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Toti: “Il Dpcm colpisce sempre i soliti e la protesta rischia di crescere”

Il governatore della Liguria critica il provvedimento del governo: “Pagano sempre i ristoratori, chi lavora in bar e locali. Bisogna muoversi diversamente, senza chiudere interi pezzi produttivi del Paese”
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 "Sono preoccupato. Dallo sviluppo della pandemia e dalla mole di pazienti negli ospedali. Ma bisogna anche tenere in considerazione che stiamo assistendo a qualcosa di completamente diverso rispetto alla primavera: la pressione sulle terapie intensive non è emergenziale e il tasso di mortalità è più basso. E alla fine il rischio è che il prezzo più salato di questa seconda ondata lo paghino sempre gli stessi: ristoratori, proprietari e lavoratori di bar e locali. Si fa presto a dire cancelliamo il superfluo". Il governatore della Liguria Giovanni Toti alle 19 sta per aprire in Regione la quotidiana riunione operativa con i vertici della sanità. Il braccio di ferro delle Regioni, suo e di Bonaccini in particolare, su chiusure, orari e scuole lo ha vinto il governo.

Presidente Toti, vi sentite sconfitti? Cercherete di modificare ancora quei vincoli?
"L'ultimo dato è di 21 mila contagi. Vediamo prima come v…
 "Sono preoccupato. Dallo sviluppo della pandemia e dalla mole di pazienti negli ospedali. Ma bisogna anche tenere in considerazione che stiamo assistendo a qualcosa di completamente diverso rispetto alla primavera: la pressione sulle terapie intensive non è emergenziale e il tasso di mortalità è più basso. E alla fine il rischio è che il prezzo più salato di questa seconda ondata lo paghino sempre gli stessi: ristoratori, proprietari e lavoratori di bar e locali. Si fa presto a dire cancelliamo il superfluo". Il governatore della Liguria Giovanni Toti alle 19 sta per aprire in Regione la quotidiana riunione operativa con i vertici della sanità. Il braccio di ferro delle Regioni, suo e di Bonaccini in particolare, su chiusure, orari e scuole lo ha vinto il governo.

Presidente Toti, vi sentite sconfitti? Cercherete di modificare ancora quei vincoli?
"L'ultimo dato è di 21 mila contagi. Vediamo prima come va la pandemia. In questo momento non vedo tanti margini per intervenire di nuovo. Bisogna tenere una linea almeno per qualche giorno, altrimenti generiamo altra confusione. Detto questo, i bar possono compensare con le colazioni e altro fino alle 18. Ma i ristoranti con quella chiusura perdono il 70 per cento dei loro introiti. Il rischio che la protesta cresca c'è".

Lo ha detto anche il premier Conte. "Se fossi dall'altra parte protesterei anche io".
"Facili soluzioni non ce ne sono. Mettiamola così. Se dobbiamo attrezzarci per convivere col Covid nel medio periodo, dobbiamo muoverci diversamente, soprattutto se, come dicono i nostri esperti - e la Liguria ha una media anagrafica piuttosto alta - la malattia appare di rapido contagio ma con mortalità bassa".

Muoverci diversamente in che senso?
"Senza chiudere interi pezzi produttivi di Paese, ma individuando le fasce più deboli e proteggendole. Penso ad anziani e pluripatologici, a orari dedicati nei supermercati, ad aiuti pubblici per il trasporto in taxi come stiamo facendo in Liguria, dove abbiamo stanziato due milioni e mezzo. Sul resto, adotterei un approccio più cauto, chiusure e vincoli meno aggressivi".

Però voi governatori eravate per la chiusura al 100 per cento delle scuole superiori. Non è una contraddizione?
"Lo avevamo chiesto e vedrete che si arriverà lì molto rapidamente. Aver previsto che solo il 25 per cento deve garantire la didattica di presenza alle superiori è solo un modo per salvare la faccia a chi diceva: teniamo aperta la scuola a tutti i costi. Abbiamo bisogno di decongestionare i servizi pubblici, non c'è altro tempo da perdere".

Anche sui tamponi, voi eravate solo per i sintomatici. Altra proposta cassata.
"Abbiamo fatto un ragionamento. Oggi 21 mila contagiati. Anche i più schivi avranno avuto contatti con almeno dieci persone. Ecco, fa duecentomila al giorno a rischio: nemmeno il kgb potrebbe tracciarle. Allora, preoccupiamoci nell'immediato dei sintomatici".

Lei è stato appena rieletto e già si parla di una sua candidatura alla presidenza della Conferenza delle regioni, al posto di Bonaccini. È così?
"Stiamo gestendo un'emergenza delicata. Forse sarebbe il caso di procrastinare la questione. Personalmente dico che non mi interessa il ruolo, ho tanto da fare.Dopo di che, come sempre, cerco punti di mediazione. Se posso essere utile in questo senso, ci sono sempre stato e ci sono".

La Lega per quel posto divenuto nell'emergenza di grande visibilità punta su Fedriga.
"Massimiliano ha tutta la mia stima e il mio sostegno, se avrà voglia di caricarsi questo peso".

Berlusconi nell'intervista di ieri a questo giornale sostiene che il suo nuovo progetto politico con Mara Carfagna, al pari di altri, non avrà fortuna.
"Ci mancherebbe, possibile. Ma credo che nessuno dovrebbe compiacersi del fallimento nella costruzione di una casa vicina, se nel frattempo sta crollando la propria. Tanto meno il Cavaliere, che ha una gigantesca eredità politica che si sta liquefacendo al sole giorno dopo giorno, come confermano le ultime amministrative. Atteggiamento un filo distruttivo e autolesionistico. Mi ero offerto per lavorare a un rinnovamento di Fi proprio con Mara, due anni fa. Ma in quella casa è impossibile ristrutturare alcunché. Se fallisce il nostro progetto, non perde Toti, ma restano privi di rappresentanza quei cittadini che ancora credono nella necessità di una forza moderata nel centrodestra. In questo momento vicino a noi vedo solo macerie".