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Regioni in pressing per cambiare colore. Il no del governo: almeno tre settimane per risalire

ll meccanismo delle fasce ideato dall'esecutivo con l'ultimo dpcm prevede dei tempi ben precisi, che il ministro Speranza è intenzionato a far rispettare senza deroghe
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Due esigenze contrapposte, destinate a fare "contatto" nelle prossime settimane. Da una parte i governatori, letteralmente assediati dalla richiesta di ristoratori e negozianti, in prima linea per mostrarsi critici con l'esecutivo e chiedere di allentare il più presto possibile le restrizioni decretate con l'ordinanza del ministero della Salute che li ha inseriti nella zona rossa. Dall'altra il governo che a fronte di un timido "addolcimento" della curva del contagio vuole insistere con i divieti, per salvaguardare le strutture sanitarie e "difendere", per quanto possibile, il Natale.


Ieri sono stati i presidenti della Toscana, del Friuli Venezia Giulia e della Liguria a esporsi. Il primo, Eugenio Giani, criticando la decisione del governo di procedere al lockdown regionale, bocciandola perché fondata su "dati vecchi". Il secondo annunciando l'intenzione di ritirare la propria ordinanza, emanata in fretta e furia …
Due esigenze contrapposte, destinate a fare "contatto" nelle prossime settimane. Da una parte i governatori, letteralmente assediati dalla richiesta di ristoratori e negozianti, in prima linea per mostrarsi critici con l'esecutivo e chiedere di allentare il più presto possibile le restrizioni decretate con l'ordinanza del ministero della Salute che li ha inseriti nella zona rossa. Dall'altra il governo che a fronte di un timido "addolcimento" della curva del contagio vuole insistere con i divieti, per salvaguardare le strutture sanitarie e "difendere", per quanto possibile, il Natale.


Ieri sono stati i presidenti della Toscana, del Friuli Venezia Giulia e della Liguria a esporsi. Il primo, Eugenio Giani, criticando la decisione del governo di procedere al lockdown regionale, bocciandola perché fondata su "dati vecchi". Il secondo annunciando l'intenzione di ritirare la propria ordinanza, emanata in fretta e furia per evitare la "promozione" in zona arancione che si è comunque verificata. Il terzo ha fatto sapere di voler chiedere al governo di far uscire dalla zona arancione la Liguria "appena i numeri saranno quelli che vi ho detto. Il mio obiettivo - ha concluso - è riuscirci dai primi giorni di dicembre, o magari anche prima".


Il meccanismo ideato dal governo con l'ultimo Dpcm, però, prevede dei tempi ben precisi, che Roberto Speranza certo farà rispettare senza deroghe. Dopo una settimana dall'entrata in vigore delle ordinanze restrittive, le Regioni possono chiedere la possibile revisione della fascia nella quale si trovano sulla base dei dati del monitoraggio periodico fissato per il venerdì. Quei numeri, però, devono confermarsi per due settimane consecutive, senza eccezioni o sbalzi. Ci vogliono quindi almeno tre settimane per migliorare la propria condizione, quasi sempre anche di più perché non tutte le ordinanze sono firmate di venerdì e quindi la richiesta rischia di slittare alla settimana successiva. La tempistica la ricorda a sera proprio Giani, sfumando la polemica: "Speriamo di tornare ad allentare la morsa per metà dicembre. Scendere in zona rossa è facile, ma le condizioni per risalire sono molto rigorose: non voglio creare illusioni".


Ipotizzando una tempistica, allora, Lombardia e Piemonte, Calabria e Valle d'Aosta (che hanno subito restrizioni a partire dal 6 novembre) potrebbero uscire dalla zona rossa dal 27 novembre, così come Puglia e Sicilia dall'area arancione. Altre Regioni dello stesso colore come Abruzzo - che però sembra pronto a decretare la zona rossa - Basilicata, Umbria e Liguria potrebbero migliorarsi dal 4 dicembre (la loro ordinanza è effettiva dall'11 novembre), al pari della rossa Bolzano. Toscana e Campania, rosse dal 15 novembre, potrebbero cambiare regime dall'11 dicembre, così come le arancioni Friuli, Marche ed Emilia Romagna.