero degli interni, dovrà essere il Comune di Bari a formare il "seggio volante", "simile - spiegano i tecnici - a quelli che ci sono negli ospedali". Gli elettori di Corato potranno quindi, restando a casa, votare per il referendum. Per le regionali, visto che in Puglia si vota anche per eleggere il nuovo Governatore. Ma non potranno scegliere il nuovo loro sindaco. Perché?

"Il comune di Bari non può allestire anche un seggio per le comunali di Corato". Quindi? "Quindi i cittadini non potranno votare per le comunali del loro paese. Come se fossero in ospedale fuori città" spiegano fonti delle Prefetture.

Il problema, però, è che non lo sono. Ma, al contrario, si trovano in città e verrà negato loro un diritto, quello di eleggere i propri rappresentanti. "Un pasticcio" ammettono dall'Anci, certi che qualcosa andrà probabilmente fatto nelle prossime ore. Per evitare un nuovo blocco. Questa volta della democrazia.