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Covid, le storie esemplari dei tre sindaci eroi: "Mattarella non ci fa sentire soli"

L'intervento del presidente Mattarella all'assemblea Anci (agf)
All'indomani dell'intervento del Capo dello Stato all'assemblea Anci, tre esempi di resistenza civile. Roberto Ragnedda, primo cittadino di Arzachena, ha sfidato Briatore con un'ordinanza anti-movida. A Cellamare Gianluca Vurchio è soccorritore del 118. A Petrosino Gaspare Giacalone ha sostituito un pastore ammalato di Covid prendendosi cura del suo gregge
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Le parole del presidente Mattarella sono un presidio di sicurezza. Rassicurano noi sindaci, non ci fanno sentire soli. A noi spetta 'accarezzare' le nostre comunità". Roberto Ragnedda è il sindaco di Arzachena, il paese capofila della Costa Smeralda, che si beccò gli insulti di Flavio Briatore, il patron del Billionaire, quest'estate perché impose un'ordinanza anti movida. E' uno dei tre sindaci che Antonio Decaro, il presidente dell'Anci e sindaco di Bari ha voluto indicare ieri aprendo l'assemblea annuale dell'associazione dei Comuni: tre sindaci e tre storie esemplari. Contro la brutta piega in piena pandemia delle "polemiche scomposte", che il capo dello Stato ha denunciato nell'appello all'unità , ci sono antidoti che i sindaci-sentinelle di comunità hanno adottato.  



Ecco le storie anche dei sindaci di Cellamare e di Petrosino, Gianluca Vurchio e Gaspare Giacalone. Vurchio è il sindaco soccorritore del 118, la cui foto bardato in tenuta anti Covid, alla fine di un turno stremante, ha fatto il giro del web poche settimane fa. Mentre Giacalone, sindaco del paese del trapanese (di cui si occupò anche il Guardian, perché alla carriera nella City di Londra aveva preferito la sua terra ad alta infiltrazione mafiosa), si è preso cura personalmente in questi giorni di un gregge, il cui pastore si è ammalato di Covid. 

Cellamare

"Vivo la doppia emergenza del Covid, come sindaco e come soccorritore del 118. Ai turni massacranti di questi mesi non ho rinunciato, non ho voluto mettermi in aspettativa. I sindaci sono i soccorritori istituzionali, e al tempo stesso faccio il mio mestiere presso l'organizzazione che si occupa del soccorso delle persone". Gianluca Vurchio ha 35 anni e sta preparando come sindaco un'ordinanza restrittiva, perché nel suo comune, seimila abitanti, a pochi chilometri da Bari, teme una crescita ulteriore dei contagi. "Lo chiedono i medici e io non sottovaluto di certo".  


"Quella foto che ha fatto il giro social me l'ha scattata una collega, perché a conclusione di un turno dalle 8 alle 20, ero crollato sfinito, ancora bardato. I turni sono stremanti. L'ho postata su Facebook io stesso, dopo avere incontrato persone che non portavano la mascherina. Vorrei condurre chi nega la realtà tragica che ci circonda nei reparti Covid, vorrei fargli vedere quello che vedo io. Un giro di 30 minuti per rendersi conto". Rilancia l'appello di Mattarella: "Sono parole sagge, che vanno ascoltate da tutti, da noi sindaci in prima linea e da ciascuno, perché davvero è il momento della massima responsabilità. Ogni giorno io mi confronto con l'emergenza, l'urgenza e la sofferenza. Non c'è da scherzare, non c'è da sottovalutare! Se occorrerà nella riunione con il nostro gruppo di protezione civile oggi, predisporrò la chiusura anticipata delle attività commerciali e anche il divieto di asporto e solo la vendita a domicilio, proprio per evitare gli assembramenti". 

E l'altra cosa che sta a cuore al sindaco di Cellamare è risolvere "la priorità di queste ore, cioè potere eseguire i tamponi ai cittadini che non riescono a farli. Questa fase è diversa da quella della scorsa primavera, è più forte e il nostro territorio non era evidentemente preparato ad affrontare una tale emergenza: se i numeri mantengono questa crescita, il sistema sanitario rischia il collasso". 

Petrosino   

 "Intanto ringrazio Decaro, mi ha dato più meriti di quanto io non ne abbia". Gaspare Giacalone, sindaco di Petrosino, qualche giorno fa si è trovato davanti a una richiesta insolita: un pastore contagiato dal Covid gli telefonava per raccomandargli il suo gregge. Allora il sindaco della piccola cittadina del trapanese, 8 mila abitanti,  - che già nei mesi del lockdown primaverile aveva lanciato iniziative di solidarietà  - ha deciso di andare di persona a vedere cosa si poteva fare. "Duecentocinquanta pecore e agnellini, avevano bisogno di cura e allora abbiamo deciso di darci da fare. Non si poteva temporeggiare" .


E ora? "Abbiamo convocato poi i pastori del trapanese, una quarantina, per vedere di trovare una soluzione, qualcuno che possa occuparsene e forse abbiamo trovato come risolvere, in attesa che il pastore Antonio guarisca dal Covid". La giunta di Petrosino continua a donare alla Caritas i propri gettoni di presenza e a rivolgere a tutti i cittadini l'invito alla prudenza e a rispettare le precauzioni approfittando della preghiera interreligiosa settimanale, perché Petrosino, vicina a Mazara del Vallo, è una comunità multietnica. Dice Giacalone, a proposito dell'appello di Mattarella: "Quello che serve, come invita il presidente della Repubblica, è costruire la cura. Le polemiche e gli scontri politici sono una colpa grave in queste ore". 

Arzachena 

"Quest'estate? Ho cercato di mettere in sicurezza la comunità. Ho fatto quello che avrebbe fatto qualsiasi sindaco con senso di responsabilità per tutelare la salute". Ma Roberto Ragnedda per le misure anti movida si è preso insulti e di fatto si è ritrovato da solo a lanciare l'allarme per le discoteche, dove si diffondeva il contagio. Ricostruisce adesso: "A inizio estate la Sardegna era Covid free, poi è stata additata come l'untrice d'Italia e questo era inaccettabile. Un compromesso va trovato tra tutela della salute e difesa dell'economia. Per colpa di pochi irresponsabili, ci siamo ritrovati in quelle situazione. Però non voglio fare polemiche. Ha ragione il capo dello Stato, Mattarella: c'è bisogno di unità, non di una politica urlata e dello scontro".  Però al primo cittadino di Arzachena, 14 mila abitanti, resta un invito da ribadire: "Quando i sindaci assumono una decisione vanno rispettati. Questa estate credo di avere fatto la scelta giusta alla luce di quanto è poi accaduto". E Briatore, che a sua volta in seguito si è contagiato, l'ha più sentito? "No, non l'ho sentito". 
 
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