Bettini: “Errori sì, ma Conte si è battuto adesso dia il senso di una guida unita”
di Annalisa Cuzzocrea , di Annalisa CuzzocreaLa subcultura negazionista ha diffuso l’idea che il peggio fosse passato. Per parte della destra conta solo il business, meno le persone
È ora che la maggioranza si sieda intorno a un tavolo, faccia un cronoprogramma, sciolga i nodi che la dividono e dia al Paese un'idea di unità. Goffredo Bettini, dirigente pd, ispiratore del governo giallo-rosso, invita l'esecutivo a fare uno sforzo di prospettiva.
Il governo Conte dà l'impressione di inseguire il virus. Già oggi è previsto un nuovo dpcm, l'ultimo è stato varato pochi giorni fa. Quest'esecutivo è in grado di affrontare la seconda ondata?
"Nei mesi passati la subcultura della destra, il negazionismo che ha favorito, hanno diffuso l'idea che il peggio fosse passato. Anche le opinioni degli scienziati non hanno aiutato, piuttosto hanno confuso ulteriormente l'opinione pubblica. Ora, di fronte all'impennata del contagio, si mette la croce addosso a Conte e al suo governo. Non è onesto né giusto. Conte si è battuto come un leone durante questa tragedia, che ha un an…
Il governo Conte dà l'impressione di inseguire il virus. Già oggi è previsto un nuovo dpcm, l'ultimo è stato varato pochi giorni fa. Quest'esecutivo è in grado di affrontare la seconda ondata?
"Nei mesi passati la subcultura della destra, il negazionismo che ha favorito, hanno diffuso l'idea che il peggio fosse passato. Anche le opinioni degli scienziati non hanno aiutato, piuttosto hanno confuso ulteriormente l'opinione pubblica. Ora, di fronte all'impennata del contagio, si mette la croce addosso a Conte e al suo governo. Non è onesto né giusto. Conte si è battuto come un leone durante questa tragedia, che ha un an…
È ora che la maggioranza si sieda intorno a un tavolo, faccia un cronoprogramma, sciolga i nodi che la dividono e dia al Paese un'idea di unità. Goffredo Bettini, dirigente pd, ispiratore del governo giallo-rosso, invita l'esecutivo a fare uno sforzo di prospettiva.
Il governo Conte dà l'impressione di inseguire il virus. Già oggi è previsto un nuovo dpcm, l'ultimo è stato varato pochi giorni fa. Quest'esecutivo è in grado di affrontare la seconda ondata?
"Nei mesi passati la subcultura della destra, il negazionismo che ha favorito, hanno diffuso l'idea che il peggio fosse passato. Anche le opinioni degli scienziati non hanno aiutato, piuttosto hanno confuso ulteriormente l'opinione pubblica. Ora, di fronte all'impennata del contagio, si mette la croce addosso a Conte e al suo governo. Non è onesto né giusto. Conte si è battuto come un leone durante questa tragedia, che ha un andamento imprevedibile, con balzi improvvisi. La situazione italiana, comunque, è simile a quella della Germania, migliore della Francia, della Spagna, del Belgio. È l'ora della responsabilità, delle proposte circostanziate e positive e non degli opportunismi politici meschini e dannosi".
Alcune cose si potevano prevedere. Che servivano più tamponi, quelli rapidi nelle scuole, trasporti meno affollati.
"È chiaro che in questa situazione i margini di errore ci sono, è inevitabile. Non è vero che non si è fatto nulla. Ci sono grandi differenze tra Regione e Regione. Nessuno, comunque, poteva prevedere una così grande misura del contagio".
Il Pd ha preso le distanze dal suo capogruppo al Senato, che ha chiesto a Conte se ritiene di avere una squadra adeguata al momento. Ce l'ha?
"Le pare il momento di parlare di nomi, di verifiche, di equilibri di potere? Marcucci ha compiuto un errore. Andiamo avanti. Semmai occorre una stretta politica tra tutte le forze di maggioranza sui provvedimenti da assumere contro il Covid e per sciogliere tutti i nodi aperti sul programma di governo, da qui alla fine della legislatura".
