Il ritorno di Pera e Tremonti, consiglieri 'illuminati' di Salvini e Meloni
di CARMELO LOPAPAI leader di Lega e FdI "folgorati" da due pezzi da novanta del pensiero liberale della Seconda Repubblica berlusconiana
Galeotto, raccontano, è stato Denis Verdini. Papà di Francesca, fidanzata di Matteo Salvini. E' stato l'ex coordinatore di Forza Italia - uscito dalla scena politica ma non da quella giudiziaria - ad avvicinare poco prima dell'estate il "genero" al suo amico di vecchia data, il professor Marcello Pera.
Piano piano, stando a quanto riportano importanti fonti leghiste, l'iniziale timore reverenziale del segretario verso l'accademico con passato istituzionale si è trasformato in curioso ascolto. Fino alla folgorazione sulla via del pensiero liberale, dell'ex presidente del Senato, tra i fondatori di Forza Italia.
Gli incontri e i caffè e i tè si sono succeduti anche nelle ultime settimane. Fino all'ammissione di queste ore da parte del leader del centrodestra: "L'ho incontrato più volte insieme ad altre teste pensanti. Abbiamo bisogno di cervelli per ragionare sul futuro - ha ammesso al…
Piano piano, stando a quanto riportano importanti fonti leghiste, l'iniziale timore reverenziale del segretario verso l'accademico con passato istituzionale si è trasformato in curioso ascolto. Fino alla folgorazione sulla via del pensiero liberale, dell'ex presidente del Senato, tra i fondatori di Forza Italia.
Gli incontri e i caffè e i tè si sono succeduti anche nelle ultime settimane. Fino all'ammissione di queste ore da parte del leader del centrodestra: "L'ho incontrato più volte insieme ad altre teste pensanti. Abbiamo bisogno di cervelli per ragionare sul futuro - ha ammesso al…
Galeotto, raccontano, è stato Denis Verdini. Papà di Francesca, fidanzata di Matteo Salvini. E' stato l'ex coordinatore di Forza Italia - uscito dalla scena politica ma non da quella giudiziaria - ad avvicinare poco prima dell'estate il "genero" al suo amico di vecchia data, il professor Marcello Pera.
Piano piano, stando a quanto riportano importanti fonti leghiste, l'iniziale timore reverenziale del segretario verso l'accademico con passato istituzionale si è trasformato in curioso ascolto. Fino alla folgorazione sulla via del pensiero liberale, dell'ex presidente del Senato, tra i fondatori di Forza Italia.
Gli incontri e i caffè e i tè si sono succeduti anche nelle ultime settimane. Fino all'ammissione di queste ore da parte del leader del centrodestra: "L'ho incontrato più volte insieme ad altre teste pensanti. Abbiamo bisogno di cervelli per ragionare sul futuro - ha ammesso al Corriere della Sera - come fece a suo tempo Berlusconi. Le idee di Pera sono stimolanti". Quale idea? "Quella della necessità di una rivoluzione liberale", è stata la risposta sorprendente del capo dei sovranisti italiani e europei. Musica per le orecchie dei forzisti, pronti ad applaudire la svolta moderata, anzi liberale del loro alleato più ingombrante. Il filosofo Pera, oggi 77 anni, è rimasto spiazzato e stupito da tanto clamore. Ma si sa, è il destino di tutto ciò che si avvicina al "Re Mida" della propaganda social e mediatica.
Che poi, a volerla dire tutta, l'ex presidente del Senato non è il solo pezzo da novanta della Seconda Repubblica berlusconiana che si ritrova inaspettatamente nelle vesti di "gran consigliere" di un leader sovranista. Già, perché anche Giorgia Meloni coi suoi non fa mistero di sentire, consultarsi e di tanto in tanto di incontrare l'ex ministro dell'Economia Giulio Tremonti.
