Strappo di Casaleggio, 5Stelle verso la scissione
Emanuele Lauria , Annalisa Cuzzocrea , di ANNALISA CUZZOCREA e EMANUELE LAURIAIl presidente di Rousseau: "Pronto a togliere il supporto della piattaforma e a sostenere altri movimenti". Di Battista con lui. Altolà dai big M5S: "Intervento arbitrario sul blog"
Anniversario di matrimonio con annuncio di divorzio. La faida grillina diventa uno psicodramma nel giorno in cui il Movimento celebra gli undici anni. Undici anni di legame fra la famiglia Casaleggio e i 5s che si risolve da un lato con la minaccia del figlio del fondatore di togliere il supporto di Rousseau se "il capo politico decidesse di trasformare i 5S in partito". Dall'altro lato, in serata, ecco il clamoroso ammutinamento del gruppo dirigente: "Davide Casaleggio - dettano i membri del collegio di garanzia - parla a titolo personale e non rappresenta i 5 Stelle". Testuale.
Nei fatti la scissione che già c'è. La giornata della festa - si fa per dire - si apre con un post sul Blog delle Stelle di Davide Casaleggio, ormai in totale rottura con i parlamentari. E soprattutto con i vertici, dai quali si sente tradito: "Ho dovuto sopportare insinuazioni, attacchi e calunnie nei miei confronti e nei confronti di mio padre anche da persone…
Nei fatti la scissione che già c'è. La giornata della festa - si fa per dire - si apre con un post sul Blog delle Stelle di Davide Casaleggio, ormai in totale rottura con i parlamentari. E soprattutto con i vertici, dai quali si sente tradito: "Ho dovuto sopportare insinuazioni, attacchi e calunnie nei miei confronti e nei confronti di mio padre anche da persone…
Anniversario di matrimonio con annuncio di divorzio. La faida grillina diventa uno psicodramma nel giorno in cui il Movimento celebra gli undici anni. Undici anni di legame fra la famiglia Casaleggio e i 5s che si risolve da un lato con la minaccia del figlio del fondatore di togliere il supporto di Rousseau se "il capo politico decidesse di trasformare i 5S in partito". Dall'altro lato, in serata, ecco il clamoroso ammutinamento del gruppo dirigente: "Davide Casaleggio - dettano i membri del collegio di garanzia - parla a titolo personale e non rappresenta i 5 Stelle". Testuale.
Nei fatti la scissione che già c'è. La giornata della festa - si fa per dire - si apre con un post sul Blog delle Stelle di Davide Casaleggio, ormai in totale rottura con i parlamentari. E soprattutto con i vertici, dai quali si sente tradito: "Ho dovuto sopportare insinuazioni, attacchi e calunnie nei miei confronti e nei confronti di mio padre anche da persone che grazie al nostro lavoro ricoprono oggi posizioni importanti". Il presidente dell'associazione Rousseau ricorda che "i portavoce sono dipendenti dei cittadini" e rammenta che il padre Gianroberto aveva pensato a un movimento che "non sarebbe mai diventato partito, non solo come struttura, ma soprattutto come mentalità". E nell'indicare i mali del partitismo, Casaleggio critica indirettamente gli assetti e i propositi dei "governisti" 5s: mette sotto accusa i soggetti politici nei quali "un gruppo di persone decide tutto per tutti", che "non mettono limiti ai mandati parlamentari" e che "non si autofinanziano". Chiaro attacco, quest'ultimo, alla rivolta dei parlamentari che non vogliono più versare il loro contributo mensile da 300 euro all'associazione Rousseau. Ecco perché Casaleggio sancisce nei fatti lo strappo, ratificando l'uso non più esclusivo della piattaforma da parte del Movimento: "Gli strumenti di partecipazione che abbiamo creato in questi anni - dice il figlio di Gianroberto - sono a disposizione di tutti... movimenti, associazioni e organizzazioni che come noi nel mondo vogliono dare voce alle persone". Il lungo messaggio ha l'effetto dello shock. Viene immediatamente rilanciato da Alessandro Di Battista, il frontman che cerca di picconare i vertici 5S accostandoli ai capi dell'Udeur, e da alcuni esponenti a lui vicini come Barbara Lezzi, Raphael Raduzzi, Max Bugani. Nelle surriscaldate chat domenicali la parola "scissione" è la più usata. Prorompe Bugani: "Gli scissionisti non sono Casaleggio, Di Battista, Corrao, il sottoscritto, non possono essere quelli che - afferma tra l'altro mettendo nel mirino Di Maio - vorrebbero vedere nomine diverse dai compagni di liceo".
