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Salvini ridisegna la Lega a sua immagine: i nuovi segretari regionali scelti tra i fedelissimi

(ansa)
Nei prossimi giorni il leader nominerà i vertici locali di tutto il Paese. Novità anche nel Veneto del "doge" Zaia, dove il segretario Fontana si è dimesso per andare a dirigere il Dipartimento per la famiglia della Lega
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ROMA - Matteo Salvini si prepara a una "rifondazione" della Lega dalle sue fondamenta. Ovvero dalle segreterie regionali del nuovo partito, che dovrà essere sempre più a sua immagine. Altrimenti, fanno notare i parlamentari a lui più vicini, non si chiamerebbe "Lega per Salvini premier".

L'operazione scatterà nei prossimi giorni, quando è previsto l'avvicendamento alla guida di tutte le regioni del Centrosud, a cominciare dal Lazio e poi giù per la Campania, la Puglia, la Sicilia e tutte le altre. Così anche al Nord, strategico per il partito salviniano. Non solo in Friuli Venezia Giulia e Piemonte, ma anche nella delicatissima Liga Veneta.
 
Già, la Liga. C'è la pressione dei due vasi di ferro Salvini-Zaia dietro le annunciate dimissioni del vaso di "coccio" Lorenzo Fontana. Commissario da un anno e mezzo, uomo di fiducia dell'ex ministro dell'Interno, il deputato veronese ha lasciato trapelare domenica l'intenzione di gettare la spugna. Ha guidato la Lega nella regione che al voto regionale di settembre ha visto la lista personale del "Doge" triplicare i consensi raccolti dal partito "ufficiale". Ma non sarebbe questa la vera ragione del forfait.
 


Piuttosto, a sentire lo sfogo di Fontana coi suoi colleghi più fidati, la "stanchezza per essere nel mirino da tutti da mesi, ora perché salviniano ora in quanto zaiano". Vicino al presidente veneto l'ex ministro della Famiglia lo è stato poco o nulla. Gli attriti con gli uomini del vero "patron" della Liga sono stati quasi quotidiani. Ora si volta pagina. Forse. Dato che al posto di Fontana il leader nazionale ha deciso di piazzare un altro suo fedelissimo. Si tratta del deputato padovano in grande ascesa, Alberto Stefani.
 
"Io non mi sono dimesso. Non ci sono stati problemi. E, se ci sarà un cambio alla guida della Liga veneta, sarà decisione che spetta a Matteo Salvini - precisa e minimizza in queste ore Fontana - Ho solo voluto dire che avendo assunto questo ruolo nazionale importante, di capo del dipartimento Famiglia, penso sia opportuno che ci possa esser qualcun altro che porti avanti le redini a livello territoriale".

Zaia si limita a commentare: " "Non ero a conoscenza delle dimissioni di Fontana: mi ha avvisato ieri verso le 11, che ci sarebbe stato il suo abbandono e stava uscendo un comunicato, punto. Conseguenze? Mi fermo qui. Sono in modalità Covid con il cervello". Ma quella veneta è la pedina forse più importante di uno scacchiere nazionale, appunto. C'è lo sbarco al Sud finora fallimentare, da rimettere a punto. E per farlo, Salvini ha bisogno di pugni di ferro, non di semplici alfieri. Il leader attraversa il momento di maggiore debolezza politica. Da qui l'esigenza di rimettere mano e "rifondare".  
 
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