Politica

M5s, riunione segreta dei big in via Arenula. Ma Di Battista non c'era

Davide Casaleggio (ansa)
Leadership e rapporto con Casaleggio i temi al centro dell'incontro che si è tenuto presso la sede del ministero della Giustizia. Idea di un ritorno in piazza per rilanciare il Movimento
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Il difficile rapporto con Davide Casaleggio e il nodo della leadership del Movimento. Sarebbero questi i temi al centro di un incontro segreto tra i big M5s che si sarebbe tenuto presso la sede del ministero della Giustizia in via Arenula a Roma. Erano presenti, oltre al Guardasigilli Alfonso Bonafede, anche il capo politico Vito Crimi, Luigi Di Maio, Riccardo Fraccaro, Stefano Buffagni, il capogruppo alla Camera Davide Crippa, Stefano Patuanelli.



Grande assente Alessandro Di Battista, in campo per tornare ai posti di comando del Movimento e uno dei pochi big considerato ancora vicino a Casaleggio, mentre Paola Taverna e l'altro capogruppo, Gianluca Perilli, non hanno potuto prendere parte alla riunione per impegni personali. Al centro dell'incontro la futura leadership del Movimento dunque, ma anche i rapporti sempre più complicati e tesi con Davide Casaleggio, dopo che Crimi, il reggente del Movimento, ha scatenato la protesta dei parlamentari grillini lanciando l'ipotesi di un nuovo voto-lampo su Rousseau per decidere la governance grillina (direttorio o leader unico). Per la guida collegiale sarebbe schierata la base del Movimento, gran parte dei parlamentari, Luigi Di Maio e parte della squadra di governo. Casaleggio invece spinge per il leader unico, aprendo la strada a Di Battista. La stessa sindaca di Roma Virginia Raggi ieri ha dichiarato che solo un esponente cinquestelle attualmente privo incarichi potrebbe rivestire il ruolo di leader. Parole interpretabili come un appoggio indiretto a Dibba.

Da dopo il voto su Rousseau di metà agosto che ha sancito il superamento della regola dei due mandati e l'apertura alle alleanze sui territori, è andato sempre più aumentando il malcontento fra i parlamentari cinquestelle che mal digeriscono le ingerenze di Davide Casaleggio sulla gestione politica Movimento. Una vera e propria 'guerra fredda', stigmatizza uno dei partecipanti alla riunione i rapporti sulla direttrice Roma-Milano. Due realtà legate a doppio nodo anche per una serie di cavilli legali, non ultimi simbolo e associazione M5S.


Sulla futura leadership, si sarebbe ragionato sulla possibilità di anticipare la scelta tra capo politico o organo collegiale prima degli Stati generali, voce che ieri ha mandato in fibrillazione i parlamentari grillini. Ma si è anche parlato delle difficoltà che il Movimento vive al suo interno, non solo con gli eletti ma anche con la base, tanto da considerare la possibilità di un imminente ritorno in piazza, con una mega manifestazione a sostegno del sì al referendum sul taglio dei parlamentari.



 
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