In questo pomeriggio di gelo improvviso, Beppe Grillo ricorda che i 5 Stelle furono battezzati il giorno di San Francesco perché la loro, all'inizio era "una politica senza soldi". Chissà se anche lui si riferisce ai parlamentari morosi. Luigi Di Maio se la cava con un appello "a restare uniti" e il presidente della Camera Roberto Fico lancia un messaggio agli ortodossi: "Il Movimento non potrà più essere quello delle origini". Le dichiarazioni di maniera lasciano posto, però, a una nota del comitato dei garanti (di cui fa parte il reggente Vito Crimi) in cui si afferma che "il Blog delle Stelle è il canale ufficiale del M5s e Davide Casaleggio non ricopre alcuna carica nel Movimento 5 Stelle. Il post a firma Davide Casaleggio - scrivono i garanti - rappresenta una sua iniziativa, personale e arbitraria". E ancora: "il fatto che il Blog delle Stelle sia gestito dall'associazione Rousseau non autorizza il suo presidente a utilizzarla per veicolare messaggi personali non condivisi con gli organi del M5S". Così, nel frattempo, l'intervento di Casaleggio jr. viene cancellato dalla pagina Facebook del Movimento. I "nipotini" di Gianroberto spodestano il figlio con gesto plateale. E in serata, in chat, festeggiano la mossa come fosse una liberazione.
Nei fatti la scissione che già c'è. La giornata della festa - si fa per dire - si apre con un post sul Blog delle Stelle di Davide Casaleggio, ormai in totale rottura con i parlamentari. E soprattutto con i vertici, dai quali si sente tradito: "Ho dovuto sopportare insinuazioni, attacchi e calunnie nei miei confronti e nei confronti di mio padre anche da persone che grazie al nostro lavoro ricoprono oggi posizioni importanti". Il presidente dell'associazione Rousseau ricorda che "i portavoce sono dipendenti dei cittadini" e rammenta che il padre Gianroberto aveva pensato a un movimento che "non sarebbe mai diventato partito, non solo come struttura, ma soprattutto come mentalità". E nell'indicare i mali del partitismo, Casaleggio critica indirettamente gli assetti e i propositi dei "governisti" 5s: mette sotto accusa i soggetti politici nei quali "un gruppo di persone decide tutto per tutti", che "non mettono limiti ai mandati parlamentari" e che "non si autofinanziano". Chiaro attacco, quest'ultimo, alla rivolta dei parlamentari che non vogliono più versare il loro contributo mensile da 300 euro all'associazione Rousseau. Ecco perché Casaleggio sancisce nei fatti lo strappo, ratificando l'uso non più esclusivo della piattaforma da parte del Movimento: "Gli strumenti di partecipazione che abbiamo creato in questi anni - dice il figlio di Gianroberto - sono a disposizione di tutti... movimenti, associazioni e organizzazioni che come noi nel mondo vogliono dare voce alle persone". Il lungo messaggio ha l'effetto dello shock. Viene immediatamente rilanciato da Alessandro Di Battista, il frontman che cerca di picconare i vertici 5S accostandoli ai capi dell'Udeur, e da alcuni esponenti a lui vicini come Barbara Lezzi, Raphael Raduzzi, Max Bugani. Nelle surriscaldate chat domenicali la parola "scissione" è la più usata. Prorompe Bugani: "Gli scissionisti non sono Casaleggio, Di Battista, Corrao, il sottoscritto, non possono essere quelli che - afferma tra l'altro mettendo nel mirino Di Maio - vorrebbero vedere nomine diverse dai compagni di liceo".
In questo pomeriggio di gelo improvviso, Beppe Grillo ricorda che i 5 Stelle furono battezzati il giorno di San Francesco perché la loro, all'inizio era "una politica senza soldi". Chissà se anche lui si riferisce ai parlamentari morosi. Luigi Di Maio se la cava con un appello "a restare uniti" e il presidente della Camera Roberto Fico lancia un messaggio agli ortodossi: "Il Movimento non potrà più essere quello delle origini". Le dichiarazioni di maniera lasciano posto, però, a una nota del comitato dei garanti (di cui fa parte il reggente Vito Crimi) in cui si afferma che "il Blog delle Stelle è il canale ufficiale del M5s e Davide Casaleggio non ricopre alcuna carica nel Movimento 5 Stelle. Il post a firma Davide Casaleggio - scrivono i garanti - rappresenta una sua iniziativa, personale e arbitraria". E ancora: "il fatto che il Blog delle Stelle sia gestito dall'associazione Rousseau non autorizza il suo presidente a utilizzarla per veicolare messaggi personali non condivisi con gli organi del M5S". Così, nel frattempo, l'intervento di Casaleggio jr. viene cancellato dalla pagina Facebook del Movimento. I "nipotini" di Gianroberto spodestano il figlio con gesto plateale. E in serata, in chat, festeggiano la mossa come fosse una liberazione.