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Mes, Di Maio: "Non lo useremo e in Parlamento non ha i numeri". Berlusconi: "Forza Italia dirà no alla riforma"

Luigi Di Maio (ansa)
Anche il ministro degli Esteri è scettico: "La riforma è tutt'altro che entusiasmante, a me sembra peggiorativa". Di Battista: "Strumento obsoleto come il leader azzurro". Tra i parlamentari di FI scoppia la protesta dopo le parole del Cavaliere. Orlando Pd: "Berlusconi è tornato all'ovile"
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"La riforma del Mes è tutt'altro che entusiasmante, a me sembra peggiorativa. E noi il Salva-Stati non lo useremo perché c'è il Movimento 5 stelle. Non ci sono i numeri in Parlamento per sbloccarlo. E' un dibattito che non esiste, il Mes non si usa". Così il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, in una diretta Facebook, all'indomani della burrascosa informativa del ministro dell'Economia Gualtieri alle commissioni di Camera e Senato. Una riunione durante la quale il titolare del Tesoro ha ricevuto critiche non solo dalla Lega, ma anche da una fronda di grillini dissidenti.

Ma al no del M5S all'uso del Mes si aggiunge il no di Forza Italia alla riforma di questo stesso strumento: "Il 9 dicembre non sosterremo in Parlamento la riforma del Mes perché non riteniamo che la modifica del Meccanismo di Stabilità approvata dall'eurogruppo sia soddisfacente per l'Italia e non va neppure nella direzione proposta dal Parlamento europeo", fa sapere Silvio Berlusconi, in una nota.


Malumori in Forza Italia. Salvini: "Il centrodestra unito vince"

Parole che hanno suscitato la protesta e il malessere dei parlamentari azzurri, spiazzati dalla scelta delo loro leader divotare contro la riforma del Mes. Subito dopo la nota del Cavaliere, le chat di Forza Italia sono esplose. In molti hanno ricordato come per mesi Fi si sia battuta a favore del Mes, tanti di loro fanno anche parte dell'intergruppo favorevole al Mes. Quindi hanno chiesto un chiarimento immediato alle due capigruppo, che però avrebbero deciso di rinviare un confronto. Tenerlo oggi avrebbe comportato il rischio di spaccare i gruppi. Ma il vicepresidente azzurro, Antonio Tajani, in un tweet precisa: "Le preoccupazioni di Berlusconi sulla riforma del Mes sono più che fondate. Giusto non sostenerla. È una scelta che non ha nulla a che vedere con il sì all'utilizzo dei 37 mld per azioni anti #COVID19".

Da quanto si apprenda da fonti della Lega, Matteo Salvini ha accolto positivamente la nota di Silvio Berlusconi.  E, fa sapere il partito, il centrodestra si conferma compatto: dopo il voto sullo scostamento, trova una sintesi su un tema molto delicato come il Mes che ancora divide la maggioranza.
 

Di Maio: "Il Mes non serve"

Ora anche il ministro degli Esteri interviene per chiarire la posizione del M5S e afferma: "Non mi sottraggo al dibattito sul Mes: il Mes è debito e il ministro Gualtieri, con cui lavoro benissimo, ha detto chiaramente che non sono 37 miliardi di euro ma 300 milioni di euro (il ministro ha spiegato che il beneficio per l'Italia dell'utilizzo del Mes non sono 37 miliardi aggiuntivi ma sono i risparmi di interessi, pari a 300 milioni all'anno, ndr). Il Mes non solo non serve, ma non dà neanche 37 miliardi: lega però con lacci e lacciuoli che non ci possiamo permettere, che ricordano i tempi dell'austerity. La riforma del Mes è peggiorativa e finché ci sarà il M5S al governo non si userà, anche perché non ci sono i numeri in Parlamento. Il dibattito non ha neanche ragione di esistere".


A rilanciare il suo no al Mes è anche Alessandro Di Battista, che attacca i dem: "È obsoleto come Berlusconi, ma il Pd ha la sindrome della nostalgia". E come Di Maio giudica negativamente anche la riforma di questo strumento: "Il maquillage non basterà, chi insiste è il vero antieuropeista".
 

Il Pd: "Berlusconi è tornato all'ovile"

Il vicepresidente del Pd, Andrea Orlando, al Tg4 attacca il leader di Forza Italia: "Berlusconi è tornato all'ovile. Dal Partito Popolare è tornato sotto l'ala di Salvini". Poi critica i pentastellati. "Sulla riforma del Mes M5S manifesta una posizione incomprensibile: si può sostenere che il Mes non vada preso, ma non si capisce cosa ci sia da opporre al fatto che uno strumento che serviva soltanto a intervenire quando ci si trovava in una situazione di fallimento, sia utilizzato per impedire questo fallimento".
Orlando nell'intervista cita anche il Recovery Fund e dice: "Per la sua gestione è evidente che serva una struttura straordinaria, di missione o comunque di supporto ai minister, perchè 209 miliardi non si spendono con la burocrazia così com'è attualmente. La proposta che ci verrà formulata - conclude - sarà frutto di una discussione all'interno del governo e noi ci fidiamo della nostra delegazione ".

La portavoce delle donne dem, Cecilia D'Elia, sottolinea che "è incomprensibile rinunciare per rigidità ideologiche a 37 miliardi per potenziare il sistema sanitario universale pubblico, rafforzare la prevenzione e la medicina territoriale". Quindi chiarisce che "Il Partito Democratico ritiene fondamentale utilizzare anche le risorse del nuovo Mes, che il governo ha contribuito a cambiare completamente in Europa. Serve responsabilità di fronte ad una emergenza sanitaria ancora in corso".
 

Italia Viva: "L'intergruppo parlamentare va avanti"

E il deputato di Italia viva e promotore dell'intergruppo parlamentare per l'adozione del Mes, Camillo D'Alessandro, conclude: ''L'intergruppo ' va avanti e venerdì audirà il ministro Speranza. 'Stanno cercando di confondere le acque. Una cosa -spiega- è la modifica del Mes e un suo eventuale utilizzo, come Fondo salva Stati; altra cosa è la linea pandemica sanitaria prevista dal Mes senza condizioni. In ogni caso - chiarisce il renziano - rimane aperta una questione centrale: qual è il fabbisogno sanitario per finanziarie il piano di Speranza? Come si troverà la sua copertura finanziaria e che cosa accade senza le necessarie risorse?''.


 
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