Come si fa questa stretta?
"Riunendo un tavolo politico per esaminare le questioni ancora aperte e decidere un cronoprogramma. Nell'emergenza occorre dare il senso di una guida unita, autorevole, veloce nel realizzare".
Ma adesso, subito, cosa bisognerebbe fare?
"Siamo in guerra. Il virus è il nostro nemico. Terribile nella sua gravità. Ora la priorità, senza se e senza ma, è raffreddare il contagio nel modo più rigoroso. So perfettamente che sono colpite categorie già in difficoltà e le fasce più povere della popolazione. Per questo ritengo del tutto astratta la critica di spendere i soldi a pioggia rivolta al governo. Che significa? Dobbiamo far morire la gente di fame? O suscitare rivolte popolari disperate? Si deve pensare al futuro ma anche all'immediato. D'altra parte, anche se pesanti, certe limitazioni sono indispensabili. Se vincesse la pandemia, altro che sacrifici, pagheremmo un maggior numero di vite umane e salterebbe l'intera economia italiana".
Le Regioni più colpite non vogliono chiudere, se non lo fanno tutte le altre.
"Ci sono situazioni di contagio diverse. Occorrono alcuni provvedimenti generali e di carattere nazionale. Oltre a questi, vanno assunte ulteriori decisioni nelle varie Regioni a seconda dell'indice di contagio. È urgente rimettere bene in fila l'azione del Governo centrale con tutte le altre amministrazioni".
Il presidente della Liguria Toti ha definito in un tweet, poi ritrattato, le vittime anziane non produttive.
"Per una parte della destra italiana purtroppo conta solo il business e contano molto meno le persone. Conta chi produce e il resto è scarto".
Conte questa volta ha chiamato l'opposizione a condividere le scelte, ma per ora la risposta di Salvini e Meloni è negativa.
"Condividere le scelte con l'opposizione è indispensabile. La destra ha detto di no. Ma si sa che la destra italiana è estrema, pregiudiziale, ideologica, non incline a una discussione di merito. Pazienza. Ci confronteremo in Parlamento. E se gli altri non avranno uno spirito unitario, noi saremo unitari per due. Mai sordi a chi vuole aiutare e non distruggere. Ma attenzione, l'Italia è già un Paese diviso; con divaricazioni sociali, geografiche, culturali, generazionali. La pandemia, al contrario, si sconfigge con la concordia, la solidarietà, il rispetto degli altri, una forte disciplina interiore e un senso dello Stato e del valore della comunità. Tanti Paesi asiatici hanno sconfitto il Covid due volte con i comportamenti giusti. L'Europa e l'America, in parte, hanno fallito su questo. Troppo individualismo anarchico ed egoista, che non coincide affatto con un'autentica libertà".
La qualità della classe politica M5S è adeguata alla sfida?
"È cambiata sull'Europa, la scienza, la cultura di governo. Di Maio parla un linguaggio diverso rispetto a un anno fa. Sono fiducioso sulle conclusioni del loro confronto nei loro Stati generali di novembre".
Il governo Conte dà l'impressione di inseguire il virus. Già oggi è previsto un nuovo dpcm, l'ultimo è stato varato pochi giorni fa. Quest'esecutivo è in grado di affrontare la seconda ondata?
"Nei mesi passati la subcultura della destra, il negazionismo che ha favorito, hanno diffuso l'idea che il peggio fosse passato. Anche le opinioni degli scienziati non hanno aiutato, piuttosto hanno confuso ulteriormente l'opinione pubblica. Ora, di fronte all'impennata del contagio, si mette la croce addosso a Conte e al suo governo. Non è onesto né giusto. Conte si è battuto come un leone durante questa tragedia, che ha un andamento imprevedibile, con balzi improvvisi. La situazione italiana, comunque, è simile a quella della Germania, migliore della Francia, della Spagna, del Belgio. È l'ora della responsabilità, delle proposte circostanziate e positive e non degli opportunismi politici meschini e dannosi".
