Politica

Dalla gavetta con Previti all'ala di Berlusconi. La passione politica, la malattia e la tarantella: chi era Jole Santelli

Jole Santelli, 51 anni, presidente della Regione Calabria (fotogramma)
Cosentina di nascita, romana d'adozione. Prima donna eletta alla guida della Regione Calabria. Fedelissima del leader di Forza Italia, è stata vicesindaco, parlamentare e sottosegretario anche con Letta. Del tumore diceva: "Non è un segreto ma non voglio che mi perseguiti". E quei balli postati sui social per zittire chi la definiva "debole"
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Cinquantuno anni, cosentina di nascita ma per lungo tempo romana d'adozione, Jole Santelli era solo da pochi mesi presidente della Regione Calabria. La prima nella storia della regione. Eletta nel gennaio scorso a capo della coalizione di centrodestra, a poche settimane dall'inizio del mandato si è trovata a fronteggiare la pandemia di Covid19. Fra le più intransigenti nel blindare la regione, sostanzialmente risparmiata dall'aumento dei contagi, al termine della fase critica era stata fra i governatori che più hanno fatto pressione per una rapida riapertura, arrivando anche ad uno scontro frontale con il governo. "Una donna forte, che non si è tirata indietro neanche un attimo nonostante la malattia" dice di lei su Twitter il viceministro alla Salute, Pierpaolo Sileri, che con lei ha lavorato e ha avuto a che dire più volte nei mesi dell'emergenza legata al coronavirus. Un aggettivo che ricorre spesso nei commenti di chi, avversario o alleato che fosse, oggi esprime cordoglio per la sua morte.



Qualche mese fa, il suo ritorno in Calabria è risultato ai più inaspettato. Nonostante fosse sempre rimasta legata alla sua città d'origine, Cosenza, di cui è stata vicesindaco e assessore alla Cultura, da oltre vent'anni era romana d'adozione. Fra le prime ad aderire a Forza Italia, è nella capitale che ha mosso i primi passi in politica, sempre sotto l'ala di Silvio Berlusconi, che oggi la ricorda come "un'amica sincera, intelligente, leale, una donna appassionata, una combattente tenace. Mi è stata vicina anche nei momenti più difficili. Non aveva paura di nulla, neppure della malattia e della sofferenza. Come pochi altri aveva saputo mettere nell'impegno politico generosità, intelligenza, cultura, aveva affrontato senza esitare sfide difficili in Parlamento, al governo, in Forza Italia, fino all'ultima bella battaglia che l'aveva portata alla presidenza della sua Regione".

Era stato lui a sceglierla personalmente prima come commissario del partito azzurro in Calabria, quindi come candidata governatrice. Santelli combatteva da tempo contro un cancro e da quasi vent'anni era presenza fissa in Parlamento, ma alla richiesta di Berlusconi, cui è sempre stata legata anche da uno stretto rapporto personale, non ha saputo dire di no. "Non ho mai nascosto la mia malattia, qui tutti sanno, sono in cura al reparto di oncologia di Paola, non voglio neanche però che mi perseguiti" aveva detto in campagna elettorale per tagliare corto sulle voci che si rincorrevano sul suo stato di salute. E dopo la vittoria alle regionali, aveva ballato una tarantella poi postata sui social per zittire chi la raccontava come fisicamente troppo debole per assumere l'incarico. Più di recente, le immagini rubate di un altro ballo sfrenato per festeggiare la vittoria della sua candidata sindaco a San Giovanni in Fiore, Maria Rosaria Sucurro, hanno causato polemiche per il mancato rispetto delle norme sul distanziamento sociale. Ma forse anche quella tarantella voleva essere un modo per smentire le voci che erano tornate a rincorrersi su un presunto peggioramento della sua malattia.

Avvocato di professione con gavetta nello studio di Cesare Previti, le aule di tribunale le ha frequentate poco. Già dal 1996, due anni dopo l'ingresso in Forza Italia, ha posato la toga per dedicarsi a tempo pieno alla collaborazione con l'ufficio legislativo degli azzurri al Senato, per poi passare, due anni dopo, a quello della Camera. In Parlamento dal 2001, è stata rieletta in tutte le cinque successive consultazioni, ricoprendo vari incarichi. Sottosegretario alla Giustizia (dal 2001 al 2006) nel secondo e terzo governo Berlusconi, e sottosegretario al Lavoro e Politiche sociali (da maggio a dicembre 2013) nel governo Letta. Deputata e vicepresidente della commissione parlamentare antimafia, ha lasciato Montecitorio solo quando è diventata presidente della Regione Calabria. 
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