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Lorenzo Fontana a capo del dipartimento della Famiglia nella Lega. Ma è giallo sul suo ruolo di segretario in Veneto

Lorenzo Fontana 
C'è chi ipotizza che possa essere una mossa di Salvini per mettere le mani sulla Regione governata dal rivale Zaia, il classico "promuovere per rimuovere". Ma l'ex ministro della Famiglia rimane ambiguo: "Non mi sono dimesso e, se ci sarà un cambio alla guida della Liga veneta, lo deciderà Matteo"
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Il testa a testa tra Lombardia e Veneto, nel risiko di potere all'interno della Lega di Matteo Salvini, si arricchisce di un nuovo capitolo. Lorenzo Fontana, deputato veronese del Carroccio, è il nuovo capo del dipartimento "Famiglia e valori identitari", con l'incarico di elaborare l'intera strategia nazionale, la proposta politica, la redazione del programma di governo del Paese e la costruzione di alleanze con i partner internazionali. La nomina è arrivata nel fine settimana direttamente dal segretario federale Matteo Salvini ma c'è una duplice lettura della decisione presa in via Bellerio. Fontana, infatti, è anche segretario della Liga Veneta, incarico che, a questo punto, sembra destinato a qualcun altro.



C'è chi ipotizza che possa essere una mossa di Salvini per mettere le mani sul Veneto, dove la leadership del compagno di partito Luca Zaia è più forte che mai, anche alla luce dell'esito elet…
Il testa a testa tra Lombardia e Veneto, nel risiko di potere all'interno della Lega di Matteo Salvini, si arricchisce di un nuovo capitolo. Lorenzo Fontana, deputato veronese del Carroccio, è il nuovo capo del dipartimento "Famiglia e valori identitari", con l'incarico di elaborare l'intera strategia nazionale, la proposta politica, la redazione del programma di governo del Paese e la costruzione di alleanze con i partner internazionali. La nomina è arrivata nel fine settimana direttamente dal segretario federale Matteo Salvini ma c'è una duplice lettura della decisione presa in via Bellerio. Fontana, infatti, è anche segretario della Liga Veneta, incarico che, a questo punto, sembra destinato a qualcun altro.



C'è chi ipotizza che possa essere una mossa di Salvini per mettere le mani sul Veneto, dove la leadership del compagno di partito Luca Zaia è più forte che mai, anche alla luce dell'esito elettorale che ne ha visto la riconferma con percentuali bulgare (il 76%). Dunque c'è chi sostiene che possa essere il classico "promoveatur ut amoveatur", promuovere per rimuovere, piazzando magari qualcuno più fedele al "Capitano" che non al "Doge". Fontana, che è anche vicesegretario federale della Lega e componente della segreteria politica di Salvini, butta acqua sul fuoco: "Io non mi sono dimesso. Non ci sono stati problemi. Non c'è niente di particolare. E, se ci sarà un cambio alla guida della Liga veneta, sarà decisione che spetta a Matteo Salvini. Ho solo voluto dire che avendo assunto questo ruolo nazionale importante, penso sia opportuno che ci possa esser qualcun altro che porti avanti le redini a livello territoriale. Con Salvini c'è un buonissimo rapporto, ritengo solo opportuno che ci siano altre persone, a livello regionale, che portino avanti il lavoro fatto in un anno e mezzo, nell'ambito di un riordino complessivo delle segreterie regionali già annunciato".



Il governatore del Veneto Luca Zaia non si addentra nei commenti: "Non ero a conoscenza di nulla, sono stato avvisato domenica dal segretario Fontana verso le 11. Tutto qui". L'ultimo sondaggio elaborato da YouTrend dà una Lega al 24%, che stacca di poco più di tre punti percentuali il Pd. Uno dei temi all'interno del partito è proprio quello della leadership, con Salvini spesso oscurato dal governatore del Veneto Zaia. E anche se quest'ultimo ha ripetuto in varie occasioni di non avere mire nazionali, la competizione tra i due è più di una congettura. Quanto a Fontana, che ha rivestito anche il ruolo di ministro della Famiglia durante il primo governo Conte, è stato il principale promotore nel 2019 del Congresso Mondiale per le famiglie, che ha riunito a Verona il movimento globale antiabortista, antifemminista e anti-LGBTQI. La sua nomina al dipartimento "Famiglia e valori identitari" della Lega è stata decisa, evidentemente, per abbracciare posizioni ultracattoliche e radicali.