Nichi Vendola alla "Scuola politica" organizzata dalle Sardine
Vecchia e nuova sinistra alla scuola delle Sardine: “Parola d’ordine: giustizia”
dal nostro inviato CONCETTO VECCHIO
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Il movimento riparte dopo il lockdown e a un anno dall'esordio di Bologna: "Contro l'antipolitica"
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SUPINO (Frosinone) - "A un certo punto ci siamo persi. Rincorrevamo le breaking news, commentando ogni notizia proprio come fanno i partiti. Ma noi non eravamo nati per questo", ammette la sardina Pegah Moshir Pour, 30 anni. "Per fortuna poi Mattia Santori ha preso in mano la situazione, ha indetto una call e lì ci siamo detti che dovevamo lavorare sulla cultura della politica. Molti allora sono scesi dal carro sul quale erano saliti in corsa e ci siamo ridimensionati: siamo di meno, ma quelli che sono rimasti ci credono davvero, e va bene così". I ragazzi attorno a Moshir Pour, che lavora in una società di consulenza ed è salita fin qui dalla Basilicata, annuiscono pensosi nel sole autunnale di Supino.
Che fine hanno fatto le sardine? Quasi un anno dopo la loro comparsa nelle piazze dell'Emilia, quando migliaia di giovani scesero spontaneamente in campo facendo vincere il candidato del centrosinistra Stefano Bonaccini, divenen…
SUPINO (Frosinone) - "A un certo punto ci siamo persi. Rincorrevamo le breaking news, commentando ogni notizia proprio come fanno i partiti. Ma noi non eravamo nati per questo", ammette la sardina Pegah Moshir Pour, 30 anni. "Per fortuna poi Mattia Santori ha preso in mano la situazione, ha indetto una call e lì ci siamo detti che dovevamo lavorare sulla cultura della politica. Molti allora sono scesi dal carro sul quale erano saliti in corsa e ci siamo ridimensionati: siamo di meno, ma quelli che sono rimasti ci credono davvero, e va bene così". I ragazzi attorno a Moshir Pour, che lavora in una società di consulenza ed è salita fin qui dalla Basilicata, annuiscono pensosi nel sole autunnale di Supino.
Che fine hanno fatto le sardine? Quasi un anno dopo la loro comparsa nelle piazze dell'Emilia, quando migliaia di giovani scesero spontaneamente in campo facendo vincere il candidato del centrosinistra Stefano Bonaccini, divenendo in breve un fenomeno raccontato dalla stampa mondiale, perché capaci di sconfiggere il drago che sembrava imbattibile, Matteo Salvini, in tanti si chiedono cosa intendano fare da grandi. Nell'attesa di una risposta 45 di loro, tra i 18 e i 40 anni, accorsi da tutta Italia, sono da ieri riuniti in questo borgo della Ciociaria per una Scuola di politica, che ruota attorno a tre parole d'ordine: pace, politica, giustizia. "E poi ce n'è una quarta che i ragazzi ancora non conoscono e che scopriranno strada facendo: contaminazione", dice il loro fondatore Mattia Santori. "È la nostra fase due", aggiunge. "E siamo qui per una doppia ragione: una interna, per non disperdere il percorso fatto finora, e una esterna, per mettere la nostra passione al servizio di un progetto di ricostruzione del centrosinistra". Un momento della "Scuola di politica" organizzata dalle Sardine a Supino, nella Ciociaria
L'interlocutore rimane il Pd, ma non solo. I relatori sono un mix della sinistra di ieri (Nichi Vendola, Luciana Castellina, Luisa Morgantini) e quella di oggi (Valentina Cuppi, Beppe Provenzano, Elly Schlein, Rossella Muroni). Per l'emergenza Covid ha dato forfait il ministro Speranza. Oggi ci sarà Emma Bonino. Domani parleranno il leader della Cgil Maurizio Landini e il direttore diRepubblica, Maurizio Molinari. Tavoli tematici sotto gli alberi. Pranzo a sacco. Si dorme nelle cinque case ristrutturate nel cuorevecchiodel paese da Morgantini, ("alcune le ho pagate 4500 euro", dice), l'ex parlamentare indipendente di Rifondazione comunista, presidente di Assopace Palestina. Nel pomeriggio spunta Giobbe Covatta e li guida in un trekking sui monti.
