Sardine, Jasmine Cristallo: “Non siamo spariti, sempre in campo a lavorare dal basso“
dal nostro inviato CONCETTO VECCHIOAlla scuola di politica di Supino, nel Frusinate, uno dei volti più noti del Movimento nega cali di attivismo: “Siccome in questa fase non siamo utili a qualcuno allora ci si chiede dove siamo finiti. Ma siamo sempre qui. Nessuno di noi aveva fatto una promessa che poi non ha mantenuto".
SUPINO (FROSINONE) - Jasmine Cristallo, le sardine svolgono ancora una funzione?
"Perché dice ancora?"
Perché dopo l'Emilia la vostra spinta propulsiva sembra essersi esaurita.
"E quindi, secondo questo approccio utilitaristico, ora saremmo da buttare via? Non siamo un partito. Cerchiamo, oggi come un anno fa, di far interagire le persone, di metterle in rete. Inizialmente abbiamo assunto una responsabilità difensiva: siamo scesi in piazza per evitare l'avanzata della destra, ma poi, nei mesi successivi, pur facendo i conti con il lockdown che ha impedito altre manifestazioni, abbiamo continuato a lavorare dal basso".
Il punto è che il successo ha creato un'attesa.
"Quello che avevamo promesso di fare l'abbiamo fatto, seminando il campo progressista. E ciò ha dato dei risultati. Abbiamo partecipato al cambiamento di un clima. Qualcuno può negare che questo sia avvenuto?"
Il vo…
"Perché dice ancora?"
Perché dopo l'Emilia la vostra spinta propulsiva sembra essersi esaurita.
"E quindi, secondo questo approccio utilitaristico, ora saremmo da buttare via? Non siamo un partito. Cerchiamo, oggi come un anno fa, di far interagire le persone, di metterle in rete. Inizialmente abbiamo assunto una responsabilità difensiva: siamo scesi in piazza per evitare l'avanzata della destra, ma poi, nei mesi successivi, pur facendo i conti con il lockdown che ha impedito altre manifestazioni, abbiamo continuato a lavorare dal basso".
Il punto è che il successo ha creato un'attesa.
"Quello che avevamo promesso di fare l'abbiamo fatto, seminando il campo progressista. E ciò ha dato dei risultati. Abbiamo partecipato al cambiamento di un clima. Qualcuno può negare che questo sia avvenuto?"
Il vo…
SUPINO (FROSINONE) - Jasmine Cristallo, le sardine svolgono ancora una funzione?
"Perché dice ancora?"
Perché dopo l'Emilia la vostra spinta propulsiva sembra essersi esaurita.
"E quindi, secondo questo approccio utilitaristico, ora saremmo da buttare via? Non siamo un partito. Cerchiamo, oggi come un anno fa, di far interagire le persone, di metterle in rete. Inizialmente abbiamo assunto una responsabilità difensiva: siamo scesi in piazza per evitare l'avanzata della destra, ma poi, nei mesi successivi, pur facendo i conti con il lockdown che ha impedito altre manifestazioni, abbiamo continuato a lavorare dal basso".
Il punto è che il successo ha creato un'attesa.
"Quello che avevamo promesso di fare l'abbiamo fatto, seminando il campo progressista. E ciò ha dato dei risultati. Abbiamo partecipato al cambiamento di un clima. Qualcuno può negare che questo sia avvenuto?"
Il vostro declino non è un fatto?
"Colgo in questo ragionamento un approccio colpevole nei nostri confronti, una sorta di voracità a consumare le cose. Siccome in questa fase non siamo utili a qualcuno allora ci si chiede dove siamo finiti. Ma noi sempre qui. Nessuno di noi aveva fatto una promessa che poi non ha mantenuto".
Ridimensionato Salvini siete scemati anche voi?
"E' una lettura molto semplicistica. In realtà in Emilia noi eravamo in campo per sostenere una coalizione larga, perché con Stefano Bonaccini c'era anche Elly Schlein. Questo purtroppo non sempre è stato possibile. Nella mia Calabria, per dire, c'erano tre candidati: un Pd, un M5S, un civico. Chi bisognava appoggiare?"
Che fase è questa che state vivendo?
"A un certo punto abbiamo dovuto difenderci, perché c'era troppa gente che voleva salire sul nostro carro. Eravamo come circondati. Ma il nostro percorso è proseguito e questa estate 50 ragazzi hanno preso la macchina e hanno girato i territori dove si votava per regionali, mettendosi in ascolto. Sono giovani che chiedono soltanto buona politica".
Come definirebbe il senso del vostro impegno?
"Siamo dei mediatori. Con un forte richiamo alla nostra parte. Qui, nella nostra scuola di politica a Supino, dialogano Nichi Vendola e Marco Furfaro, Emma Bonino e Luciana Castellina, Luisa Morgantini e Giuseppe Provenzano. E' un processo intergenerazionale, che non sappiamo dove porterà. Di sicuro non verso un nuovo contenitore di cui nessuno sente il bisogno".
Con chi a sinistra non dialogherebbbe?
"Con Marco Minniti, per le sue politiche sull'immigrazione".