Ci sarebbe il professore tributarista dietro talune proposte come i "bond patriottici" lanciati mesi fa dalla fondatrice di Fratelli d'Italia. L'allora ministra della Gioventù è stata sua collega nell'ultimo governo Berlusconi. Di più: l'unica donna dell'esecutivo a trazione forzista con la quale Tremonti è riuscita ad avere rapporti umani e perfino amichevoli. I due si sono visti anche di recente. Ma dietro quegli incontri, secondo gli insider più maliziosi a destra, ci sarebbe la voglia del professore di tornare nell'agone politico dopo il tramonto del berlusconismo.
L'ex ministro non ha mai nascosto le sue simpatie leghiste, notoria l'amicizia con Umberto Bossi, le sere d'estate in Cadore. Ma la Lega di Salvini non è più quella del Senatur. L'autonomismo e il federalismo hanno lasciato spazio al sovranismo e al populismo. E soprattutto, l'attuale segretario ha affidato il dossier "economia" al duo antieuropeista Borghi-Bagnai. Tandem nei confronti del quale Tremonti nutre (ricambiato) qualche perplessità. Meglio l'amica Meloni, allora, neo presidente dei Conservatori europei e in piena scalata nel centrodestra italiano. Non si sa mai.
Piano piano, stando a quanto riportano importanti fonti leghiste, l'iniziale timore reverenziale del segretario verso l'accademico con passato istituzionale si è trasformato in curioso ascolto. Fino alla folgorazione sulla via del pensiero liberale, dell'ex presidente del Senato, tra i fondatori di Forza Italia.
Gli incontri e i caffè e i tè si sono succeduti anche nelle ultime settimane. Fino all'ammissione di queste ore da parte del leader del centrodestra: "L'ho incontrato più volte insieme ad altre teste pensanti. Abbiamo bisogno di cervelli per ragionare sul futuro - ha ammesso al Corriere della Sera - come fece a suo tempo Berlusconi. Le idee di Pera sono stimolanti". Quale idea? "Quella della necessità di una rivoluzione liberale", è stata la risposta sorprendente del capo dei sovranisti italiani e europei. Musica per le orecchie dei forzisti, pronti ad applaudire la svolta moderata, anzi liberale del loro alleato più ingombrante. Il filosofo Pera, oggi 77 anni, è rimasto spiazzato e stupito da tanto clamore. Ma si sa, è il destino di tutto ciò che si avvicina al "Re Mida" della propaganda social e mediatica.
Che poi, a volerla dire tutta, l'ex presidente del Senato non è il solo pezzo da novanta della Seconda Repubblica berlusconiana che si ritrova inaspettatamente nelle vesti di "gran consigliere" di un leader sovranista. Già, perché anche Giorgia Meloni coi suoi non fa mistero di sentire, consultarsi e di tanto in tanto di incontrare l'ex ministro dell'Economia Giulio Tremonti.
Ci sarebbe il professore tributarista dietro talune proposte come i "bond patriottici" lanciati mesi fa dalla fondatrice di Fratelli d'Italia. L'allora ministra della Gioventù è stata sua collega nell'ultimo governo Berlusconi. Di più: l'unica donna dell'esecutivo a trazione forzista con la quale Tremonti è riuscita ad avere rapporti umani e perfino amichevoli. I due si sono visti anche di recente. Ma dietro quegli incontri, secondo gli insider più maliziosi a destra, ci sarebbe la voglia del professore di tornare nell'agone politico dopo il tramonto del berlusconismo.
L'ex ministro non ha mai nascosto le sue simpatie leghiste, notoria l'amicizia con Umberto Bossi, le sere d'estate in Cadore. Ma la Lega di Salvini non è più quella del Senatur. L'autonomismo e il federalismo hanno lasciato spazio al sovranismo e al populismo. E soprattutto, l'attuale segretario ha affidato il dossier "economia" al duo antieuropeista Borghi-Bagnai. Tandem nei confronti del quale Tremonti nutre (ricambiato) qualche perplessità. Meglio l'amica Meloni, allora, neo presidente dei Conservatori europei e in piena scalata nel centrodestra italiano. Non si sa mai.