✕

Covid, positivo il candidato del centrosinistra in Veneto Lorenzoni: "Continuo la campagna da remoto. Auguri a Berlusconi"

L'ex vicesindaco di Padova: "Invito chi è entrato in contatto con me a fare i controlli. Ho poche linee di febbre"
2 minuti di lettura
Arturo Lorenzoni, il candidato del centrosinistra nella sfida impossibile al leghista Luca Zaia per le Regionali in Veneto, ex vicesindaco di Padova, docente, sposato con tre figli, è sommerso da messaggi e telefonate di solidarietà e incoraggiamento. A due settimane dal voto, è risultato positivo al coronavirus. D'ora in poi la campagna elettorale sarà sono da remoto. "Positivo come Berlusconi? Beh, sono in buona compagnia... faccio gli auguri a lui, a me stesso e a tutti i positivi. Spero però, avendo qualche anno in meno, di non andare in ospedale".
  
Lorenzoni, già la corsa per governatore contro Zaia è quasi senza speranza, ora si è anche ammalato. Dove si è contagiato? E come continuerà la campagna elettorale?  
"Ho fatto centinaia e centinaia di iniziative in presenza, ho incontrato migliaia di persone adottando le massime regole di sicurezza: distanziamento, mascherina. Ma …
Arturo Lorenzoni, il candidato del centrosinistra nella sfida impossibile al leghista Luca Zaia per le Regionali in Veneto, ex vicesindaco di Padova, docente, sposato con tre figli, è sommerso da messaggi e telefonate di solidarietà e incoraggiamento. A due settimane dal voto, è risultato positivo al coronavirus. D'ora in poi la campagna elettorale sarà sono da remoto. "Positivo come Berlusconi? Beh, sono in buona compagnia... faccio gli auguri a lui, a me stesso e a tutti i positivi. Spero però, avendo qualche anno in meno, di non andare in ospedale".
  
Lorenzoni, già la corsa per governatore contro Zaia è quasi senza speranza, ora si è anche ammalato. Dove si è contagiato? E come continuerà la campagna elettorale?  
"Ho fatto centinaia e centinaia di iniziative in presenza, ho incontrato migliaia di persone adottando le massime regole di sicurezza: distanziamento, mascherina. Ma evidentemente non è bastato. Invito chi è entrato in contatto con me a fare i controlli. Ho poche linee di febbre.  Io comunque continuerò la campagna elettorale da remoto". 

Cioè si collega alle iniziative e agli appuntamenti elettorali da casa?  
"Sì. Dalle quattro mura di casa mia sarò presente alle iniziative. Abbiamo oggi dovuto cancellarne due a Bassano, ma stasera mi collegherò con quella di Vigonza, via Skype o qualsiasi altra piattaforma telematica preferiscano. Domani era prevista una manifestazione di piazza con Elly Schlein, vedremo ora come fare".  

Ha contagiato anche la sua famiglia? 
"Due dei miei tre figli sono fuori in vacanza, l'altro e mia moglie sono risultati negativi". 

Se già era una acrobazia sfidare Zaia, adesso lo è ancora di più? 
"Mah, faccio buon viso a cattivo gioco. Forse sarò più presente in assenza e magari raggiungo più persone e riesco ad essere più conosciuto e anche efficace". 

Negli ultimi sondaggi di oggi è dato con uno stacco impressionante da Zaia, di quaranta punti o giù di lì. Ma chi glielo ha fatto fare a candidarsi?  
"I sondaggi non li prendo per buoni. Certo Zaia è molto forte. Però nel 2017 quando  mi presentai a Padova mi davano all'11% e poi raggiunsi il 23%. Penso anche adesso di recuperare. Ma la ragione della mia candidatura è quella di avviare un percorso di riunificazione delle forze democratiche. Riaggregare il centrosinistra attorno a un progetto comune è il mio obiettivo: dalla sinistra ai civici". 

Intanto i renziani le hanno candidato contro Daniela Sbrollini. L'unità sembra lontana e la Sbrollini le toglie voti. 
"Quanti?! No, mi dispiace che si sia candidata. Ho parlato con gli esponenti locali di Italia Viva, ma gli ordini sono arrivati da Roma...". 

Lei sta correndo, si sta impegnando - adesso anche con il Covid - per una partita regionale già chiusa? 
"È una partita che si gioca in più tempi. Zaia sfrutta una incredibile visibilità mediatica personale. Ma noi cominciamo a costruire un progetto che durerà e darà frutti".