✕

Sardegna, Solinas e il caso discoteche: "Rispettate tutte le regole, la sinistra mi ha convinto a riaprirle"

Parla il presidente della Regione: "Pressioni da Briatore e Berlusconi? Mai avute"
2 minuti di lettura
"Si è messa in moto la macchina del fango per colpire una regione che è più sana di altre. La Sardegna è stata contagiata da chi è approdato quest'estate nell'isola, non per colpa di qualche discoteca aperta. Avevo imposto controlli e tamponi e patente di negatività, il governo Conte mi ha fatto la guerra impugnando la misura al Tar". Christian Solinas, presidente della Regione Sardegna e del Partito sardo d'Azione alleato con la Lega, definisce l'inchiesta della Procura sul caso discoteche "un atto dovuto", è pronto a chiarire, ma respinge ogni addebito sull'apertura dei locali che avrebbe riacceso i contagi e l'accusa di presunta epidemia colposa.

Presidente, il 6 agosto il Comitato tecnico scientifico sardo si è espresso contro la sua decisione di tenere aperte le discoteche. Ne era al corrente?
"Quel documento, che ho letto solo in queste ore dal vostro sito, rientrava in una …
"Si è messa in moto la macchina del fango per colpire una regione che è più sana di altre. La Sardegna è stata contagiata da chi è approdato quest'estate nell'isola, non per colpa di qualche discoteca aperta. Avevo imposto controlli e tamponi e patente di negatività, il governo Conte mi ha fatto la guerra impugnando la misura al Tar". Christian Solinas, presidente della Regione Sardegna e del Partito sardo d'Azione alleato con la Lega, definisce l'inchiesta della Procura sul caso discoteche "un atto dovuto", è pronto a chiarire, ma respinge ogni addebito sull'apertura dei locali che avrebbe riacceso i contagi e l'accusa di presunta epidemia colposa.

Presidente, il 6 agosto il Comitato tecnico scientifico sardo si è espresso contro la sua decisione di tenere aperte le discoteche. Ne era al corrente?
"Quel documento, che ho letto solo in queste ore dal vostro sito, rientrava in una corrispondenza interna con l'assessorato regionale alla Sanità: era riferito a un'altra vicenda, a delle linee guida mai emanate in seguito. Il 6 agosto non c'era alcuna ordinanza regionale e le discoteche erano aperte in vi rtù del Dpcm in tutta Italia".

La sua ordinanza sulle riaperture infatti è stata firmata l'11 agosto. Ma secondo i tecnici le discoteche in Sardegna costituivano un elemento di alto rischio. Ufficiale o no, perché non ne ha tenuto conto?
"Il Cts, esprimendosi su altri documenti aveva propoto sei motivi di criticità, che sono stati tutti soddisfatti nella stesura della successiva ordinanza. Il provvedimento tiene conto, poi, di due elementi fondamentali. Primo, i dati sanitari. Il tasso di contagio era prossimo allo zero. L'Rt l'11 agosto, giorno della mia ordinanza, era allo 0,33 e quello relativo alla circolazione del virus risultava il più basso d'Italia . Avevamo zero terapie intensive e sei ricoverati ordinari in attesa di negativizzarsi. Insomma, c'erano tutti i requisiti prescritti di andamento della curva che giustificavano l'adozione dell'ordinanza".

E il secondo elemento quale sarebbe?
"L'ordine del giorno del Consiglio regionale con cui si impegnava la giunta ad adottare atti idonei alla riapertura dei locali. Ad avermi convinto più di altri è stato l'intervento di Massimo Zedda dei Progressisti con cui si paventava il rischio di ordine pubblico, oltre che sanitario, per via delle tante feste private e fuori controllo, degli assembramenti in spiaggia e piazze che si sarebbero tenuti nel nostro territorio a ridosso di Ferragosto in caso di mancata riapertura dei locali".

Dunque meglio riaprire le discoteche?
"Mi persuasi che la situaione sarebbe stata più controllabile, imponendo severe prescrizioni".

Si parla di pressioni per convincerla a riaprire. È vero che l'hanno chiamata anche Briatore e Berlusconi?
"Ma no. Nessuna telefonata o pressione. Ridicolo che venga montato questo circo per la riapertura delle discoteche dal 12 agosto al 16, cinque giorni".

D'accordo, ma se il 16 si chiude è per la nuova stretta del governo. La sua ordinanza la prevedeva il 30.
"Ma nell'ordinanza avevamo scritto che avremmo monitorato la situazione per intervenire in qualunque momento. Dal 15 luglio, quando il governo ha aperto i locali, a metà agosto il contagio in Sardegna non era aumentato. E poi, sono stato io a chiedere a giugno controlli severissimi per lo sbarco sull'isola. Il governo ha impugnato il provvedimento al Tar, che ha dato loro ragione sostenendo che non c'erano elementi di rischio. Resto convinto che il contagio cammina sulle gambe delle persone positive. Non danza in discoteca".

Insomma, colpa di Conte e Speranza?
"Mi sembra ridicolo sentir parlare di un caso discoteche in Sardegna mentre erano aperte in numero maggiore in altre regioni. La nostra situazione di oggi conferma che non abbiamo esportato il contagio".

Ce l'ha con l'inchiesta?
"No. Penso sia un atto dovuto. Ho il massimo rispetto per l'attività della Procura. È giusto approfondire. Io ho la piena consapevolezza di aver agito nell'esclusivo interesse del popolo sardo. E sono disponibile a chiarire in qualunque sede".