Ecco il "decalogo" di Zingaretti che rivoluzionerà le Camere
Liana Milella , di LIANA MILELLALa sfida del segretario Pd per superare il bicameralismo. Il documento approderà in Parlamento la prossima settimana, ma Repubblica lo ha visionato in anteprima
ROMA - Dieci articoli, un decalogo per superare il bicameralismo paritario e rendere le Regioni protagoniste dei lavori del Senato. Che Repubblica ha visto in anteprima. Un testo già pronto, un “articolato”, brutto tecnicismo per riassumere con una parola la scansione dei singoli articoli - dieci, per l’appunto - che saranno depositati e cambieranno profondamente l’attuale vita parlamentare. Quelle due Camere, Montecitorio e Palazzo Madama, che fanno esattamente le stesse cose. Con una perdita di tempo che è sotto gli occhi di tutti. Non mancheranno, di certo, anche questa volta gli appelli per lasciare tutto com’è, all’insegna della Costituzione per l’eternità in naftalina, ma il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, ci punta tutto.
Tant’è che al giorno “x” - la prossima settimana quando il “decalogo” verrà presentato con una conferenza stampa - mancano solo pochi passi:…
Tant’è che al giorno “x” - la prossima settimana quando il “decalogo” verrà presentato con una conferenza stampa - mancano solo pochi passi:…
ROMA - Dieci articoli, un decalogo per superare il bicameralismo paritario e rendere le Regioni protagoniste dei lavori del Senato. Che Repubblica ha visto in anteprima. Un testo già pronto, un “articolato”, brutto tecnicismo per riassumere con una parola la scansione dei singoli articoli - dieci, per l’appunto - che saranno depositati e cambieranno profondamente l’attuale vita parlamentare. Quelle due Camere, Montecitorio e Palazzo Madama, che fanno esattamente le stesse cose. Con una perdita di tempo che è sotto gli occhi di tutti. Non mancheranno, di certo, anche questa volta gli appelli per lasciare tutto com’è, all’insegna della Costituzione per l’eternità in naftalina, ma il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, ci punta tutto.
Tant’è che al giorno “x” - la prossima settimana quando il “decalogo” verrà presentato con una conferenza stampa - mancano solo pochi passi: una conference call in cui Zingaretti e i materiali estensori - il deputato Stefano Ceccanti, il senatore Dario Parrini, la responsabile Riforme del Pd, Roberta Pinotti - faranno l’ultimo check sul testo. Che nasce sulle idee dell’ex presidente della Camera, Luciano Violante, e del costituzionalista Enzo Cheli. A Parrini, presidente della commissione Affari costituzionali del Senato, strappiamo una battuta: “Dopo il Sì al referendum bisogna accelerare sulle riforme di sistema. Non c'è un minuto da perdere. La riduzione del numero dei parlamentari è un punto di partenza, non uno di arrivo"
Il presidente della Repubblica, in aggiunta al potere di nomina dei ministri su proposta del premier, avrà anche il potere di revocarli, ma su indicazione dello stesso premier. Oggi invece un ministro può essere mandato a casa solo dopo una mozione di sfiducia individuale. Anche questo meccanismo è in sintonia con quello tedesco.
Le due Camere, che pure restano entrambe elette a suffragio universale e sono titolari in maniera condivisa del potere di dare la fiducia, avranno funzioni diverse. Anche la riforma costituzionale Renzi-Boschi del 2016 (bocciata nel referendum del 4 dicembre di quell’anno) perseguiva lo stesso obiettivo, ma togliendo al Senato il potere di dare la fiducia ed eliminando la sua elezione diretta. Nel “decalogo” di Zingaretti, invece, il Senato resta ad elezione diretta e sarà anche contitolare della fiducia. Ma le due Camere avranno compiti differenti. Vediamo quali.
Tant’è che al giorno “x” - la prossima settimana quando il “decalogo” verrà presentato con una conferenza stampa - mancano solo pochi passi: una conference call in cui Zingaretti e i materiali estensori - il deputato Stefano Ceccanti, il senatore Dario Parrini, la responsabile Riforme del Pd, Roberta Pinotti - faranno l’ultimo check sul testo. Che nasce sulle idee dell’ex presidente della Camera, Luciano Violante, e del costituzionalista Enzo Cheli. A Parrini, presidente della commissione Affari costituzionali del Senato, strappiamo una battuta: “Dopo il Sì al referendum bisogna accelerare sulle riforme di sistema. Non c'è un minuto da perdere. La riduzione del numero dei parlamentari è un punto di partenza, non uno di arrivo"