La prima lezione del corso tocca a Nichi Vendola, che cita Papa Bergoglio e Mao, "i pensieri lunghi" di Berlinguer e don Tonino Bello, consiglia libri ("leggeteMetellodi Pratolini eLa camera chiaradi Barthes"), racconta delle lotte dei braccianti pugliesi, i quali avevano tutti nelle loro povere case i romanzi della Bur, perché conoscevano la massima di Don Milani "del padrone che sa cento parole, mentre l'operaio ne sa solo dieci, e quindi per questo il padrone vince". Seduttivo nella sua lingua trapuntata di metafore Vendola strappa applausi quando dice "c'è più parentela tra Berlusconi e Di Battista di quanto si possa immaginare", e che a un certo punto "la politica ha divorziato dalla cultura, e talvolta pure dalla sintassi e dalla grammatica italiana". I ragazzi ridono. "Il dramma della sinistra è che non conosce più le parole utili per dare un nome alle cose". I ragazzi prendono veloci appunti sugli smartphone e lui li invita ad essere radicali, perché "la sinistra per paura di perdere ha perso". E a questo punto Jasmine Cristallo, la leader delle sardine calabresi, fa partire un battimani fragoroso. "Il moderatismo non va più rincorso per il semplice fatto non c'è più il ceto medio", osserva soddisfatto la scena l'ex governatore pugliese. "Qual è il destino della politica?" chiede teatrale. "Lavorare per la bellezza", risponde. Tavoli tematici all'aperto e sotto gli alberi a Supino
Ma cosa ha mosso i ragazzi a venire fin qui? Cosa stanno cercando? "Io non mi sentivo rappresentata più da nessun partito", ammette Giulia Gianfelici, 31 anni, pedagogista dell'handicap di Civitanova Marche. "Semplicemente le sardine hanno riacceso in me la voglia di impegnarmi. Risvegliare le coscienze è un lavoro faticoso, di lungo respiro, ma sento che ne vale la pena spendersi". "Dobbiamo impegnarci per la politica, non per l'antipolitica" motiva il suo impegno Enrico Peschiera, 22 anni, genovese, studente di scienze politiche a Maastricht. "Perciò abbiamo detto no al referendum contro il taglio dei parlamentari. Molti giovani coltivano valori profondi che poi i partiti non riecono ad intercettare". "Io ci sono dalla prima ora, dalla piazza di Bologna del 14 novembre", racconta Davide Parodi, 19 anni, che studia Scienze internazionali e diplomatiche a Forlì. "I giovani hanno un rapporto sbiadito con la politica, che va innovata con idee nuove". "E le sardine hanno saputo intercettare un malessere diffuso", gli fa eco Lorenzo Novellini, 20 anni, iscritto a legge, bresciano. "Sì", annuisce Moshir Pour. "Ma adesso mi voglio togliere un sassolino dalla scarpa e dico che in troppi sono saliti sul nostro carro per vi scorgevano un proprio tornaconto, fatto di ambizione e di ego".
Ma dopo l'Emilia il Movimento non si è un po' arenato? Non ha smesso d'incidere? "La quarantena ci ha tolto dalle piazze, e quindi ha frenato il nostro slancio", risponde Peschiera. "E' così", annuisce Maria Caterina Tubaro, 26 anni, videomaker di Udine. "Noi eravamo nati per stare nelle manifestazioni, tutto questo ora non è più possibile". "Nelle Marche, alle ultime Regionali, non siamo riusciti a farci sentire, ma eravamo in un contesto molto diverso rispetto all'Emilia. La gente aveva già scelto di abbandonare il centrosinistra", fa notare Gianfelici. Novellini si agita sulla sedia. Chiede la parola. "Dare la colpa solo al lockdown per spiegare il nostro mini-declino non è onesto. La verità è che abbiamo fatto fatica a strutturarci". Enrico: "Ma da febbraio è proprio cambiato tutto. Un anno fa l'anti salvinismo faceva da collante, lui in Emilia si era comportato da fascista, ora la pandemia ha stravolto la gerarchia, Salvini non è più così centrale".
"La politica è tutto, tutto quello che facciamo, ogni nostro gesto, è politica", ci tiene a precisare Tubaro. "E noi facciamo politica. Siamo stati schierati per il No al rerefendum", dice Enrico Peschiera. "Siamo un corpo intermedio tra la società civile e la politica". "Bravo", concordono tutti.
"L'Italia è un paese contradditorio, siamo i primi in Europa per volontariato, e per impegno nella Cooperazione internazionale, e poi esprimiamo Luigi Di Maio agli Esteri", sostiene Peschiera.
Per chi votavate prima?, chiediamo.
Enrico Peschiera: "Pd"
Giulia Gianfelici: "+Europa"
Davide Parodi: "Verdi".
Pegah Moshir Pour: "Pd, Leu".
Lorenzo Novellini: "Leu"
Maria Caterina Tubaro: "Pd, Sel"
Oscillate tra nuova e vecchia sinistra. Non è una contraddizione? "No, non possiamo dimenticare il passato. Dobbiamo imparare da chi ha più esperienza. La memoria per noi è un concetto importante", spiega Tubaro. "È prezioso poter camminare sulle spalle di giganti come Luciana Castellina e Luisa Morgantini", sostiene Peschiera. "La nostra non è una rivolta generazionale. Non dobbiamo rottamare nessuno", precisa Parodi. "Dopodiché sappiamo benissimo che viviamo in un Paese dove al Sud il 50 per cento dei giovani è disoccupato e si spende più per le baby pensioni maturate negli anni Ottanta che in ricerca".
E domani, che accadrà, diventerete un partito? "Non possiamo dirlo", dice Gianfelici. "Al momento siamo come il lievito".