Siete radicali.
"Ma solo il bene è radicale, diceva Hannah Arendt. Ci piacciono per questo il ministro Provenzano, o Elly Schlein, ma anche Gianni Cuperlo, che ha appena pubblicato un documento che è un elogio della radicalità".
E Zingaretti?
"Abbiamo apprezzato il suo invito alla Festa dell'Unità di Modena, perché in quell'invito c'era una volontà di ascolto. Io sono andata lì e ho rivendicato dal palco il mio No al referendum. Ci ha dato la possibilità di dissentire e ho apprezzato la lettera con cui ci ha risposto, ma dovrebbe essere più coraggioso in tante scelte".
Quali?
"Noi a sinistra abbiamo lasciato troppi temi alla destra, talvolta addirittura a quella estrema, penso alla questione sociale, al lavoro, al tema delle disuguglianze"
Anche lei ha acquisito una certa popolarità. Cosa pensa di fare?
"Continuare ad occuparmi di politica. Ogni gesto è politica. Nella mia Calabria faccio politica dal basso da 15 anni. Sono stata al fianco di Mimmo Lucano a Riace. Ho organizzato la rivolta dei balconi contro la Lega. Proseguirò il mio impegno".
"Perché dice ancora?"
Perché dopo l'Emilia la vostra spinta propulsiva sembra essersi esaurita.
"E quindi, secondo questo approccio utilitaristico, ora saremmo da buttare via? Non siamo un partito. Cerchiamo, oggi come un anno fa, di far interagire le persone, di metterle in rete. Inizialmente abbiamo assunto una responsabilità difensiva: siamo scesi in piazza per evitare l'avanzata della destra, ma poi, nei mesi successivi, pur facendo i conti con il lockdown che ha impedito altre manifestazioni, abbiamo continuato a lavorare dal basso".
Il punto è che il successo ha creato un'attesa.
"Quello che avevamo promesso di fare l'abbiamo fatto, seminando il campo progressista. E ciò ha dato dei risultati. Abbiamo partecipato al cambiamento di un clima. Qualcuno può negare che questo sia avvenuto?"
Il vostro declino non è un fatto?
"Colgo in questo ragionamento un approccio colpevole nei nostri confronti, una sorta di voracità a consumare le cose. Siccome in questa fase non siamo utili a qualcuno allora ci si chiede dove siamo finiti. Ma noi sempre qui. Nessuno di noi aveva fatto una promessa che poi non ha mantenuto".
Ridimensionato Salvini siete scemati anche voi?
"E' una lettura molto semplicistica. In realtà in Emilia noi eravamo in campo per sostenere una coalizione larga, perché con Stefano Bonaccini c'era anche Elly Schlein. Questo purtroppo non sempre è stato possibile. Nella mia Calabria, per dire, c'erano tre candidati: un Pd, un M5S, un civico. Chi bisognava appoggiare?"
Che fase è questa che state vivendo?
"A un certo punto abbiamo dovuto difenderci, perché c'era troppa gente che voleva salire sul nostro carro. Eravamo come circondati. Ma il nostro percorso è proseguito e questa estate 50 ragazzi hanno preso la macchina e hanno girato i territori dove si votava per regionali, mettendosi in ascolto. Sono giovani che chiedono soltanto buona politica".
Come definirebbe il senso del vostro impegno?
"Siamo dei mediatori. Con un forte richiamo alla nostra parte. Qui, nella nostra scuola di politica a Supino, dialogano Nichi Vendola e Marco Furfaro, Emma Bonino e Luciana Castellina, Luisa Morgantini e Giuseppe Provenzano. E' un processo intergenerazionale, che non sappiamo dove porterà. Di sicuro non verso un nuovo contenitore di cui nessuno sente il bisogno".
Con chi a sinistra non dialogherebbbe?
"Con Marco Minniti, per le sue politiche sull'immigrazione".
Siete radicali.
"Ma solo il bene è radicale, diceva Hannah Arendt. Ci piacciono per questo il ministro Provenzano, o Elly Schlein, ma anche Gianni Cuperlo, che ha appena pubblicato un documento che è un elogio della radicalità".
E Zingaretti?
"Abbiamo apprezzato il suo invito alla Festa dell'Unità di Modena, perché in quell'invito c'era una volontà di ascolto. Io sono andata lì e ho rivendicato dal palco il mio No al referendum. Ci ha dato la possibilità di dissentire e ho apprezzato la lettera con cui ci ha risposto, ma dovrebbe essere più coraggioso in tante scelte".
Quali?
"Noi a sinistra abbiamo lasciato troppi temi alla destra, talvolta addirittura a quella estrema, penso alla questione sociale, al lavoro, al tema delle disuguglianze"
Anche lei ha acquisito una certa popolarità. Cosa pensa di fare?
"Continuare ad occuparmi di politica. Ogni gesto è politica. Nella mia Calabria faccio politica dal basso da 15 anni. Sono stata al fianco di Mimmo Lucano a Riace. Ho organizzato la rivolta dei balconi contro la Lega. Proseguirò il mio impegno".