Alcune cose si potevano prevedere. Che servivano più tamponi, quelli rapidi nelle scuole, trasporti meno affollati.
"È chiaro che in questa situazione i margini di errore ci sono, è inevitabile. Non è vero che non si è fatto nulla. Ci sono grandi differenze tra Regione e Regione. Nessuno, comunque, poteva prevedere una così grande misura del contagio".
Il Pd ha preso le distanze dal suo capogruppo al Senato, che ha chiesto a Conte se ritiene di avere una squadra adeguata al momento. Ce l'ha?
"Le pare il momento di parlare di nomi, di verifiche, di equilibri di potere? Marcucci ha compiuto un errore. Andiamo avanti. Semmai occorre una stretta politica tra tutte le forze di maggioranza sui provvedimenti da assumere contro il Covid e per sciogliere tutti i nodi aperti sul programma di governo, da qui alla fine della legislatura".
Come si fa questa stretta?
"Riunendo un tavolo politico per esaminare le questioni ancora aperte e decidere un cronoprogramma. Nell'emergenza occorre dare il senso di una guida unita, autorevole, veloce nel realizzare".
Ma adesso, subito, cosa bisognerebbe fare?
"Siamo in guerra. Il virus è il nostro nemico. Terribile nella sua gravità. Ora la priorità, senza se e senza ma, è raffreddare il contagio nel modo più rigoroso. So perfettamente che sono colpite categorie già in difficoltà e le fasce più povere della popolazione. Per questo ritengo del tutto astratta la critica di spendere i soldi a pioggia rivolta al governo. Che significa? Dobbiamo far morire la gente di fame? O suscitare rivolte popolari disperate? Si deve pensare al futuro ma anche all'immediato. D'altra parte, anche se pesanti, certe limitazioni sono indispensabili. Se vincesse la pandemia, altro che sacrifici, pagheremmo un maggior numero di vite umane e salterebbe l'intera economia italiana".
Le Regioni più colpite non vogliono chiudere, se non lo fanno tutte le altre.
"Ci sono situazioni di contagio diverse. Occorrono alcuni provvedimenti generali e di carattere nazionale. Oltre a questi, vanno assunte ulteriori decisioni nelle varie Regioni a seconda dell'indice di contagio. È urgente rimettere bene in fila l'azione del Governo centrale con tutte le altre amministrazioni".
Il presidente della Liguria Toti ha definito in un tweet, poi ritrattato, le vittime anziane non produttive.
"Per una parte della destra italiana purtroppo conta solo il business e contano molto meno le persone. Conta chi produce e il resto è scarto".
Conte questa volta ha chiamato l'opposizione a condividere le scelte, ma per ora la risposta di Salvini e Meloni è negativa.
"Condividere le scelte con l'opposizione è indispensabile. La destra ha detto di no. Ma si sa che la destra italiana è estrema, pregiudiziale, ideologica, non incline a una discussione di merito. Pazienza. Ci confronteremo in Parlamento. E se gli altri non avranno uno spirito unitario, noi saremo unitari per due. Mai sordi a chi vuole aiutare e non distruggere. Ma attenzione, l'Italia è già un Paese diviso; con divaricazioni sociali, geografiche, culturali, generazionali. La pandemia, al contrario, si sconfigge con la concordia, la solidarietà, il rispetto degli altri, una forte disciplina interiore e un senso dello Stato e del valore della comunità. Tanti Paesi asiatici hanno sconfitto il Covid due volte con i comportamenti giusti. L'Europa e l'America, in parte, hanno fallito su questo. Troppo individualismo anarchico ed egoista, che non coincide affatto con un'autentica libertà".
La qualità della classe politica M5S è adeguata alla sfida?
"È cambiata sull'Europa, la scienza, la cultura di governo. Di Maio parla un linguaggio diverso rispetto a un anno fa. Sono fiducioso sulle conclusioni del loro confronto nei loro Stati generali di novembre".