Il centrodestra si prepara alle prossime Comunali: candidati non politici ma civici nella grandi città
Vertice tra Salvini, Meloni e Tajani sulla strategia di coalizione alle amministrative 2021: entro novembre vanno scelti sui territori i nomi migliori in modo da poter partire in tempo per una campagna elettorale. La leader di Fratelli d'Italia: "Partecipiamo per vincere". No al voto a distanza per il Parlamento
Archiviata l'ipotesi di mettere in campo i big per le sfide del Campidoglio, Milano, Torino, Napoli e Bologna, banco di prova per la riscossa della coalizione, ora si punta su candidati che non hanno esperienze di partito, meglio ancora se espressione della società civile e del mondo del fare, dalle imprese alle professioni. Servono volti nuovi e competitivi, possibilmente fuori dalla politica. Il centrodestra cambia schema: è l'accordo raggiunto da Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Antonio Tajani, dopo circa un'ora e mezzo di vertice negli uffici della Lega al Senato (dove era presente pure Giancarlo Giorgetti): entro novembre vanno scelti collegialmente sui territori i nomi migliori da spendere alle prossime amministrative in modo da poter partire in tempo per una campagna elettorale.
Sul cambio di schema sembrano aver inciso i risultati del voto regionale e i deludenti ballottaggi delle comunali. "Le sconfitte bruciano", dice non a caso Salvini. …
Sul cambio di schema sembrano aver inciso i risultati del voto regionale e i deludenti ballottaggi delle comunali. "Le sconfitte bruciano", dice non a caso Salvini. …
Archiviata l'ipotesi di mettere in campo i big per le sfide del Campidoglio, Milano, Torino, Napoli e Bologna, banco di prova per la riscossa della coalizione, ora si punta su candidati che non hanno esperienze di partito, meglio ancora se espressione della società civile e del mondo del fare, dalle imprese alle professioni. Servono volti nuovi e competitivi, possibilmente fuori dalla politica. Il centrodestra cambia schema: è l'accordo raggiunto da Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Antonio Tajani, dopo circa un'ora e mezzo di vertice negli uffici della Lega al Senato (dove era presente pure Giancarlo Giorgetti): entro novembre vanno scelti collegialmente sui territori i nomi migliori da spendere alle prossime amministrative in modo da poter partire in tempo per una campagna elettorale.
Sul cambio di schema sembrano aver inciso i risultati del voto regionale e i deludenti ballottaggi delle comunali. "Le sconfitte bruciano", dice non a caso Salvini. Dopo le regionali e soprattutto, dopo la battuta di arresto ai ballottaggi delle comunali il leader della Lega, Meloni e Tajani, adesso hanno provato a dare una accelerazione al percorso che tra un mese circa permetterà di conoscere "nomi e cognomi" dei candidati sindaci nelle principali città italiane.
Nel vertice con i tre leader, oltre a Giorgetti, erano presenti Ignazio La Russa per Fdi e Licia Ronzulli per Forza Italia. Meloni assicura che c'è stato un "ottimo clima" al 'trilaterale' di stamattina. Meloni spiega così l'esito del vertice: "Partecipiamo per vincere, quindi, abbiamo stabilito un metodo: non si parte dai partiti, si parte dai candidati. Dalle persone che possano rappresentare una proposta vincente, credibile, anche guardando al di fuori dei partiti, quando necessario, per cercare anche figure che siano espressione della società civile. Ci siamo dati l'obiettivo di lavorare velocemente perché - sottolinea - vogliamo mettere in campo queste proposte nel minore tempo possibile. Spero che già entro novembre avremo tutti i candidati delle grandi città".
Altro che voto telematico, assicura il leader della Lega, "la maggioranza è maggioranza? Allora venga a lavorare. È inaccettabile - avverte Salvini - che i decreti vengano rimandati perché non ci sono i parlamentari di maggioranza in Aula...". Antonio Tajani aggiunge: "Il Covid colpisce tutti e riguarda tutti: non è che va a cercare i partiti di sinistra e non quelli di centrodestra...".
"Anche nel Parlamento europeo - dice il numero due di Forza Italia - c'è il voto a distanza, con la semplice differenza che lì vengono parlamentari da tutta l'Europa e anche da realtà dove c'è una percentuale di contagio altissima e sarebbe pericolosissimo viaggiare. Quindi si tratta di una situazione ben diversa dalla nostra. In Italia, finché c'è questa situazione, si può continuare a votare normalmente". Secondo Meloni il "racconto della maggioranza" su quanto accaduto alla Camera è "falsato": "i numeri dei contagiati alla Camera è molto inferiore alle assenze nella maggioranza".
Sul cambio di schema sembrano aver inciso i risultati del voto regionale e i deludenti ballottaggi delle comunali. "Le sconfitte bruciano", dice non a caso Salvini. Dopo le regionali e soprattutto, dopo la battuta di arresto ai ballottaggi delle comunali il leader della Lega, Meloni e Tajani, adesso hanno provato a dare una accelerazione al percorso che tra un mese circa permetterà di conoscere "nomi e cognomi" dei candidati sindaci nelle principali città italiane.
Nel vertice con i tre leader, oltre a Giorgetti, erano presenti Ignazio La Russa per Fdi e Licia Ronzulli per Forza Italia. Meloni assicura che c'è stato un "ottimo clima" al 'trilaterale' di stamattina. Meloni spiega così l'esito del vertice: "Partecipiamo per vincere, quindi, abbiamo stabilito un metodo: non si parte dai partiti, si parte dai candidati. Dalle persone che possano rappresentare una proposta vincente, credibile, anche guardando al di fuori dei partiti, quando necessario, per cercare anche figure che siano espressione della società civile. Ci siamo dati l'obiettivo di lavorare velocemente perché - sottolinea - vogliamo mettere in campo queste proposte nel minore tempo possibile. Spero che già entro novembre avremo tutti i candidati delle grandi città".
Centrodestra contrario al voto a distanza per il Parlamento
Il centrodestra è contrario al voto a distanza per il Parlamento. Al termine del vertice dei leader di coalizione sulle prossime strategie elettorali, è Matteo Salvini il primo a bacchettare la maggioranza giallorossa, sottolineando che il problema delle assenze in Aula dei parlamentari in quarantena e il rischio di far mancare il numero legale su provvedimenti governativi importanti come quelli che riguardano il bilancio dello Stato, "si risolve lavorando".Altro che voto telematico, assicura il leader della Lega, "la maggioranza è maggioranza? Allora venga a lavorare. È inaccettabile - avverte Salvini - che i decreti vengano rimandati perché non ci sono i parlamentari di maggioranza in Aula...". Antonio Tajani aggiunge: "Il Covid colpisce tutti e riguarda tutti: non è che va a cercare i partiti di sinistra e non quelli di centrodestra...".
"Anche nel Parlamento europeo - dice il numero due di Forza Italia - c'è il voto a distanza, con la semplice differenza che lì vengono parlamentari da tutta l'Europa e anche da realtà dove c'è una percentuale di contagio altissima e sarebbe pericolosissimo viaggiare. Quindi si tratta di una situazione ben diversa dalla nostra. In Italia, finché c'è questa situazione, si può continuare a votare normalmente". Secondo Meloni il "racconto della maggioranza" su quanto accaduto alla Camera è "falsato": "i numeri dei contagiati alla Camera è molto inferiore alle assenze nella maggioranza".