Proteste anti-Covid e violenze, Smuraglia (Anpi): "I neofascisti stanno approfittando del disagio sociale"
di
Giovanna Casadio
Carlo Smuraglia, presidente onorario dell'Anpi
L'appello ai partiti del presidente onorario dell'Associazione nazionale partigiani: "Occorre unità e rispetto per le misure di salute pubblica"
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ROMA - “Ha presente la mafia? Si dice in alcuni momenti che si è “inabissata”. Non si è arresa, semplicemente non si vede. Lo stesso fanno le organizzazioni neofasciste. Se qualcuno credeva fossero svanite, che non ci fossero più, non aveva compreso che si erano semplicemente inabissate. E ora compaiono a seminare violenza, a infiltrarsi nelle piazze e a soffiare sul fuoco dell’eversione”. Carlo Smuraglia, 97 anni, partigiano, politico e avvocato è il presidente onorario dell’Anpi.
L’associazione dei partigiani in queste ore ha lanciato un doppio allarme. Con un appello della presidenza nazionale chiede alle forze politiche “unità, rispetto delle misure di salute pubblica qualsiasi siano le perplessità, interventi immediati a tutela delle categorie in difficoltà”, ma anche “l’energico intervento delle istituzioni contro le organizzazioni neofasciste, di cui da tempo sollecitiamo lo scioglimento”.
Presidente Smuraglia, le piazze della protesta in queste ore sono piazze “nere”?
“No, direi che le piazze della protesta sono un miscuglio: ci sono le legittime contestazioni delle categorie in difficoltà che intendono fare valere i loro diritti e aspettative. Ma in alcune piazze si sono infiltrati elementi che cercano di mettere in discussione l’intero sistema democratico. Le associazioni neofasciste provano a strumentalizzare il disagio e a seminare violenza. Un fatto non nuovo. Circa un anno fa forze dichiaratamente fasciste si intromisero per contestare l’assegnazione delle case agli immigrati, ricorda?”.
Ora in piena pandemia e con il paese in difficoltà grave, l’allerta è maggiore?
“Chi ha conoscenza dei fatti doveva prevedere che l’autunno sarebbe stato difficile: sul piano economico e sociale l’effetto della pandemia e l’aumento dei contagi si sarebbe fatto sentire pesantemente creando proteste e allargando il disagio. La stessa ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese ha raccomandato di distinguere tra protesta legittima e l’infiltrazione di chi vuole pescare nel torbido. Queste occasioni di infiltrazione in questo autunno potranno moltiplicarsi”.
Le infiltrazioni neo fasciste come vanno spezzate?
“Le infiltrazioni neofasciste sono inaccettabile. Molti manifestanti in questi giorni hanno mostrato insofferenza e preso le distanze dagli eversori, perché stiamo parlando di forme di eversione, di attacchi fascisti come dei negazionisti, che seminano violenza. Non. sorprendiamoci: così si evolve la storia in tempi difficili. La guerriglia di piazza è un modo di opporsi al sistema democratico”.
L’Anpi ha fatto un appello con una doppia richiesta: da un lato tutela per i lavoratori e le persone più fragili, dall’altro lo scioglimento delle organizzazioni neo fasciste, è così?
“Sì. Però voglio aggiungere: lo scioglimento delle organizzazioni fasciste è sempre sullo sfondo e fondamentale. Ma richiede tempi lunghi. Ora vanno usate tutte le leggi per punire questi atteggiamenti anti democratici e eversivi. Ripeto: la protesta delle categorie colpite è una cosa, chi si infila in quella protesta per ragioni eversive è un’altra. Le leggi ci sono, dalla Mancino, alla Scelba, alla punizione dei delitti contro l’uguaglianza. Sono strumenti che vanno usati”.
I rigurgiti neofascisti la spaventano?
“Sono sempre presenti. C’è anche un fascismo non identificato con quello in camicia nera, ma che ha i connotati essenziali di violenza e odio che va colpito. Penso all’esibizione allo stadio delle magliette con l’immagine di Anna Frank per insultare gli avversari di squadra”.
La destra parlamentare, Giorgia Meloni, Matteo Salvini dovrebbero dissociarsi e condannare?
“Sarebbe bene che lo facessero perché la difesa dello Stato democratico è un bene di tutti e va difeso da tutti, opposizione e maggioranza. E da tutti va combattuta l’eversione”.